Dodici punti di “mobilità urbana”. Ad aprile i primi soldi dalla Regione
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G.B. - giulia.boggian@alessandrianews.it  
3 Marzo 2015
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Dodici punti di “mobilità urbana”. Ad aprile i primi soldi dalla Regione

Un documento di 12 punti redatto dal coordinamento delle associazioni ambientaliste, come "proposte" per l'amministrazione comunale in materia di mobilità urbana. Si va dalla Ztl, ai parcheggi, dalle piste ciclabili al pedibus. Ferralasco: "per alcuni primi interventi ad aprile arriveranno i soldi di un finanziamento regionale"

Un documento di 12 punti redatto dal coordinamento delle associazioni ambientaliste, come "proposte" per l'amministrazione comunale in materia di mobilità urbana. Si va dalla Ztl, ai parcheggi, dalle piste ciclabili al pedibus. Ferralasco: "per alcuni primi interventi ad aprile arriveranno i soldi di un finanziamento regionale"

 ALESSANDRIA – Una ventina di associazioni che si sono unite in un Coordinamento di associazioni ambientaliste, “per dare il proprio contributo e per intervenire” su questioni di mobilità urbana. A spiegare come “dopo gli incontri dell’amministrazione comunale con i commercianti, gli ambulanti e le associazioni di categoria, finalmente il primo confronto ufficiale anche con altri soggetti cosiddetti portatori di interesse è arrivato” è Calvachini di ProNatura che fa da portavoce del Coordinamento.
Un documento, composto di 12 punti, che possono essere presi come “spunto” su quelle che oggi per Alessandria sono mancanze o problematiche ancora tutte da risolvere. Così si va “dalla necessità di favorire l’intermobilità con la creazione di parcheggi di scambio nelle periferie, con tariffe combinate parcheggio e bus navetta”, alla riduzione dei parcheggi invece all’interno degli spalti. E ancora “zone car-free” intorno alle scuole, ma anche incentivazione dell’utilizzo di mezzi pubblici o della bicicletta, ad esempio togliendo i benefit a coloro che utilizzano la auto privata. E poi piste ciclabili e Ztl in centro, ma a pagamento sul modello inglese della “congestion charge” come è utilizzata a Milano nell’area C. Promuovere una vera e propria cultura della mobilità sostenibile, partendo dalle scuole con il “pedibus”, ma anche mettendo in sicurezza i percorsi ciclabili. Infine istituire dei “tavoli” tecnici e di discussione con tutti i portatori di interesse.

Spunti molto generici che trovano “sfumature” differenti anche tra le stesse associazioni che compongono il Coordinamento. La speranza per “Gli amici della Bici” ad esempio è “riuscire a concentrarsi su qualcosa, così che venga davvero realizzata”. Ma c’è anche chi – come Gianna Calcagno – pensa in numeri: “noi oggi, con un comune in difficoltà, in dissesto, non possiamo pensare a breve termine a servizi come quelli di un parcheggio in periferia con una navetta che ti porta in centro. Si tratterebbe di costi troppo alti per il Comune alessandrino oggi”. E inoltre aggiunge come “prima di pensare ad una mobilità diversa, sostenibile, bisognerebbe riuscire a far riprendere il settore del commercio del centro cittadino”. Come a dire che se i commercianti escono dalla situazione di difficoltà di questi ultimi tempi, forse sarà più semplice anche ragionare di Ztl e di chiusura del centro storico ai mezzi.

Un tema quello della viabilità che “eccita” l’attenzione dei cittadini proprio perché – come ha ben spiegato l’assessore Marcello Ferralasco – “tocca la quotidianità di ognuno di noi”. Ad oggi non c’è ancora un piano di mobilità urbana, ma una serie di linee d’indirizzo che l’amministrazione comunale si è data e che sta perseguendo. Quello che manca, come sempre sono gli strumenti: ma per una volta l’assessore può non dire che quello che non c’è – almeno per qualche primo intervento in materia di viabilità – è il denaro. Infatti “forse abbiamo trovato i soldi, recuperati attraverso un finanziamento regionale che sarà reso disponibile probabilmente ad aprile”. E’ un finanziamento destinato in buona parte all’intervento sul Cavalcavia, ma che riuscirà a “ritagliare” un piccolo gruzzoletto anche per avviare un primo piano di studio e per acquistare degli strumenti elettronici di controllo della Ztl, come le telecamere ad esempio. Un Piano della Mobilità che risale al 2009 e che rappresenta un “indispensabile strumento giuridico”: ogni 5 anni andrebbe rivisto, aggiornato. “Ora forse ci sono le risorse per farlo” ha aggiunto Ferralasco.

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