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Arpa: “nessun impatto sui cittadini per la nube Arkema”
Le analisi dell'aria condotte da Arpa non indicano superamenti di composti organici e polveri sottili sprigionate dalla nube che si è formata dopo lo scoppio del serbatoio di perossido al polo chimico di Spinetta. Ma non sono ancora chiare le cause dell'incidente. L'assessore Lombardi chiede alla ditta Arkema "comunicazioni tempestive". Resta il nodo del piano di emergenza esterno
Le analisi dell'aria condotte da Arpa non indicano superamenti di composti organici e polveri sottili sprigionate dalla nube che si è formata dopo lo scoppio del serbatoio di perossido al polo chimico di Spinetta. Ma non sono ancora chiare le cause dell'incidente. L'assessore Lombardi chiede alla ditta Arkema "comunicazioni tempestive". Resta il nodo del piano di emergenza esterno
ALESSANDRIA – Le analisi condotte da Arpa sull’aria, a seguito dello scoppio di un serbatorio di perossido all’interno dello stabilimento Arkema di Spinetta Marengo, “mostrato valori non eccedenti quelli usuali sia come Voc (composti organici volatili) che come polveri sottili”. Sulla base dei rilevamento, Arpa “ritiene quindi che non vi sia stato impatto alcuno sulla salute dei cittadini a seguito della fuoriuscita dei prodotti di combustione dell’incendio”. E’ quanto è emerso dopo il vertice chiesto dall’assessore all’Ambiente del Comune di Alessandria Claudio Lombardi a seguito l’incidente nello stabilimento Arkea all’interno del Polo chimico. Notizie rassicuranti, quindi, che confermerebbero quelle diffuse sia dagli enti che dalla ditta stessa a poche ore dallo scoppio e dallo sprigionamento di una nube scura sul sobborgo alessandrino.
L’assessore Lombradi, nel corso della riunione, ha comunque chiesto all’azienda un “impegno particolare nell’accertamento delle cause – ad oggi non ancora del tutto identificate – e quindi degli interventi migliorativi al ciclo produttivo in modo che tali incidenti non abbiano a ripetersi. Infatti tali incidenti, qualora si verifichino in impianti trattanti prodotti più pericolosi, potrebbero avere effetti estremamente dannosi sia all’interno che all’esterno dello stabilimento”.
Resta anche il nodo del piano di emergenza esterno, che nel caso specifico non è scattato, poichè non esistevano condizioni di allarme per la popolazione. Il piano, tuttavia, risulta scaduto e, quindi, non più adeguato. Sarà uno dei prossimi impegni della commissione Ambiente, già convocata dal presidente Daniele Coloris per giovedì mattina. Nel corso della seduta la ditta Arkema dovrà anche fare avere un resoconto dettagliato dell’incidente. Lo scoppio è avvenuto – nella ricostruzione fatta durante la riunione alla quale hanno partecipato Daniele Coloris presidente commissione ambiente comune, Giampiero Cerruti dirigente servizio ambiente, Dante Ferraris e Claudio Coffano per la Provincia, Donatella Bianchi e Davide Guasco di Arpa, Giulio Cocco Amministratore delegato Arkema, Nicola Tei direttore di stabilimento, Alessandro Fabris direttore Arkema, Cristina Sinelli – alle 8,30 del mattino di lunedì. Arpa è stata avvisata pochi minuti prima delle 9 ed ha iniziato a fare i rilievi dell’aria a partire dalle 10.