Falleti: “non sono il Maradona della politica ma sono ancora qui”
Torna il nostro appuntamento con la verifica del programma di mandato. Questa volta incontriamo Claudio Falleti, dopo averlo a lungo rincorso, per un confronto sulle tematiche di sua competenza. Dalla riorganizzazione dell'Ente all'Università, dalla semplificazione burocratica all'informatizzazione dell'Ente, ecco le sue risposte
Torna il nostro appuntamento con la verifica del programma di mandato. Questa volta incontriamo Claudio Falleti, dopo averlo a lungo rincorso, per un confronto sulle tematiche di sua competenza. Dalla riorganizzazione dell'Ente all'Università, dalla semplificazione burocratica all'informatizzazione dell'Ente, ecco le sue risposte
ALESSANDRIA – Dopo mesi di appuntamenti rinviati e “inseguimenti” siamo riusciti a incontrare nuovamente l’assessore Claudio Falleti per un confronto sul programma di mandato: dalla riorganizzazione interna dell’Ente all’Università, dalla semplificazione e informatizzazione di Palazzo Rosso al suo bilancio sul percorso nella Giunta Rossa, ecco tutte le risposte (e le non risposte) dell’assessore.
Assessore Falleti, dall’ultima volta (qui la prima e la seconda parte della precendete intervista) alcune sue deleghe all’interno della Giunta sono cambiate mentre altre sono rimaste invariate. Partiamo dall’Organizzazione e dalla gestione delle Risorse Umane all’interno dell’Ente, delega che ha fin dal 2012. Nell’intervista dell’ottobre 2013 annunciava che la revisione della struttura dell’Ente, sia a livello macro che micro, sarebbe stata ultimata a breve. Come sono andate le cose?
Con una delibera del 28 gennaio 2015, la numero 42, è stata approvata in via definitiva la macro struttura dell’Ente. Rispetto alla bozza precedente c’è stato qualche aggiustamento. Ora ci sono 3 servizi autonomi (Polizia locale, Avvocatura e l’Ufficio Gabinetto del sindaco) che dipendono direttamente dal primo cittadino, non necessitando di alcun presidio dirigenziale per poter funzionare. La nuova pianta organica dell’Ente non prevede più 4 direzioni di staff e 4 di “line”, ma solamente 3 di staff e 5 di line, grazie ad alcuni accorpamenti che abbiamo realizzato.
Facciamo qualche esempio?
I servizi demografici e tributi sono finiti insieme, il personale è stato unificato ai servizi finanziari, la direzione ambiente è stata scorporata ed è ora aggregata con la direzione commercio.
E per quel che riguarda la micro dotazione dell’Ente? (cioè la ripartizione di tutto il personale fra i diversi uffici e sotto le diverse direzioni, senza la quale nessun ufficio può considerarsi pienamente operativo ndr)
Abbiamo dato come scadenza questo mese perché ciascun dirigente indichi il personale di cui necessita.
Però la micro struttura doveva essere pronta già quando ci eravamo sentiti molto tempo fa… come mai questo ritardo? (dall’intervista precedente era stata annunciata entro la fine del 2013 ndr)
La parte di revisione della macro struttura, che è quella che ci riguarda direttamente, è ormai ultimata. L’altra invece dipende da ciascun dirigente, che di fatto è il vero datore di lavoro del suo personale. E’ un processo di definizione delicato e può essere complesso perché ciascuna direzione deve indicare di quante persone necessità e con quali competenze. Comunque direi che ormai ci siamo. Ci tengo a sottolineare che rispetto alla prima ipotesi abbiamo fatto un passo avanti importante: sempre con delibera del 28 gennaio 2015 (la numero 10 ndr) abbiamo costituito le cosiddette “posizioni organizzative”.

Sono una via di mezzo fra un funzionario e un dirigente, con una responsabilità abbastanza ampia, tale da poter consentire al dirigente di delegare a questa figura parte delle sue funzioni, così da snellire i processi e garantire all’Ente di procedere in maniera più spedita. Ricordo che c’è stata una riduzione importante del numero di dirigenti, ma che le aree di responsabilità sono rimaste le stesse, e così anche il lavoro che devono svolgere. L’aver costruito queste posizioni organizzative è molto importante anche per il metodo con cui è stato fatto: i tavoli sindacali sono andati benissimo, e le nuove posizioni non saranno pagate con il fondo dei dipendenti ma con 80 mila euro appositamente stanziati.
