La Cittadella e l’aeroporto
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La Cittadella e l’aeroporto

La Cittadella di Alessandria deve restare così, per essere quello che è già, un parco spettacolare, ideale per bambini e pic nic, per chi corre e va in bici, per passeggiate e spettacoli. Come hanno fatto a Berlino, all’aeroporto di Tempelhof, tra gli edifici più grandi del mondo, voluto da Hitler e inglobato dopo la fine della guerra da Berlino Ovest

La Cittadella di Alessandria deve restare così, per essere quello che è già, un parco spettacolare, ideale per bambini e pic nic, per chi corre e va in bici, per passeggiate e spettacoli. Come hanno fatto a Berlino, all?aeroporto di Tempelhof, tra gli edifici più grandi del mondo, voluto da Hitler e inglobato dopo la fine della guerra da Berlino Ovest

OPINIONI – La Cittadella di Alessandria è un luogo bellissimo. Te ne puoi accorgere, se mai non lo hai fatto prima, quando vengono a trovarti amici con il cane e, in cerca di un parco, dopo che ti sei scervellato, ti viene in mente il monumento più prestigioso e misconosciuto della tua città. E quando, oltrepassato il ponte, entri in quello spazio fatto di mura spesse come monolocali, casematte e grandi alberi ti sembra di aver scavallato lo specchio di Alice. Neanche vedi la sciocca vasca in materiale bianco gesso che nulla c’entra. Quella grandeur severa degli edifici militari porta il senso di un tempo irripetibile fatto di mattoni veri, di ingegneria ardita e di progettualità a tempi lunghissimi.

E camminando tra cagnolini che corrono contenti e qualche incuriosito e ammirato turista tedesco col naso in su verso i terribili e infestanti rami di alianto che spuntano sui tetti, attraversando la piazza d’armi più grande che hai visto pensi che forse questa Cittadella deve restare così. Curata e accudita, mantenuta e restaurata ma per essere quello che è già, un parco spettacolare, ideale per bambini e pic nic, per chi corre e va in bici, per passeggiate e concertini, spettacoli estivi e – al limite – mostre all’aperto di sculture monumentali. Insomma vorresti che si salvasse lo status quo.

Come hanno fatto a Berlino, all’aeroporto di Tempelhof, 400 ettari e un terminal gigantesco, tra gli edifici più grandi del mondo, voluto da Hitler, firmati nel 1923 dall’archistar del nazismo Albert Speer, inglobato dopo la fine della guerra da Berlino Ovest. È l’aeroporto che ha collegato la città con il mondo col ponte aereo che l’ha salvata da blocco sovietico tra il 1948 e il 1949. Funzionante fino al 2008 quando è stato chiuso. Per alcuni anni nessuno ha saputo trovare una soluzione per una struttura così vasta. Le proposte prevedevano una sfilza di condomini di lusso, piste di pattinaggio sul ghiaccio o un centro commerciale.

In realtà, grazie a un forte movimento d’opinione dei cittadini, la struttura è stata riaperta nel 2010 e trasformata in un vasto parco pubblico aperto durante le ore diurne. Sembra che circa 50.000 persone visitino il parco ogni weekend per pattinare, andare in bici, fare barbecue e – sembra – anche sciare. Con i dovuti distinguo un destino simile a quello della nostra Cittadella, da noi – forse – più subìto che voluto.

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