Parco che vai, alessandrino (e divieto) che trovi
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Parco che vai, alessandrino (e divieto) che trovi

In attesa che la situazione di degrado dei Giardini Pubblici di fronte alla stazione venga affrontata, abbiamo passato in rassegna alcune delle aree verdi della città per verificare in quali condizioni si trovino e da chi siano frequentate. Ecco i risultati, con alcune piccole sorprese…

In attesa che la situazione di degrado dei Giardini Pubblici di fronte alla stazione venga affrontata, abbiamo passato in rassegna alcune delle aree verdi della città per verificare in quali condizioni si trovino e da chi siano frequentate. Ecco i risultati, con alcune piccole sorprese?

ALESSANDRIA – Dopo i video e le denunce della scorsa settimana riguardanti la situazione di degrado dei giardini di fronte alla stazione, e in attesa che qualcosa venga fatto (dall’amministrazione in tempi rapidi, o dal privato sociale e dai cittadini che si stanno organizzando sul web), abbiamo fatto visita ad alcune delle aree verdi di Alessandria (difficile in molti casi trovare il coraggio per definirle “parchi”) per capire quale sia la situazione: da chi vengono frequentati? In quali condizioni si trovano? Ecco una prima rassegna.

Giardini pubblici
La situazione di sporcizia e degrado ormai persistente da tempo è sotto gli occhi di tutti ed è stata già segnalata più volte. L’offerta da parte della Comunità San Bendetto al Porto di investire 100 mila euro in due anni in quest’area sembra una vera manna dal cielo. E’ interessante notare come si sia creata nel corso del tempo una sorta di divisione del parco a seconda dei frequentatori, come se seguissero invisibili aree di demarcazione, tanto impalpabili quanto precise e quasi invalicabili. Con le spalle alla stazione, l’area a destra (quella del monumento al Milite Ignoto, per intenderci) è frequentata lungo il perimetro da persone anziane, spesso accompagnate da badanti o parenti, e li si può trovare seduti sulle panchine di fronte al tribunale nelle giornate di bel tempo, tanto al mattino quanto al pomeriggio. La parte centrale dei giardini invece è frequentata maggiormente da persone più giovani, di origine straniera. L’area giochi per bambini si trova nella partesinistra dei giardini, ma con il tempo è sempre meno frequentata. Gli alessandrini, per far giocare i propri figli, preferiscono raggiungere altri luoghi, forse ritenuti più sicuri. E’ interessante notare come i giardini pubblici detengano il record dei divieti per quel che riguarda le aree verdi in città: lo avevamo già segnalato tempo fa, sollecitati da diversi lettori, ma il nostro appello è stato lasciato cadere nel vuoto (dopo promesse, disattese, di rivedere i regolamenti). Perché in questo parco è vietato sostare sulle aree verdi, mentre in altre zone della città no? Possibile che ai bambini sia proibito di giocare a palla e perfino di andare in bicicletta? Che senso ha un’area verde che, sostanzialmente, non può essere vissuta?

Giardini Pittaluga
Dopo gli importanti interventi dei volontari di Rilanciamo Alessandria e le energie profuse dall’amministrazione e dalle Forze dell’Ordine per migliorarne la sicurezza, l’area risulta in ordine e accogliente, ma di fatto resta al centro di numerosi fatti di cronaca legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, e non viene sostanzialmente considerata dagli alessandrini come una vera e propria area verde utilizzabile. I tempi dell’EcoFestival o delle proiezioni serali per la cittadinanza sembrano lontani, in attesa che l’amministrazione faccia seguito alle proprie promesse e metta in campo azioni davvero efficaci perché il parco torni a essere frequentato, per esempio concedendone l’assegnazione a soggetti privati o del privato sociale che lì possano insediare attività non solamente commerciali ma in grado di garantire animazione del territorio (e quindi maggiore sicurezza), rendendo finalmente la zona appetibile per gli alessandrini. Ad oggi il parco viene frequentato perlopiù da gruppi di ragazzi, sia di origine italiana che straniera, che lì passano il tempo “in branco”, tanto al pomeriggio quanto al mattino, quando molti di loro in teoria dovrebbero trovarsi a scuola…
A differenza dei giardini pubblici, qui non ci sono divieti particolari, se non quello di non introdurre cani. Si potrebbe quindi stare distesi sull’erba, giocare a pallone, ecc. Perché qui sì e altrove no? Almeno per noi resta un mistero.

Parco Carrà
L’area di fronte “ai baracconi” e al campo d’aviazione è stata scelta dagli alessandrini ormai da tempo come il vero parco cittadino. Specialmente dai primo pomeriggio in poi, nelle giornate di bel tempo, viene “preso d’assalto” un po’ da tutte le tipologie di persone: ci sono anziani seduti sulle panchine, giovani armati di coperta che si stendono sul prato (qui è concesso), bambini che giocano nell’area dello skatepark (purtroppo violando anche la rete di protezione che dovrebbe impedire l’accesso all’ex torre di arrampicata, ormai abbandonata a se stessa e quindi molto pericolosa, in attesa che qualcosa venga fatto per recuperarla), “crew” che stanno appollaiate nella zona delle rampe, famiglie, soprattutto di origine straniera, che si ritrovano lì per un picnic e per trascorrere momenti di convivialità che purtroppo gli italiani stanno scordando. L’area del campo di basket è presa letteralmente d’assalto, con tantissimi ragazzi che giocano insieme, chi a pallacanestro e chi a calcio). Insomma, per Alessandria al momento rappresenta l’unico vero e proprio esempio di spazio verde massicciamente frequentato.

