Parco Carrà: sfumati 80 mila euro per un soffio. E ora?
Alessandria si è classificata dodicesima su oltre 60 progetti presentati al bando "ComuneMenteGiovane" promosso dall'Anci, ma ne verranno finanziati solamente 11. L'obiettivo di riqualificare l'area dello skate park comunque resta: "pronti a organizzare iniziative di autofinanziamento e progetti che coinvolgano chi vive il parco"
Alessandria si è classificata dodicesima su oltre 60 progetti presentati al bando "ComuneMenteGiovane" promosso dall'Anci, ma ne verranno finanziati solamente 11. L'obiettivo di riqualificare l'area dello skate park comunque resta: "pronti a organizzare iniziative di autofinanziamento e progetti che coinvolgano chi vive il parco"
ALESSANDRIA – Sarebbe stata un’occasione d’oro per avviare un progetto di partecipazione sperimentale di alto profilo, ma è sfumato per un soffio. Purtroppo i risultati, arrivati qualche giorno fa, sono impietosi: il Comune ha partecipato al bando “ComuneMenteGiovane”, promosso dall’Anci con l’obiettivo di finanziare attività di progettazione dal basso e coinvolgimento diretto della cittadinanza in progetti di riqualificazione urbana. Il progetto alessandrino riguardava la zona del Parco Carrà, e in particolare l’area dello skate park. La proposta presentata è piaciuta, e anche molto, classificandosi dodicesima su oltre 60 progetti provenienti da tutta Italia, ma non è bastato. A ricevere il finanziamento saranno solamente i primi 11.
A questo punto cosa succederà? Se Alessandria avesse vinto il bando avrebbe ottenuto 80 mila euro, con l’impegno di versarne 20 per completare il budget complessivo di 100 mila euro: sarebbero serviti per organizzare momenti di incontro e progettazione condivisa con la cittadinanza, sperimentando strumenti partecipativi evoluti e arrivando a finalizzare poi interventi sull’area che si richiedono da tempo. Nulla pare comunque compromesso, anche se i tempi di realizzazione delle opere si allungheranno inevitabilmente.
Racconta Luca Zanon, l’architetto che ha presentato un progetto già al tempo del bando comunale di raccolta d’idee ‘Noi Cittadini’: “ad oggi il Parco Carrà è davvero uno spazio prezioso per la città, che ricorda un po’ i famosi playground americani. I problemi esistono, sia di manutenzione delle strutture, ad esempio il campo di basket a cui manca da più di un anno un canestro, sia in termini di gestione, perché senza un regolamento e la possibilità di cintare alcune aree, la piena fruizione degli spazi diventa un problema. E’ fondamentale però preservare, e anzi migliorare, quest’area: qui si fa vera integrazione. Il parco è frequentato tanto da italiani quanto da stranieri, che si trovano naturalmente anche a giocare insieme e a socializzare. In più, il pubblico di fruitori raccoglie ogni fascia d’età, dai bambini agli anziani, e rappresenta l’unico parco di una certa dimensione che gli alessandrini riconoscono come tale”.


Resta poi il dilemma di come gestire la parete d’arrampicata. Diverse realtà hanno espresso interesse per la gestione della struttura, ma nulla è ancora stato finalizzato. I buchi nella rete di protezione però aumentano, e con essi il rischio che qualche bambini si faccia seriamente male. Fra le ipotesi sul tavolo, c’è anche quella che la struttura venga smontata e possa trovare una collocazione all’interno di qualche palestra, dove potrebbe essere fruibile per tutto l’anno, una volta restaurata, e non solamente nei mesi estivi. “Se così fosse quell’area, già cintata, potrebbe essere utilizzata per ampliare la zona dei campi da gioco” – aggiunge Cattaneo. Vista però l’altezza notevole della struttura, sono poche le realtà effettivamente in grado di ospitarla.