In merito agli stipendi dei dirigenti lei è stato direttamente chiamato in causa da Emanuele Locci e da una parte dell’opposizione che hanno definito gli aumenti stanziati come “illegittimi” e inopportuni…
Non ho interesse a entrare nuovamente in questa polemica sterile. Tutto quello che passa in giunta supera il vaglio di un parere tecnico – contabile e di un parere di legittimità, quindi quello che votiamo sicuramente non è illegittimo. E’ normale che le attribuzioni funzionali in capo ai dirigenti siano aumentate: i dirigenti sono 8 e il lavoro è quello di 16. I dati però parlano da soli: nel 2011 spendevamo 2 milioni e 130 mila euro per pagare i dirigenti, nel 2014 ne spendiamo circa 900 mila. Sono un milione e cento mila euro in meno che gravano sul bilancio.
Questa riorganizzazione evidentemente l’ha impegnata fino ad ora. Quali sono i suoi prossimi obiettivi? Proviamo a indicarli con precisione e con una tempistica entro la quale raggiungerli…
Sicuramente determinare la pianta organica nuova vuol dire lavorare di pari passo con le linee guida che vengono poste anche dal Ministero e dell’Agenzia digitale italiana in termini di semplificazione dei procedimenti e dei processi e a partire da qui si apre proprio tutto un altro mondo: un protocollo informatico da seguire, la fatturazione elettronica, ogni azione che possa rendere più informatizzato il Comune e che va necessariamente di pari passo con il lavoro che abbiamo svolto per dotare l’ente di una nuova struttura. Ciò che dovremo fare ora sarà riuscire a monitorare e a raggiungere gli obiettivi posti dal Ministero su queste direttrici.
Cosa è stato fatto finora per la semplificazione?
Abbiamo fatto un sacco e ci stiamo lavorando ancora molto.
Facciamo degli esempi…
Abbiamo creato all’interno dell’Ente un indirizzo di posta elettronica, semplificazione@comune.alessandria.it, e lì raccogliamo tutte le linee guida che arrivano per l’amministrazione pubblica dal ministero e le giriamo sistematicamente ai diversi uffici. Capita così che arrivi una modulistica nuova, magari più snella rispetto a quella finora adottata, e così la si fornisce agli uffici perché possano subito applicarla per semplificare le procedure e le pratiche burocratiche richieste ai cittadini.
E poi?
Abbiamo fornito a tutti i dipendenti un account di posta elettronica. Prima su 600 dipendenti almeno 200 erano sprovvisti di indirizzo di posta. I cedolini del personale li abbiamo messi online mentre prima ciascuno riceveva il suo cartaceo. Adesso attraverso delle password, grazie all’intervento del Csi e il servizio informatico interno, ciascuno può consultare il suo cedolino e stamparsi la sua certificazione online.
Come va la collaborazione con il Csi per la gestione di tutto il sistema informatico dell’Ente?
Non va male, certo che è stato stabilito “un perimetro” da protocollo entro il quale stare e spesso capita che nostre richieste siano fuori protocollo e questo genera problemi. Poi le nostre richieste vengono comunque processate…
Fatturandole però a parte, in maniera aggiuntiva rispetto al contratto in essere, già piuttosto oneroso…
Spero che non le fatturino tutte come extra. Diciamo comunque che i migliori restano i nostri informatici interni, che conoscono nel dettaglio l’Ente, essendo cresciuti con esso, e sanno esattamente come intervenire.

Dai colloqui che abbiamo fatto con la funzione pubblica e le agenzie che monitorano i comuni a livello centrale, possiamo dire che ci stanno usando un po’ come elemento di prova. Ogni volta che intraprendiamo una nuova iniziativa scriviamo a Roma e molte idee piacciono, molte dobbiamo ancora metterle in campo, però diciamo che ci seguono abbastanza. Sicuramente saremo indietro rispetto ad altre realtà più grandi, ma, onestamente, siamo partiti anche dopo, diciamo che cominciamo a lavorare seriamente da quest’anno.
Il Csi doveva servire come volano per la semplificazione, mettendo a disposizione tecnologie di scala in dotazione a enti molto più grandi, come per esempio Torino, facendo risparmiare Alessandria e consentendole di dotarsi di strumenti potenti e in grado dare una grande accelerazione allo snellimento e alla digitalizzazione dell’ente. Come stanno andando le cose? Facciamo qualche esempio di risvolto virtuoso ottenuto…
Mi piacerebbe farlo ma io amo fornire numeri precisi e non ho dati alla mano per poter fornire una risposta.
Veniamo all’Università, uno dei settori considerati strategici dal programma di mandato della Giunta Rossa. Cos’è stato fatto finora?
Diciamo che l’Università rientra nella nostra attività sotto molteplici aspetti. Uno riguarda proprio il personale: abbiamo svolto con i vari dirigenti la ricognizione dei dipendenti e sto attendendo le loro risposte. Stiamo individuando quali siano le materie più carenti in termini di formazione professionale interna, perché mi piacerebbe coinvolgere le diverse facoltà per costruire attività di formazione interna, utilizzando i docenti universitari per i corsi.
