“E io chiudo…”
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“E io chiudo…”

Il progetto approvato dalla giunta, sull'istituzione di una zona naturale di salvaguardia alla confluenza tra Tanaro, Bormida e Orba, fa infuriare il proprietario. “Nessuno mi ha informato. Vincoli troppo pesanti con l'istituzione dell'area. Oggi chiudo la strada. Mi dispiace per chi si è sempre comportato educatamente. Pronto a riparlarne solo se la giunta ritira la delibera”. E i runner organizzano la “contro-protesta”

Il progetto approvato dalla giunta, sull'istituzione di una zona naturale di salvaguardia alla confluenza tra Tanaro, Bormida e Orba, fa infuriare il proprietario. ?Nessuno mi ha informato. Vincoli troppo pesanti con l'istituzione dell'area. Oggi chiudo la strada. Mi dispiace per chi si è sempre comportato educatamente. Pronto a riparlarne solo se la giunta ritira la delibera?. E i runner organizzano la ?contro-protesta?

ALESSANDRIA – “Mi dispiace per chi si è sempre comportato educatamente e rispettosamente. Ma non cambio idea. Chiudo la strada”.
Marco Melchiorre, proprietario di una parte dell’area su cui l’amministrazione comunale ha in progetto l’istituzione di una Zona Naturale di Salvaguardia, oggi, lunedì, metterà una sbarra alla strada che porta agli argini, il percorso lungo il fiume, frequentato da tanti alessandrini che amano passeggiare o correre. La strada è sua, l’ha sempre lasciata aperta e fruibile a tutti, ma il progetto presentato a sua insaputa, sua e degli altri agricoltori dell’area – dice – proprio ha passato il segno.
Passi per chi, in tutti questi anni, è arrivato con il cane e lo lascia libero di scorazzare, passino anche i ciclisti, benvenuti i corridori educati. Ma questo progetto “non tiene conto delle problematiche della zona e neppure della sua storia”, dice Melchiorre.

Lui, tra i proprietari dell’area di confluenza tra Tanaro, Bormida e Orba, dice di aver appreso dei progetto dai giornali. “Nessuno mi ha mai contattato o avvisato. Mi sono rivolto alla mia associazione di categoria e neppure loro ne sapevano nulla. Sono stato in comune per chiedere spiegazioni e non mi hanno neppure dato copia di questa delibera. Hanno detto che non potevano stamparla. Sono riuscita ad averla per posta elettronica”.
Non è solo una questione – innegabile – di mancanza di dialogo. “Ho letto la normativa, mi sono informato. L’istituzione di un’area di salvaguardia comporta vincoli troppo pesanti, non solo per me, anche per tutti gli altri agricoltori della zona. Non si parla di pochi ettari, ma di centinaia di ettari”.

Già la premessa lo manda su tutte le furie: “Leggo: ‘… i problemi e le cause del degrado del Fiume sono ascrivibili alla forte antropizzazione, alla gestione agricola e zootecnica e alle opere di trasformazione, arginazione, escavazione, ecc. operate sul Fiume stesso…’ Come agricoltori avremmo addirittura ‘… gravemente compromesso le dinamiche geomorfologiche e l’integrità ecologica dell’ambiente fluviale…’. Mi chiedo se ho capito bene…Ma come credono che si sia evoluta l’agricoltura?”.

La delibera della giunta comunale, con la quale viene approvata la “proposta di istituzione della zona Naturale di Salvaguardia” è del 10 febbraio 2015. Si tratta di una “proposta” appunto, che impegna la giunta a “richiedere alla Regione Piemonte l’istituzione della Zona (…) denominata Parco fluviale delle confluenze Tanaro Bormida Orba” (…) individuandone la perimetrazione conformemente a quando indicato nella planimetria allegata (Vedi foto in basso) alla presente per farne parte integrante e sostanziale”; “condividere in linea di massima l’idea progettuale di valorizzazione delle confluenze dei fiumi alessandrini elaborata in accordo con il competente Servzio Foestale Regionale (…); di dare atto che la verifica di dettaglio ai vari possibili sviluppi dell’idea progettuale e all’assunzione da parte del Comune di Alessandria di eventuali oneri gestionali sarà effettuata in relazione alle risorse concretamente disponibili e sentite nel merito le varie associazioni locali interessate all’iniziativa; di definire il modello istitutivo e gestionale tenendo conto di quanto previsto dalle leggi regionali e di individuare quale un organismo tecnico consultivo di supporto all’Amministrazione comunale alla realizzazione del progetto (…) costituito da Comune, Regione Piemonte settore Foreste, Aipo, Parco fluviale del Po e dell’Orba, Università di Torino Dipartimento di Scienze agrarie Forestali e Alimentari”.

Non si fa cenno, in effetti, ai proprietari dell’area e alle associazioni agricole.
L’assessore Claudio Lombardi ha annunciato che venerdì si terrà una riunione con tali associazioni per illustrare il progetto. Il proprietario, però, si dice disposto a riparlarne “solo se la Giunta ritirerà la delibera”. E intanto dalla rete sta nascendo un movimento di “runner” pronto alla contro protesta: questa mattina, mentre calerà la sbarra, ci saranno anche loro.

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