Via Dossena: “ecco perché non abbiamo mantenuto la parola”
A luglio si era prospettata una soluzione che garantisse circolazione delle auto e aree di sosta almeno su un lato della strada. In corso dopera invece le cose sono andate diversamente facendo arrabbiare i residenti, che lamentano anche problemi digiene e insicurezza. Ferralasco: discutiamone, ma la via resterà pedonale
A luglio si era prospettata una soluzione che garantisse circolazione delle auto e aree di sosta almeno su un lato della strada. In corso d?opera invece le cose sono andate diversamente facendo arrabbiare i residenti, che lamentano anche problemi d?igiene e insicurezza. Ferralasco: ?discutiamone, ma la via resterà pedonale?
Così invece non è andata: oggi via Dossena è chiusa al traffico (esclusi i residenti) e nell’area, considerando anche la parziale occupazione di piazza Gobetti per il cantiere del Meier, sono venuti a mancare circa 250 posti auto, 70 nella sola via Dossena, creando un oggettivo disagio a chi abita lì e non riesce più a trovare un posto per psrcheggiare la propria auto.
“Una questione da risolvere” – come è stato sostenuto da Ciro Fiorentino (FdS) e da un rappresentante dei residenti, intervenuti durante la Commissione Sviluppo del Territorio riunitasi ieri, givoedì 9 aprle, a Palazzo Rosso. Ma i problemi elencati riguardanti la via non finiscono qui. “Averla resa pedonale ha ridotto il giro d’affare dei commercianti – raccontano – le fioriere scelte si stanno già rompendo (nella foto sotto un particolare ndr) e non tengono l’acqua, problema che nel lungo periodo rovinerà il manto stradale (scelto di scarsità qualità – ha sottolineato l’ex sindaco Piercarlo Fabbio). In più la presenza di un bar frequentato da stranieri fino a tarda ora crea problemi ai residenti, tanto di disturbo della quiete pubblica quanto di vera e propria sicurezza”.
L’assessore Marcello Ferralasco ha replicato spiegando la ratio dell’intervento operato dall’amministrazione, e per quale ragione si sia scelto di venir meno all’impegno preso con i cittadini: “l’obiettivo è sempre stato quello di chiudere al traffico via Dossena, considerandola come parte del percorso privilegiato che consentirà di passeggiare da Borgo Rovereto alla Cittadella, passando per il ponte Meier. Ci siamo resi conto però che aveva poco sento introdurre la chiusura della via in maniera graduale, poiché nel frattempo il manto stradale si sarebbe già rovinato.
Per quel che riguarda i posti auto, stiamo lavorando a diverse soluzioni a siamo disposti 
Il commissario della Polizia Municipale, Gianfranco Demichelis, ha invece risposto riguardo alle paure sollevate da residenti e opposizione (Roberto Sarti della Lega Nord in particolare) circa i presunti problemi di sicurezza. “Quella delle lamentele rispetto a un bar presente nella via è una situazione che confermo e che conosciamo bene. Attenzione però a non confondere la percezione d’insicurezza con un problema reale. Problemi analoghi li abbiamo con diversi bar in città, per esempio con alcuni di via Mazzini e via Vescovado, molti dei quali frequentati da italiani e non da extracomunitari. Capiamo che si verifichino comportamenti non proprio da bon ton, magari con qualche commento pesante o con schiamazzi, ma salvo rarissime accezioni nulla che sia riconducibile a un vero e proprio reato o che giustifichi interventi particolari. In ogni caso, quel locale, come diversi altri in città, è attenzionato e la nostra pattuglia vi passa tutte le sere, 365 giorni all’anno.
Paola Testa, disability manager di Alessandria, promuove invece a pieni voti i lavori compiuti in via Dossena: l’area è accessibile a tutti, ed è stata testata dalle stesse associazioni che si occupano di abbattimento delle barriere in città. Le fioriere sono molto evidenti, grazie ai loro colori accesi, e facilmente distinguibili anche per chi è ipovedente. Gli angoli smussati aiutano a non farsi male ed esistono sedute che posso essere utilizzabili da tutti. Il fatto che la via sia stata chiusa al traffico è un’ottima cosa: consente di muoversi senza la preoccupazione delle auto, lasciando più libere anche le persone con disabilità cognitive di camminare senza la preoccupazione che possano essere investite. In città ci lamentiamo sempre delle buche e delle condizioni del manto stradale: imparare a non utilizzare l’auto è già un buon modo per salvaguardare al meglio anche la pavimentazione.