Curzio Maltese, il “marziano” di Bruxelles ospite di Cultura e Sviluppo
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Alessandro Francini  
25 Febbraio 2015
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Curzio Maltese, il “marziano” di Bruxelles ospite di Cultura e Sviluppo

Il giornalista ed europarlamentare della lista l'Altra Europa con Tsipras è stato ospite dell'associazione Cultura e Sviluppo per parlare delle istituzioni dell'Unione Europea e della sua esperienza nel Parlamento di Bruxelles. "Facciamo parte di un'Unione che sta creando grandi disuguaglianze interne", dichiara Maltese

Il giornalista ed europarlamentare della lista l'Altra Europa con Tsipras è stato ospite dell'associazione Cultura e Sviluppo per parlare delle istituzioni dell'Unione Europea e della sua esperienza nel Parlamento di Bruxelles. "Facciamo parte di un'Unione che sta creando grandi disuguaglianze interne", dichiara Maltese

ALESSANDRIA – In Italia, almeno a livello mediatico, si sente parlare di Parlamento europeo molto sporadicamente e l’idea dell’elettorato italiano rispetto all’utilità e alle attività di questo tipo di istituzione è certamente molto vaga. Alle “Europee” del 2014 la lista L’Altra Europa con Tsipras ha raggiunto il 4%, ottenendo 3 seggi a Bruxelles. Uno dei tre deputati italiani che sono entrati a far parti del gruppo della Sinistra Unitaria Europea è Curzio Maltese, giornalista e scrittore. L’associazione Cultura e Sviluppo giovedì 19, in occasione della conferenza “Un marziano a Bruxelles – Cronache dal Parlamento europeo”, ha invitato il neo europarlamentare in qualità di relatore per chiarire, da un punto di osservazione originale, le dinamiche interne all’Ue e le personali impressioni riguardo alle istituzioni europee. 

“La prima cosa che ho notato è che in Italia importa pochissimo l’attività dei parlamentari di Bruxelles”, ha dichiarato in apertura Maltese, “speravo di dover rendere conto ai cittadini di tutto quello che faccio. Speravo che i giornalisti italiani mi chiedessero quello che si deve chiedere ai politici: quanto guadagnano, come spendono i fondi pubblici, quanto lavorano; nulla di tutto questo”. Quanto guadagna quindi un parlamentare europeo? Evidentemente molto meno di un parlamentare italiano; “6.200 euro al mese più 4.000 euro di spese generali annue che devono essere giustificate. Un deputato italiano guadagna più del doppio”. Viene naturale chiedersi se non sia il caso di equiparare gli stipendi e i costi della politica nostrana a quella europea, un atto dovuto che secondo il giornalista “potrebbe servire a creare fiducia nell’elettorato”.
 

Anche l’Europa, però, non è il Paradiso. Maltese spiega che gli aspetti negativi del sistema governativo non sono certamente pochi e irrilevanti. Tra i tanti “la forza burocratica, che cerca di peggiorare le condizioni di lavoro degli europarlamentari, considerati un disturbo al corretto funzionamento dell’Ue, sostenendo il potere degli eurocrati”.
Per quello che riguarda le attività decisionali il vero lavoro si svolge nelle commissioni e negli intergruppi. “Le commissioni sono composte da 30-50 componenti. Ci sono commissioni che gestiscono grandi fondi e sono quindi sottoposte a grandi attenzioni dai lobbisti. Io sono impegnato in due diverse commissioni, che riguardano i trasporti e la cultura”. Uno degli obiettivi del gruppo della Sinistra Unitaria Europea all’interno della commissione “Trasporti e Turismo” è opporre strenua resistenza al progetto della Torino-Lione, “un’opera in nessun caso giustificabile, che porterebbe danni ecologici enormi. Proprio in questi giorni, insieme ai parlamentari Verdi francesi, abbiamo ottenuto l’apertura di un’inchiesta da parte dell’OLAF, l’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode, sulle truffe legate a quest’opera, un’indagine che potrebbe portare risvolti decisivi”.
Negli intergruppi il modo di lavorare è differente e la mescolanza poltica è più evidente, “perché lo scopo stesso dell’intergruppo indica un interesse trasversale. Io faccio parte di due intergruppi piuttosto ampi: uno dei beni e servizi pubblici e uno anti-corruzione. In quest’ultimo ci impegnamo ad elaborare quelle leggi antimafia che mancano nel nord Europa, favorendo i traffici esteri delle mafie. Personalmente cerco di dare più visibilità possibile a “Libera“, l’associazione antimafia fondata da Don Ciotti”.

Le politiche economiche europee sono però dettate dalla cosiddetta Troika, l’organismo informale costituto dai rappresentanti della Commissione europea, dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale, che di fatto riducono il ruolo del Parlamento. “La Grecia di Tsipras” afferma Maltese, “oggi si rifiuta di dover sottostare ad un organismo non eletto dal popolo e non democratico. Questo ha evidenziato la netta egemonia tedesca, che esercita un potere sull’Unione Europea troppo squilibrato, che danneggia soprattutto i Paesi a sud del continente”. 

Il progetto di un’Europa veramente unita, ad oggi, sembra fallito. I padri fondatori dell’Unione immaginavano scenari ben diversi dagli attuali. Il progetto federalista non è mai realmente iniziato e la moneta unica “doveva essere accompagnata da una fiscalità unica, da politiche d’immigrazione condivise e da un debito pubblico compartecipato. In realtà si è fatta solo l’unione monetaria, plasticamente modellata sull’economia tedesca”. Maltese termina la sua analisi con una considerazione sull’Italia decisamente poco incoraggiante; “il nostro debito prima dei governi tecnici era del 108%, ora è salito al 135%, nonostante anni di tassazioni. Non c’è alcuna speranza che il debito pubblico diminuisca, perché siamo un Paese in deflazione; e facciamo parte di un’Unione che, continuando su questa strada, creerà sempre più disuguaglianza al suo interno”.

 

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