Giardini Usuelli
Per chi vive in Pista rappresentano una valida alternativa al parco Carrà: sono molto frequentati il pomeriggio, specialmente dai bambini (sia di origine italiana che straniera) che dagli anziani. Dopo i danneggiamenti di cui sono stati vittima in passato ora sembrano in buone condizioni, e hanno la particolarità di ospitare al proprio interno due aree dedicate ai nostri amici a quattro zampe: si tratta di due semplici zone cintate, una dedicata ai cani di piccola e media taglia e l’altra per quelli più grandi, che dimostrano di essere assai apprezzate da proprietari e animali. Perché non riproporle anche altrove?
Anche qui vige il divieto per i bambini di giocare a pallone e di andare in bicicletta, peraltro nelle nostre numerose visite abbiamo sempre trovato bambini con un sorriso stampato in viso che giocavano a pallone e giravano in bici (come pensiamo sia giusto si possa fare in un parco). Anche in questo caso ci domandiamo che senso abbia avere divieti di questo tempo, e che senso abbia averli istituiti se poi nessuno si sogna di farli rispettare…

Piazza Mentana
Ai tempi di chi scrive (nato nel 1980) erano molto frequentati: il pomeriggio dopo la scuola ci si giocava a pallone, quando non andavo ai giardini pubblici di fronte alla stazione. Oggi sembrano di fatto abbandonati. I bambini e le famiglie probabilmente preferiranno fare un po’ di strada in più ma raggiungere i giardini Usuelli, che in confronto sono strapieni e offrono ai bambini più compagnia con cui giocare. Nei nostri diversi passaggi li abbiamo trovati praticamente sempre vuoti. Un vero peccato, considerando che rispetto al passato sono anche stati risistemati.



Parco di via Gandolfi

Più che un’area verde è una zona gioco in cemento con qualche ciuffo di prato. Forse in un quartiere così delicato per la città servirebbero investimenti maggiori per animare gli spazi di socialità e regalare ai bambini qualche prato in più. Il parchetto ci è parso comunque frequentato, sia da bambini di origine italiana che straniera, residenti in zona.

Parco Lella Lombardi
Nella zona della piscina scegliamo questo piccolo spazio come simbolo di tutte quelle micro-aree presenti in città che cercano di supplire all’assenza di grandi parchi degli di questo nome. Questa è una piccola area gioco, frequentata quasi esclusivamente da residenti, dedicata soprattutto ai giovanissimi. Anche in questo caso “è severamente vietato introdurre all’interno del parco biciclette”, ma bisognerebbe spiegarlo a chi ci gioca e che, forse per la giovane età, non sa ancora leggere o fa finta di non saperlo fare… 

La Cittadella 

Potenzialmente potrebbe essere un grande parco cittadino. Di fatto è quasi sempre semi-deserta. Sono poche le famiglie che scelgono l’area giochi interna alla fortificazione per trascorrere il pomeriggio. Ci sono però diverse persone che utilizzano l’area per far correre in libertà i propri cani. La struttura meriterebbe sicuramente una valorizzazione ben maggiore, e le potenzialità sarebbero enormi. Per adesso, almeno finché non sarà ultimato il ponte Meier, resta una spazio piuttosto estraneo alla città e assai poco frequentato. Un vero peccato, anche considerando la scarsità di spazi verdi di una certa grandezza disponibili ad Alessandria. 

L’elenco non è sicuramente esaustivo, ma basta per fare due riflessioni interessanti: la prima riguarda una divisione piuttosto netta delle destinazioni di utilizzo degli spazi verdi in città (creatasi nel tempo per scelta degli stessi alessandrini, anche spinti dalle situazioni di sicurezza delle diverse zone) e la presenza di un’unica vera e propria area riconosciuta dagli alessandrini come “polmone verde godibile” degna di questo nome, quella del parco Carrà.

La seconda è quella che riguarda i regolamenti delle diverse aree: senza che vi sia un’apparente buona ragione gli alessandrini, sia italiani che di origine straniera, si trovano a dover fare i conti con regole che cambiano da zona a zona, e che ci pare non siano fatte in ogni caso rispettare. Dai divieti più stringenti presenti ai Giardini Pubblici di fronte alla stazione, che limitando al massimo il gioco dei bambini certo non aiutando a rendere il parco più frequentato, alla grande libertà concessa altrove, per esempio ai giardini Pittaluga, senza che questa influisca peraltro sulla scelta degli alessandrini, specie delle famiglie con bambini e ragazzi, di fruirne.

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