L’università ha già espresso la sua disponibilità ma servono proposte concrete da parte vostra e lo stanziamento di fondi…
Lo so. Però fra una società privata e l’università scelgo l’università. Qui in passato veniva ogni tipo di promoter per spingere i propri corsi di formazione, con l’obiettivo poi di vendere contestualmente il proprio manuale in molte copie. Spesso c’è dietro più un taglio commerciale che altro. Certamente se riusciremo ad avviare percorsi con l’Università ne saremo felici.

No, personalmente non l’ho mai incontrato.
E rispetto all’Edisu e al diritto allo Studio universitario ha incontrato qualcuno per ragionare del trattamento ricevuto da Alessandria nello stanziamento delle risorse e dei piani strategici per il futuro?
No.
C’è altro in merito all’Università che avete svolto?
Abbiamo avviato un protocollo con il Politecnico e con l’Upo per intavolare percorsi comuni sulla rigenerazione urbana di aree territoriali degradate che necessitano di significativi interventi di riqualificazione; l’elaborazione di politiche innovative di pianificazione energetica a scala urbana; la definizione di azioni programmatorie in tema di mobilità sostenibile.
Inoltre abbiamo preso parte al protocollo Dafne contro il bullismo, sempre in accordo con il mondo della scuola e dell’Università, per assistere i bambini dai 6 ai 10 anni, informandoli ed educandoli al rispetto delle regole e alla prevenzione, anche grazie alla costituzione di un centro d’ascolto contro il bullismo.
Qual è il suo obiettivo per il resto del mandato rispetto alla formazione interna?
Mi piacerebbe introdurre dei corsi d’informatica per i dipendenti: tutti usano il computer ormai ma ce ne sarebbe ancora un gran bisogno.
Rispetto agli uffici di Stato civile e Anagrafe siete intervenuti con qualche miglioria procedurale finora?
C’è stato un impegno a livello nazionale, al quale abbiamo aderito, grazie al quale oggi anche da noi è possibile separarsi o divorziare seguendo i dettami della legge 162 del 2014, cioè con procedure molto semplificate e presentandosi davanti ad un ufficiale di stato civile, almeno nel caso in cui non ci siano questioni particolarmente delicate da discutere, come la presenza di figli minori o rapporti economici complicati da affrontare.
A livello anagrafico invece riprenderemo, mi auguro nel giro di un paio mesi, la stampa della carta d’identità elettronica, come avviene negli altri comuni. Lo stop che abbiamo avuto è stato legato a un problema di macchinari, la nostra stampante necessita di una revisione, è funzionante anche se un po’ obsoleta. Un altro progetto che mi sta particolarmente a cuore, e che porteremo avanti di concerto con l’AIDO, è quello che consentirà di esprimere la propria volontà di donare gli organi al momento del rilascio della carta d’identità: è una scelta sempre revocabile ma penso sia importante che anche con questa procedura possa essere alimentato un unico database nazionale facilmente consultabile in caso di bisogno.
Qual è il sogno più grande dell’assessore Falleti che spera di realizzare da qui a fine mandato?
Lavorare nell’ambito del personale per creare un clima interno pacifico e sereno, con una formazione professionale interna che consenta a tutte le persone di essere formate e valorizzate, specie tutti coloro che negli ultimi anni non hanno più potuto partecipare a nessun tipo di formazione. E poi elevare a livello massimo l’informatizzazione e la semplificazione dell’ente: meno carta, processi più veloci, persone che vanno d’accordo significa un servizio ancor migliore per tutti gli utenti, cioè i cittadini.

Sul piano personale è positivo. Sono entrato in Giunta nell’estate del 2012, oggi siamo quasi all’estate 2015 e sono ancora qui. Io sono uno dei più giovani ma paradossalmente, insieme a Marcello Ferralasco, anche uno dei più vecchi qui in Giunta: siamo gli unici due che ci sono fin dall’inizio.
E sulla creazione di un nuovo soggetto politico, Partecipazione Democratica, qual è il suo punto di vista?
Per me qualsiasi fonte di apertura, stimolo e discussione con la cittadinanza non può che essere positiva. Non nascondo che ci sono stati in questi anni momenti duri, anzi durissimi, da sostenere a livello psicologico. Soprattutto all’inizio, da neofita, essere arrivato nel caos in cui si trovava l’ente, fra scioperi e dissesto, per me che non sono il Maradona della politica, è stato pesante. Non arrivo da scuole di partito o altro. Oggi sono soddisfatto di essere qui, ma sempre molto disponibile a confrontarmi con chiunque per il bene della città.