Costruire Insieme, ad aprile scade la cassa integrazione. “Non ce ne siamo scordati”
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Costruire Insieme, ad aprile scade la cassa integrazione. “Non ce ne siamo scordati”

Disoccupazione in aumento, l'allarme non è più solo per le aziende private, ma anche nel pubblico. Gregori, segretario provinciale Uil: “Abbiamo chiesto diversi incontri, a tutti i livelli. Attendiamo risposte”. Non solo "proteste" ma anche proposte. "Il ruolo del sindacato sta cambiando"

Disoccupazione in aumento, l'allarme non è più solo per le aziende private, ma anche nel pubblico. Gregori, segretario provinciale Uil: ?Abbiamo chiesto diversi incontri, a tutti i livelli. Attendiamo risposte?. Non solo "proteste" ma anche proposte. "Il ruolo del sindacato sta cambiando"

ALESSANDRIA – “Disoccupazione in aumento nel 2014? La tendenza del 2015 sembra anche peggio”. Difficile essere ottimisti per Aldo Gregori (nella foto), segretario provinciale di Uil. I dati Istat indicano un aumento della disoccupazione nell’anno da poco terminato. I nuovi dati, relativi al 2015, non ci sono ancora. Ma la tendenza rilevata sembra poco rassicurante. “Aumenta anche la cassa integrazione, abbiamo seguito in questi mesi le pratiche per altre aziende alessandrine, che ne hanno fatto richiesta fino a maggio. Cerchiamo di essere ottimisti ma la preoccupazione è ancora alta. Stiamo cercando di capire quali possono essere le conseguenze degli ultimi provvedimenti governativi, le tutele crescenti, il jobs act. Per ora ci sono dati parziali. Non c’è, ad esempio, una distinzione tra lavoratori precari e tempi indeterminati. Ad una prima analisi, le tutele sul monte occupazionale sembrerebbero basse.

Il punto è che se non riparte da domanda interna non riparte il lavoro. La defiscalizzazione per le aziende non basta come misura”.

Per il comune di Alessandria il peggio sembra essere passato?
Siamo ancora in attesa di avere un confronto su alcune questioni. In questo mesi abbiamo, a dire il vero, avuto contatti con l’assessore al bilancio. Abbiamo avanzato noi, come sindacato, una serie di proposte per garantire la piena occupazione, che è il nostro primo obiettivo. Anche se l’attenzione mediatica sembra scemata, la nostra attenzione resta alta.
Ricordiamo che ad aprile scade la cassa integrazione per i dipendenti dell’azienda speciale Costruire Insieme.

Per i cassintegrati di Costruire Insieme si apre lo spiraglio della gestione di un sistema museale alessandrino. C’è qualcosa di concreto secondo lei?
Sicuramente un rilancio del sistema museale, anche in vista dell’Expo, è quanto mai auspicabile e necessario. L’esposizione internazionale è senza dubbio una opportunità per il territorio. Certo, non si parla di grandi numeri in termini di ricadute occupazionali, ma è bene partire anche dai piccoli numeri. Il territorio deve essere pronto. Su questo fronte abbiamo proposto all’amministrazione comunale di rinviare il trasloco del museo del Cappello dal primo piano a pian terreno. Sarebbe inopportuno farlo proprio ora, a ridosso dell’Expò, rischierebbe di diventare un boomerang.
Penso anche, tra le altre occasioni che rischiamo di perdere, al Bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco. Anche in questo caso potrebbe trattarsi di piccoli numeri, legati al turismo religioso. Ma si tratta comunque di opportunità da non perdere, anche a beneficio della nostre aziende commerciali.

Tra le tante preoccupazioni, si è aggiunta ora quella dell’azienda Borsalino..
La proprietà ha dato garanzie alle organizzazioni sindacali della volontà di mantenere l’occupazione. Sicuramente quel che è accaduto è un fatto anomalo, anche se di normale ora c’è ben poco.. Un’azienda che funziona… ma è ‘l’industria finanziaria’ a non funzionare. Ed è la finanza oggi che controlla l’industria manifatturiera. La vicenda Borsalino ne è un esempio. Piuttosto c’è da chiedersi come sia potuto accadere tutto senza che nessuno se ne accorgesse. Vedremo nei prossimi giorni. Il concordato preventivo, in sé, potrebbe anche avere risultati positivi se consentisse un alleggerimento del debito dell’azienda. (Il finanziere astigiano Marco Marenco, in bancarotta e attualmente di fatto latitante all’estero risulta titolare di 11 aziende sotto sequestro, c’è anche quella che detiene il 50,45% della Borsalino, ndr)

In questo momento sono a rischio anche i dipendenti del pubblico impiego, come quelli della Provincia.
Si, anche in questo caso abbiamo chiesto un incontro, come confederali, al Presidente per cercare di capire come l’ente intende muoversi. Non c’è solo la Provincia, ci sono anche le comunità montane. In momenti come questi, di continui tagli, l’occupazione è più che mai da salvaguardare. Di fatto gli 80 euro del governo Renzi dati ai lavoratori sono stati recuperati dai trasferimenti agli enti: 3,5 miliardi di tagli che si traducono in minori servizi ai cittadini. Gli enti locali hanno agito sui margini di manovra possibili, con il risultato che sono aumentate le addizionali Irpef, quindi meno servizi a maggiore tassazioni. I lavoratori e i pensionati, alla fine, sono quelli che pagano di più.

Il sindacato ultimamente sembra essere passato da un ruolo di mera protesta ad uno di proposta.
“E’ vero, è cambiato il modo di fare sindacato. Abbiamo sempre avuto, come Uil, un ruolo sociale, oltre che di difesa della categoria dei lavoratori. Ma ora il ruolo sociale sta crescendo. E’ importante capire e proporre soluzioni. Noi i proposte ne abbiamo fatte e continueremo a farle, sia a livello locale che nazionale. Mi auguro che non ci sia una chiusura da parte degli interlocutori, a partire dal governo…

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