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Atm: “il nostro obiettivo? Rimanere in piedi”
Audizione del presidente Atm Gianfranco Cermelli e dell'amministratore delegato Ezio Bressan davanti alla commissione consiliare bilancio. Migliora la situazione: pagamenti regolari nel 2014, ma resta il problema di garantire il flusso di cassa nell'incertezza dei trasferimenti. Il nostro obiettivo? Rimanere in piedi...
Audizione del presidente Atm Gianfranco Cermelli e dell'amministratore delegato Ezio Bressan davanti alla commissione consiliare bilancio. Migliora la situazione: pagamenti regolari nel 2014, ma resta il problema di garantire il flusso di cassa nell'incertezza dei trasferimenti. Il nostro obiettivo? Rimanere in piedi...
ALESSANDRIA – I dieci nuovi mezzi arrivati a fine del 2014 hanno portato una ventata di ottimismo. “Non immatricolavamo mezzi dal 2007”, ha detto il presidente Atm Gianfranco Cermelli. Ma il vento rischia di cambiare direzione in fretta se non arriverà la liquidità di cassa necessaria per andare avanti. Sono stati ascoltati ieri in audizione, davanti alla commissione bilancio, il presidente Atm Cermelli e l’amministratore delegato Ezio Bressan.
I vertici della partecipata che gestisce il servizio trasporti hanno fatto il punto della situazione davanti ai consiglieri di maggioranza e minoranza. Il comune ha garantito un trasferimento di 350 mila euro, oltre ai 600 mila versati per l’acquisto dei nuovi mezzi. La Regione ne ha trasferiti 1,2 milioni. “Ma vantiamo crediti complessivi verso i due enti di circa 6 milioni”, dice Cermelli.
Lo scorso autunno, Atm è riuscita a rateizzare un debito nei confronti dell’agenzia delle entrate el’Inps per 1,8 milioni, da restituire in 36 rate, “e pesa per 400 mila euro mensili”. In compenso, l’Inps ha certificato il Durc (documento unico di regolarità contributiva) “che mancava da 3 anni”.
In definitiva, Atm ha ancora un equilibrio precario. “Abbiamo liquidità fino a giugno”, poi si spera arrivino nuovi fondi. “Purtroppo c’è incertezza nei trasferimenti della Regione e questo ci impedisce di fare programmazione”, ammette sempre Cermelli.
Si guarda speranzosi alla gara che dovrà indire il Comune per la ricerca del partner privato. “Abbiamo ricevuto la manifestazione di interesse da parte di sette soggetti, tra cui Gtt Torino con l’azienda di Asti. Sono in corso incontri per verificare come concretizzare queste manifestazioni di interesse e quali vantaggi potranno derivare per Atm”.
Il presidente della commissione Gianni Barosini chiede lumi sulla politica regionale di andare verso un‘agenzia unica di trasporto in regione. “Si tratta di un’agenzia, non di una società. Ciascuno manterrà la propria identità – spiegano il presidente e l’amministratore delegato – semplicemente i trasferimenti regionali passeranno attraverso l’agenzia e non più direttamente dall’ente pubblico”. Ma siamo ancora in fase di proposta e non di progetto vero e proprio. La maggioranza cerca di mettere in risalto l’azione di risanamento di un’azienda che era sull’orlo del fallimento. Il rischio c’è ancora, dietro l’angolo, ammette il presidente.
Le criticità, messe in luce da Emanuele Locci (Fratelli d’Italia), Roberto Sarti (Lega), Domenico Di Filippo e Angelo Malerba (Movimento 5 Stelle) ci sono ancora tutte: un parco mezzi vetusto “che perde ruote e olio; la gestione dei parcheggi, che non rende come dovrebbe; il servizio bike sharing, accantonato se non tramontato; la sicurezza del personale a bordo; le difficoltà nella gestione del personale (la cassa integrazione scadrà a fine aprile e resta alto il tasso di assenteismo). Mancano gli autisti (103 su 220 dipendenti). “Ci siamo proposti di pagare noi il conseguimento della patente, ma sono state poche le adesioni – spiega Bressan – e del resto dopo il conseguimento della patente, per un anno la legge prevede che il neo patentato possa solo movimentare i mezzi sul piazzale”.
I parcheggi: “pesa l’ammortamento da 950 mila euro mensili per il parcheggio di via Parma. Non restano margini”.
Sul bike sharing, “le bici ci sono e sono funzionanti, manca la manutenzione delle colonnine”. Risultato: le due ruote restano ferme nel magazzino di Atm….
Una commissione di inchiesta sta cercando di “scavare” sulle mancanze della gestione. Come le consulenze. Il servizio paghe è gestito esternamente e costa 200 mila euro. “Non è possibile internalizzarlo?”, chiede Locci. “Bisognerebbe formare ilpersonale e verrebbe a costare di più”, risponde Bressan.
La gestione della segnaletica? “ci è stata tolta dal comune. Se vorrà nuovamente il servizio, siamo pronti”, ma ha un costo che il Comune pare non potersi permettere.
Sulla sicurezza: ci sono stati recenti episodi di aggressione ad un controllore/autista. Cermelli e Bressan hanno fatto quel che potevano: evitando, ad esempio, di mettere nei turni serali autisti donna. “Ci siamo affidati ad un servizio di sicurezza privato che affianca il controllore”. Ma non sempre a bordo è garantito la presenza del controllore, che a volte sostituisce l’autista.
Equilibrio precario. Così è, se vi pare..