Coppie allo specchio: comunicazione, conflitto o crescita?
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Alessandro Francini  
22 Febbraio 2015
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Coppie allo specchio: comunicazione, conflitto o crescita?

Il quarto appuntamento del Progetto Genitori, organizzato nella sede di Cultura e Sviluppo, ha messo al centro del dibattito le problematiche del legame di coppia. Ospite in qualità di relatore il professor Nicolò Terminio

Il quarto appuntamento del Progetto Genitori, organizzato nella sede di Cultura e Sviluppo, ha messo al centro del dibattito le problematiche del legame di coppia. Ospite in qualità di relatore il professor Nicolò Terminio

ALESSANDRIA – L’argomento della serata di venerdì 13 dedicata al Progetto Genitori organizzata nella sede dell’associazione Cultura e Sviluppo dal Centro Servizi Volontariato di Alessandria in collaborazione con il Centro Gapp, per una volta, ha messo da parte i figli per concentrarsi sulla coppia.
Relatore della conferenza dal titolo “Coppie allo specchio. Comunicazione, conflitto o crescita” il professor Nicolò Terminio, psicologo e psicoterapeuta docente di “Metodologia della ricerca sul processo e sull’efficacia della psicoterapia psicoanalitica” presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia IRPA di Milano.

Il professor Terminio sostiene che per capire cosa significhi aprirsi realmente in un legame di coppia occorre sviluppare tre temi in particolare: la capacità di amare donando all’altro quello che non si ha (“io ti dono la mia mancanza”), l’amore come invenzione e la comprensione della coppia inserita nella trama dei legami intergenerazionali.

Il primo aspetto “è un risultato che difficilmente è da subito riscontrabile in un legame di coppia. All’inizio vi è un tipo di infatuazione che possiamo definire narcisistica”, dichiara Terminio. Molto spesso, cioè, cerchiamo nell’altro una sorta di “doppione” di un nostro primo punto di riferimento affettivo, “che ci ha nutrito oppure deluso”, o un modello che soddisfi l’immagine ideale che abbiamo di noi di stessi. “Quando diciamo che nelle relazioni d’amore si instaura un rapporto di tipo narcisistico”, afferma lo psicologo, “il soggetto non vede la specificità del partner, ma vede semplicemente l’immagine ideale di sé, ovvero di ciò che la società o le persone più vicine si aspettano di vedere”. “Ti aspetto da una vita” è la frase emblematica in questo tipo di rapporto; in questi casi si fa largo la rapida convinzione di intendersi, di capirsi e di essere perfetti, ma in realtà ciò che ci appaga davvero è l’aver trovato nel partner la conferma all’immagine ideale di noi stessi. “Questo tipo di relazione ha a che fare anche con i legami di amicizia, soprattutto tra donne” spiega Terminio “dove basta una piccola frattura nell’immagine ideale di sé riversata sull’amica per generare una profonda crisi e far naufragare l’idilliaco legame”. Tutto questo nei rapporti sentimentali si ripercuote inevitabilmente sull’intesa erotica, infatti, “se io incontro nell’altro un doppione del mio io non conoscerò mai la dimensione erotica dell’esistenza. Ciò che mi sconvolge è in realtà la cosa più stabile sulla quale è possibile fondare la relazione”.

Quando l’immagine ideale di sé viene messa in crisi si manifesta il vero amore. “Quando c’è l’amore si rompe lo specchio e c’è il desiderio di essere desiderati. Nel donare la propria mancanza ci si riempie” aggiiunge il professore. Ecco allora che entra in gioco l’amore come invenzione: l’invezione di un modo nuovo di aprirsi al proprio desiderio e piacere. Secondo Terminio nell’invenzione della coppia una persona è in realtà chiamata a due scoperte, “una che ha a che fare con il modo di vivere il proprio corpo e l’altra con il proprio corpo in relazione all’altro”.

Ogni coppia ha una propria derivazione affettiva . I due partner, infatti, al momento della loro unione mettono a confronto le “abitudini” affettive della famiglia in cui sono cresciuti, perché “ogni famiglia ha le sue regole d’oro e i due membri porteranno inevitabilmente le modalità tipiche del proprio nucleo famigliare all’interno della nuova relazione”. Bisogna perciò staccarsi da un modello di riferimento; è quindi necessario costruire un proprio modo di intendere il rapporto di coppia. Nei primi mesi della loro storia, inoltre, le coppie nutrono attese e speranze, ma l’amore vero sorge quando vi è la perdita dell’ideale prestabilito. Per ciò che riguarda il passaggio alla genitorialità, Terminio conclude spiegando che “per diventare genitori occorre staccarsi dalle generazioni precedenti ed emanciparsi dal proprio ruolo di figli. La coppia deve essere un’occasione per andare aldilà di quello che altri hanno scritto per noi”.

 

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