Aral dal “buco” alla ricapitalizzazione, doppio salto mortale per non fallire?
In commissione bilancio si discute del futuro di Aral. Delucchi: i primi mesi del 2015 sono in positivo. Ci sono prospettive per andare avanti. Ma restano anche le ombre delle gestioni passate:errori da non ripetere. Il Movimento 5 Stelle annuncia una segnalazione alla Corte dei Conti
In commissione bilancio si discute del futuro di Aral. Delucchi: i primi mesi del 2015 sono in positivo. Ci sono prospettive per andare avanti. Ma restano anche le ombre delle gestioni passate:errori da non ripetere. Il Movimento 5 Stelle annuncia una segnalazione alla Corte dei Conti
ALESSANDRIA – Due milioni di euro di “buco” da ripianare. Parte da questo dato la nuova gestione Aral che si è insediata ad ottobre 2014 sotto la guida dall’ingegnere Fulvio Delucchi. Dopo i bilanci chiusi in attivo, la “sorpresa” arriva con il bilancio 2014 che chiude con un passivo di 2.681.000 al 31 ottobre. Dopo l’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione il bilancio viene riveduto e il passivo “scende”, al 31 dicembre, a 2.602.000. Di più, evidentemente, non si riesce a fare.
Come è stato possibile? Prova a spiegarlo Delucchi davanti alla commissione bilancio del comune di Alessandria, riunita ieri mattina dal presidente Gianni Barosini. Sono stati stralciati 745mila euro dai crediti verso il comune di Alessandria, presenti invece nel bilancio 2013, su decisione dell’amministrazione in accordo con l’Osl, organismo di liquidazione, attinenti agli interessi su un factoring stipulato con la banca Barclays; circa 800 mila euro in meno arrivano dalla sospensione del pagamenti del Corepla, il consorzio per il riciclo della plastica per circa 5 mesi, a causa del mancato rispetto, da parte di Aral, dell’autorizzazione ambientale integrata; ci sarebbero poi variazioni legate all’andamento del mercato che hanno portato, in passato, a stipulare contratti poco remunerativi.
Ricapitalizzazione o fallimento?
Fatto sta che il buco in bilancio è superiore al capitale sociale versato e Aral chiede ora ai soci un aumento di capitale sociale di 1 milione di euro per la ricapitalizzazione. Il comune di Alessandria avrà la parte da leone, come socio che detiene il 72,95% delle quote. La manovra è già stata approvata dal consiglio di amministrazione ma dovrà essere approvata dai consigli comunali dei comuni soci. L’assessore al bilancio Giorgio Abonante ha già annunciato che porterà la richiesta in assemblea.”Sarà quella l’occasione per discutere delle prospettive. Ma i primi dati sull’andamento del 2015 lasciano margini per credere ad un mantenimento del servizio”, ha risposto ai commissari che chiedevano garanzie per il futuro.
La ricapitalizzazione è una delle strade per evitare l’altrimenti inevitabile fallimento. Per i resto, si profilano due possibilità: la confluenza di Aral in Amag (è il progetto della grande Amag); l’apertura di un bando di gara per l’affido del servizio indetta dall’autorità d’ambito.
Aral, ha spiega Delucchi, non è propriamente una società “in house” poiché solo il 25% circa dei servizi viene resi ai soci. Dai comuni del consorzio arrivano, cioè, 37 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati e 35 mila tonnellate di differenziato.

I segnali positivi per il 2015, ha spiegato il presidente, arrivano da una rivalutazione dei contratti in essere. Genova, ad esempio, “è in difficoltà dopo la chiusura di una delle discariche liguri”. E’ stato già chiuso un accordo per il conferimento di 40 mila tonnellate di rifiuti “con prezzi che, nel frattempo, sono cresciuti, arrivando fino a 15 o 18 euro a tonnellata”.
I dubbi da chiarire
I consiglieri Emanuele Locci e Domenico di Filippo vorrebbero, comunque, vederci chiaro su alcune voci in bilancio: “c’è stato un crollo dei proventi derivanti dal materiale da riciclo, tipo la plastica; sono impennati i costi di trasporto; c’è un aumento delle spese di consulenza amministrativa; c’è un aumento (da 30 mila euro a 168 mila euro) per le spese di sorveglianza”.
Fornisce qualche risposta, parziale, Delucchi, ma si riserva di portare a breve risposte più precise in commissione.