Lombardi: “nessun vincolo con la zona di salvaguardia, non ritiriamo la delibera”
Presentato il progetto per il riconoscimento della zona naturale di salvaguardia (Zns) alla confluenza tra Tanaro, Bormida e Orba ma, come avevano annunciato, gli agricoltori non si sono presentati all'incontro. Lombardi: non ci sarà alcun vincolo aggiuntivo. Cavalchini: un buon progetto, si sono forse sbagliati i tempi e i modi
Presentato il progetto per il riconoscimento della zona naturale di salvaguardia (Zns) alla confluenza tra Tanaro, Bormida e Orba ma, come avevano annunciato, gli agricoltori non si sono presentati all'incontro. Lombardi: ?non ci sarà alcun vincolo aggiuntivo?. Cavalchini: ?un buon progetto, si sono forse sbagliati i tempi e i modi?
ALESSANDRIA – Il Comune e la Regione ci hanno provato a spiegarlo il progetto per il riconoscimento della Zona Naturale di Salvaguardia alla confluenza tra Tanaro, Bormida e Orba. Si tratta di una vasta zona che parte da Villa del Foro, prosegue fino alla confluenza tra i due fiumi principali e prosegue fino alla “casetta”, dove arriva anche l’Orba.I tecnici regionali e comunali, insieme all’assessore Claudio Lombardi, hanno illustrato il progetto, contestato da agricoltori e proprietari dei terreni rivieraschi, alle associazioni ambientaliste. Non si sono presentati, come avevano annunciato, i rappresentanti degli agricoltori. “La richiesta del riconoscimento di una Zns, zona naturale di salvaguardia, non comporta alcun nuovo vincolo”, ha scandito l’assessore Lombardi. E fa questo paragone, “con le dovute proporzioni”, premette: “il riconoscimento della Zns da parte della Regione è come quello dell’Unesco di ‘patrimonio per l’umanità’. Si tratta, appunto, di un attributo in cui si afferma che la zona è di interesse naturale e merita una salvaguardia. E’ un attributo di qualità”.
Il progetto, ricorda Pierluigi Cavalchini, presidente di Pro Natura e presente all’incontro come coordinatore delle associazioni ambientaliste cittadine, risale all’epoca del governo Scagni e, già all’epoca, si era incagliato su questioni di competenza. L’idea della zona di salvaguardia è stata poi riproposta in una mozione del 2014, diventata poi delibera di Giunta. “Bastava, all’epoca, mettere nero su bianco le condizioni di accesso e passaggio, ad esempio sulle assunzioni di garanzia in caso di danni alle culture. Si è quindi ripartiti con il progetto senza superare però quelle contraddizioni”, suggerisce Cavalchini,che aggiunge: “L’intenzione è ottima forse si sono sbagliati tempi e modi”.
Secondo gli illustratori del progetto, la zona di Salvaguardia dovrebbe diventare un’opportunità di sviluppo per l’area, e anche per gli agricoltori. L’esempio a cui guarda Alessandria è quello di Casale Monferrato, dove “gli agricoltori hanno visto riconoscersi un marchio, una certificazione di produzione”.
Secondo quanto detto, “potrebbero esserci anche possibilità di ottenimento di sovvenzioni”.
“Non si tratterà di una zona ‘parco’ – torna sul punto Lombardi – ma di una zona di salvaguardia. La delibera di giunta è stata ressa pubblica, affissa all’albo pretorio. Abbiamo annunciato in tempi non sospetti di voler aprire un forum per dibattere dei contenuti con agricoltori, associazioni ambientaliste e cittadini. Non lo abbiamo ancora fatto semplicemente perchè la Regione non ha ancora riconosciuto la Zns. Se e quando sarà concessa, si apre un foglio bianco ancora tutto da scrivere”. Ma gli agricoltori hanno chiesto, nel frattempo, il ritiro della delibera. “Non la ritireremo, ma siamo pronti ad aprire subito il forum di discussione”, risponde Lombardi.