Aspettando che un bambino si faccia male
Dopo 8 mesi dallo smantellamento dell'ex pista di pattinaggio ai Giardini Pubblici sono rimasti tantissimi detriti pericolosi, abbandonati a loro stessi, ad accogliere chi arriva dalla stazione e a fare da potenziale "parco giochi dell'orrore" per i bambini. Incredibile che l'Amministrazione in 8 mesi non sia intervenuta
Dopo 8 mesi dallo smantellamento dell'ex pista di pattinaggio ai Giardini Pubblici sono rimasti tantissimi detriti pericolosi, abbandonati a loro stessi, ad accogliere chi arriva dalla stazione e a fare da potenziale "parco giochi dell'orrore" per i bambini. Incredibile che l'Amministrazione in 8 mesi non sia intervenuta
ALESSANDRIA – Era il 28 agosto 2014, circa 8 mesi fa, quando davamo finalmente notizia che le tribune dell’ex pista di pattinaggio dei giardini pubblici, lasciate da tempo all’incuria, così come tutta la struttura, stavano per essere smantellate. “Entro pochi giorni l’area verrà pulita e restituita alla città” – era stata la promessa dell’assessore ai lavori pubblici (nonché vicesindaco) Giancarlo Cattaneo. A distanza di mesi la situazione, sotto gli occhi di tutti, è quella che documentiamo con queste nuove foto: mentre sono alle porte belle e importanti iniziative come “Floreale 2015” e la “Primavera alessandrina” l’area dei Giardini Pubblici è sempre più abbandona a se stessa fra sporco, buche e, soprattutto, materiali estremamente pericolosi depositati a pochi passi dall’area gioco, con scivoli e altalene, senza alcuna recinzione o cartello di segnalazione.
Si possono trovare adagiati per terra tubi di metallo arrugginiti e altri in plastica dura, pile di legno marcio e assi appuntite, travi di metallo, materiale spugnoso, giunti e guarnizioni con i quali tagliarsi. Il tutto in bella vista, lasciato lì da agosto scorso, a dare il benvenuto a chi arriva in stazione e sceglie, come sarebbe naturale, il viale fra i giardini per raggiungere piazza Garibaldi. Un “comitato d’accoglienza” che si sposa alla perfezione con il degrado dello storico “Piccadilly” e delle altre strutture lasciate all’incuria e alla voglia di infierire dei vandali. I sostenitori della “teoria del vetro rotto” si metterebbero certamente le mani nei capelli, e con ragione, visto che le notizie d’interventi da parte delle Forze dell’Ordine per episodi di spaccio di droga o di aggressione in quella zona sono quasi all’ordine del giorno.

In altri Paesi, forse più seri del nostro, per un episodio di incuria tanto palese si potrebbero ottenere le dimissioni di chi è responsabile di una tale, ripetuta, gravissima mancanza. Qui da noi invece si fanno incontri per ragionare su come intercettare turisti interessati all’Expo. Per fare cosa? Forse far vedere loro quanto siamo bravi a curare i nostri giardini?