Roberto Guaschino
Home
12500 donazioni in un anno: “il processo trasfusionale è l’attività medica più controllata”
Abbiamo fatto il punto sulle donazioni nel territorio di competenza dell'Aso di Alessandria con il dottor Guaschino, responsabile del centro trasfusionale
Abbiamo fatto il punto sulle donazioni nel territorio di competenza dell'Aso di Alessandria con il dottor Guaschino, responsabile del centro trasfusionale
ALESSANDRIA – Sono 12.500 le donazioni di sangue che gli alessandrini hanno fatto nel 2014. Quasi un record (il massimo si è avuto l’anno prima, nel 2013) che ha portato il centro trasfusionale dell’azienda ospedaliera alessandrina ad essere autosufficiente. Un risultato ottenuto grazie all’impegno di medici e volontari, delle campagna di sensibilizzazione nelle scuole e nelle piazze. 35mila gli “emocomponenti” ricavati dalle donazioni, ossia globuli rossi (quelli che vengono trasfusi ai pazienti), piastrine e siero che,invece, viene inviato al sistema Ad Alessandria il centro trasfusionale è diretto dal dottor Roberto Guaschino (nella foto).
Cosa c’è dietro una trasfusione? E’ sicuro il sangue trasfuso da un donatore al paziente?
Non ha dubbi Guaschino: “La medicina trasfusionale è la branchia più normata in Italia. Non c’è altra disciplina che abbia controlli di sicurezza stringenti quanto la medicina trasfusionale. Ci sono direttive europee, recepite da leggi italiane e, a cascata, da quelle regionali e interne.
Il controllo avviene in tutte le fasi e riguarda sia il donatore che il ricevente.
“Intanto bisogna chiarire che quel che viene trasfuso sono i globuli rossi, o le piastrine. Il plasma, ossia la parte liquida, viene inviata alle industrie specializzate, per essere ulteriormente lavorato.
Il ‘prodotto’, chiamiamolo così, una volta prelevato, affronta un percorso complesso che lo porta ad essere ‘farmaco’. Le trasfusioni dirette, come si vedeva nelle immagini d’epoca, non vengono più fatte credo già durante la seconda guerra mondiale. I controlli iniziano a partire dalla salute del donatore.
Ci sono diversi tipi di controllo sul donatore, previsti per legge e che garantiscono sia la sua salute sia quella del paziente. Si tratta di esami generici, sia infettivologici”.
Bene per quelli volti a scoprire eventuali infezioni o virus, dall’Hiv all’epatite. Ma è possibile che sostanze assunte dal donatore possano passare al ricevente?
“Ci sono specifici esami che individuano le eventuali sostanze tossiche cancerogene. Non vengono eseguiti tutti gli esami, per il ventaglio possibile di sostanze e per un altro fatto, semplice, che il sangue ha un ‘sistema’ che le elimina dalla parte trasfusibile: si tenga presente che vengono utilizzati solo i globuli rossi e le altre sostanze restano nel plasma. Eventuali sostanze tossico nocive, quindi, comprese quelle ad oggi sconosciute o non classificate come tali, vengono eliminate automaticamente con la separazione tra globuli rossi e plasma, processo che avviene per centrifuga”.
Il controllo avviene in tutte le fasi e riguarda sia il donatore che il ricevente.
“Intanto bisogna chiarire che quel che viene trasfuso sono i globuli rossi, o le piastrine. Il plasma, ossia la parte liquida, viene inviata alle industrie specializzate, per essere ulteriormente lavorato.
Il ‘prodotto’, chiamiamolo così, una volta prelevato, affronta un percorso complesso che lo porta ad essere ‘farmaco’. Le trasfusioni dirette, come si vedeva nelle immagini d’epoca, non vengono più fatte credo già durante la seconda guerra mondiale. I controlli iniziano a partire dalla salute del donatore.
Ci sono diversi tipi di controllo sul donatore, previsti per legge e che garantiscono sia la sua salute sia quella del paziente. Si tratta di esami generici, sia infettivologici”.
Bene per quelli volti a scoprire eventuali infezioni o virus, dall’Hiv all’epatite. Ma è possibile che sostanze assunte dal donatore possano passare al ricevente?
“Ci sono specifici esami che individuano le eventuali sostanze tossiche cancerogene. Non vengono eseguiti tutti gli esami, per il ventaglio possibile di sostanze e per un altro fatto, semplice, che il sangue ha un ‘sistema’ che le elimina dalla parte trasfusibile: si tenga presente che vengono utilizzati solo i globuli rossi e le altre sostanze restano nel plasma. Eventuali sostanze tossico nocive, quindi, comprese quelle ad oggi sconosciute o non classificate come tali, vengono eliminate automaticamente con la separazione tra globuli rossi e plasma, processo che avviene per centrifuga”.
Ma nel plasma restano?
“Diciamo che si ‘perdono’, nel senso che le industrie a cui viene inviato lavorano grandissime quantità. Quindi vengono diluite a tal punto da perdersi, appunto.
Nessuna sostanza tossica cancerogena può essere quindi trasmessa per via trasfusionale, indipendentemente da quale sia la concentrazione.
E’ più difficile, invece, eliminare i virus perchè questi sono presenti in tutte le componenti del sangue”.