“Scusatemi, ci vediamo in un’altra vita”
Home

“Scusatemi, ci vediamo in un’altra vita”

Ancora molti lati oscuri sul duplice omicidio dell'ex poliziotto alessandrino. Indagano le procure di Alessandria e Savona che stano tentando di ricostruire le ultime ore dell'uomo e della donna che era con lui. “L'ordine” di uccidere la santeros cubana e di togliersi la vita sarebbe stato impartito direttamente dall'isola caraibica

Ancora molti lati oscuri sul duplice omicidio dell'ex poliziotto alessandrino. Indagano le procure di Alessandria e Savona che stano tentando di ricostruire le ultime ore dell'uomo e della donna che era con lui. “L'ordine” di uccidere la santeros cubana e di togliersi la vita sarebbe stato impartito direttamente dall'isola caraibica

ALESSANDRIA. “Scusate, ci vediamo in un’altra vita”. Il messaggio è stato inviato da Giancarlo Bossola a tutti i suoi amici, i cui numeri erano contenuti nella rubrica telefonica, qualche ora prima di morire, carbonizzato nell’auto presa a noleggio, sull’autostrada dei Fiori. L’ex poliziotto sapeva, dunque, che “doveva” morire e che “doveva” uccidere. Con lui se ne sono andate Norma Ramirez, 52 anni, cubana, residente ad Alessandria, e Rosolina Redolfi, 47 anni, di Alessandria. Il corpo della prima è stato trovato nell’abitazione di lui, in via Pascoli; quello di Rosolina, “la bionda”, come la chiamava, era accanto a quello di Giancarlo, nell’auto bruciata.
Non ci sono ormai più dubbi sulla volontarietà dell’omicidio/suicidio, ma restano ancora molti i misteri di questa vicenda su cui stanno cercando di fare luce le procure di Alessandria e Savona.

La vicenda
Nel corso di una conferenza stampa, il capo della squadra mobile di Alessandria, Mario Paternoster, ha ricostruito la vicenda.
La notte di martedì 14 aprile Bossola attorno alle 22,30 telefona, con il cellulare di Rosolina, badante dell’anziana madre di lui, alla polizia di Genova, dando indicazioni sull’omicidio di Norma Ramirez, avvenuto qualche giorno prima, nell’appartamento in via Pascoli. Squadre della Volante e della Mobile troveranno in effetti il corpo della donna, senza abiti e senza segni di violenza, sul letto, coperto da un piumone. Sarà l’autopsia, eseguita oggi, venerdì, dal medico legale, a stabilire le cause della morte: potrebbe trattarsi di avvelenamento o di soffocamento.
Verso le 5 del mattino di martedì la polizia troverà anche l’auto di Bossola, incendiata, in un tratto rettilineo dell’autostrada dei Fiori, nel comune di Orco Feligno. I corpi sono irriconoscibili e su di essi sarà eseguita l’autopsia da parte della autorità savonesi.

La scena del primo crimine
L’appartamento dell’ex poliziotto era perfettamente in ordine, al momento dell’arrivo della polizia. Il corpo quasi “composto” nel letto, nessun segno di colluttazione, il bagno pulito. Sul tavolo del soggiorno ci sono quattro fogli su cui sono appuntate alcune frasi: “sono il prescelto”, “lo devo fare, non finisce qui”, “me lo ha chiesto lei di ucciderla”. Frasi che dovranno essere interpretate ed attribuite ad un autore.
Giancarlo, ultimamente, accennava spesso alla sua imminente morte. Ne parlava al bar del quartiere, nel gruppo degli amici che frequentava abitualemnte. Ma nessuno gli aveva dato peso.

Santeros
L’ex poliziotto era, come Norma Ramirez, un “santeros”, credente nella religione cubana Santeria. Bossola aveva abbracciato la filosofiasudamericana dopo un viaggio a Cuba. Separato dalla prima moglie, aveva perso qualche anno fa la compagna. Da allora, raccontano gli amici, “non era più lo stesso”. Forse aveva aderito alla Santeria per trovare conforto. Era in pensione dal 2003, era stato riformato dal corpo di polizia, dove era entrato nel 1979, alla scuola allievi di Alessandria, per un problema di salute, una cardiopatia.
Al Cristo lo chiamavano “il professore”. Amava la vita agita, il gioco del lotto, che praticava con moderazione, e le donne. Gli amici ed ex colleghi lo descrivono come una persona molto ordinata, metodico e amante della pulizia, quasi all’eccesso. Frequentava gli stessi ambienti in orari più o meno regolari.


Norma,
di origine cubana, proveniva da Roma ed era ad Alessandria da circa un anno. Conviveva in via Gandolfi con un signore più anziano, di cui era la compagna. Lui la indica, nel messaggi, come “la maga”. Anche Norma, infatti, era una santeros. I due si frequentavano, nelle ore pomeridiane. Norma lo scorso dicembre era stata a Cuba e lì avrebbe ricevuto la “notizia” della sua morte, per mano di un uomo. Negli ultimi giorni aveva manifestato paura per quel destino predetto.

Rosolina Redolfi, bionda, minuta, viveva con i fratelli in via Gandolfi. Era la badante dell’anziana madre di Bossola e si frequentava regolarmente con lui, nelle ore libere. Rosalina, Rosy, potrebbe essere l’unica a non aver conosciuto il “disegno”di morte architettato da Giancarlo e Norma. Lei,infatti, non sarà mai citata nei messaggi di lui, lasciati sul tavolo del soggiorno. Solo all’ultimo, la sera in cui ha avvisato la sala operativa della questura di Genova, ha fatto riferimento a lei.

I punti da chiarire
Resta da chiarire come Norma è stata uccisa. Sarà l’esame autoptico eseguito oggi a sciogliere i primi nodi. Le procure di Alessandria e Savona stanno inoltre cercando di ricostruire le ultime ore di Giancarlo e Rosalina. Verso le 20, dall’analisi dei tabulati della compagnia telefonica, i due risultano ancora nel territorio alessandrino. Verso le 22 parte la chiamata alla questura di Genova ei tabulati indicano la loro presenza attorno al capoluogo ligure. L’auto sarà ritrovata alle 5, verso Imperia. Dove erano diretti? E perchè? Erano in fuga forse da un destino che non erano più convinti di accettare? L’auto si è incendiata accidentalmente o è stata data alle fiamme dall’interno? Fino a che punto Rosalina sapeva?
Le indagini proseguono e potrebbero anche aprirsi nuovi scenari internazionali. Chi ha”ordinato” la morte dei due santeros? E, infine, dove erano diretti? perchè sono stati a Genova, dove la Santeria è piuttosto diffusa? 

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione