Abituati a soccorrere, ma chi soccorre i Vigili del Fuoco?
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Alessandro Francini  
1 Maggio 2015
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Abituati a soccorrere, ma chi soccorre i Vigili del Fuoco?

Ieri mattina, giovedì 30, i Vigili del Fuoco dell'USB provinciale hanno manifestato davanti alla Prefettura di Alessandria per dire no ai tagli del Governo. "Presto saremo costretti a dover selezionare gli interventi, causando disservizi ai cittadini" ha dichiarato Giovanni Maccarino, coordinatore del sindacato

Ieri mattina, giovedì 30, i Vigili del Fuoco dell'USB provinciale hanno manifestato davanti alla Prefettura di Alessandria per dire no ai tagli del Governo. "Presto saremo costretti a dover selezionare gli interventi, causando disservizi ai cittadini" ha dichiarato Giovanni Maccarino, coordinatore del sindacato

ALESSANDRIA – “Siamo il corpo più amato dai cittadini, ma non ci teniamo a diventare anche quello più bistrattato dalle istituzioni”, dichiara con forza Giovanni Maccarino, coordinatore provinciale del sindacato USB (Unione Sindacale di Base) dei Vigili del Fuoco. Ieri mattina, giovedì 30, diversi membri del sindacato provenienti dai vari comandi della provincia hanno aderito allo sciopero nazionale indetto dall’USB, manifestando il proprio malcontento davanti alla Prefettura di Alessandria in Piazza della Libertà.

Dalle parole di Maccarino emerge chiara la profonda emergenza in cui versa il corpo dei Vigili del Fuoco. Sotto accusa, in primis, i (pochi) provvedimenti del Governo, a detta di Maccarino volti soprattutto a tagliare piuttosto che ad investire su personale e risorse. “I tagli del Governo, ovviamente, hanno gravi ricadute a livello locale; sul personale e sui mezzi a disposizione, sui dispositivi di protezione individuale e sulla formazione. Senza parlare degli standard qualitativi del soccorso” afferma il coordinatore provinciale di USB. A breve, inoltre, tramite un decreto della Presidenza della Repubblica verrà dato il via libera ad una sorta di liberalizzazione del volontariato, finora usato solo come mezzo di supporto occasionale per i vigili professionisti abilitati; “in questo modo la professionalità verrà certamente meno – continua Maccarino – perché tra l’altro, al momento, non esiste la possibilità di fornire una formazione adeguata”. Giovanni Frizzarin, membro del sindacato, conferma questi timori aggiungendo che “i volontari vengono formati con un corso on line di poco più di un mese, quando un vigile professionale svolge corsi specifici di almeno 6 mesi, integrati poi con la formazione interna al comando”. Questo provvedimento andrà a colpire i 60 mila precari del settore, circa un centinaio in provincia di Alessandria, che verranno nella sostanza cancellati. “Oltre al lato economico della faccenda ne va di mezzo la loro professionalità. Proprio per dire no a questa decisione il 13 maggio saremo a Roma davanti al Ministero dell’Interno per la grande manifestazione indetta dall’USB”.

Ma oltre a manifestare il proprio disappunto l’Unione Sindacale di Base ha anche avanzato proposte, finora rimaste inascoltate, “come ad esempio quella di rendere il corpo del Vigili del Fuoco colonna portante di una nuova e moderna Protezione Civile – dichiara Maccarino – lontana anni luce da quella salita alla ribalta delle cronache durante la scellerata gestione Bertolaso. Oltre a questo abbiamo più volte chiesto l’assunzione definitiva dei precari, per renderli stabili, senza però ricevere alcun riscontro da chi di dovere”. 

Tornando però alla realtà del nostro territorio si comprende ancora meglio quanto, a livello provinciale, questo organismo di sicurezza pubblica stia vivendo tempi davvero bui; Maccarino prende come riferimento il Terzo Valico, affermando che “premettendo che l’USB considera tale opera inutile e dannosa, ad oggi manca una procedura operativa in caso di intervento in una delle gallerie in cantiere. Non abbiamo né mezzi di soccorso adeguati per arrivare in fretta sul posto né gli strumenti necessari alla nostra protezione individuale”. Farazzin cita poi la normativa europea, che prevede un pompiere ogni 1500 abitanti, mentre solo ad Alessandria, ad esempio, “per rispettare gli standard europei servirebbero almeno altri 80-90 pompieri. Il nostro comando conta appena 10 unità operative, quindi la proporzione è solo di un vigile ogni 10 mila abitanti circa”. Se si conta che ieri mattina, compresi tutti i cinque distaccamenti di Casale, Novi, Tortona, Ovada ed Acqui Terme, il personale operativo in tutta la provincia contava solo 38 unità è logico temere che presto i vigili locali potrebbero vedersi costretti a dover scegliere tra due gravi eventi simultanei a causa della mancanza di personale. Per puro caso ciò non è successo la mattina dell’incendio all’Arkema di Spinetta; “poco prima eravamo impegnati in un incidente stradale – spiega Maccarino – e al momento della chiamata giunta da Spinetta abbiamo contemporaneamente ricevuto richiesta d’intervento da un privato per un incendio in un’abitazione; solo per una questione di coincidenza con il cambio turno siamo riusciti ad intervenire in entrambi i casi”.

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