Incentivi per andare in bici? Pedaliamo anche senza
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Marco Caneva - marco.caneva@alessandrianews.it  
9 Febbraio 2015
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Incentivi per andare in bici? Pedaliamo anche senza

In Francia bonus sullo stipendio in base ai chilometri percorsi per andare al lavoro in bicicletta. In Italia ce lo potremmo permettere? O possiamo pedalare lo stesso?

In Francia bonus sullo stipendio in base ai chilometri percorsi per andare al lavoro in bicicletta. In Italia ce lo potremmo permettere? O possiamo pedalare lo stesso?

OPINIONI – In Francia hanno approvato il Pama (Plan d’actions pour les mobilités actives), nel Regno Unito Cycle to work, programmi per incentivare l’utilizzo della bicicletta per andare al lavoro.

Come si legge nel piano pubblicato nel marzo scorso dai ministeri francesi dell’Ecologia e dei Trasporti, un numero sempre maggiore di cittadini si dichiarano impegnati in pratiche di eco-gesti quotidiani e pronti ad utilizzare in modo regolare la bici o le proprie gambe quando se ne faciliti l’utilizzo. Nel Regno Unito le bici vengono concesse dall’azienda a fronte di una trattenuta sullo stipendio finché la stessa non diventa di proprietà del lavoratore.

I benefici attesi in termini di salute e allo stesso tempo economici e sociali si traducono in attenzione ai mezzi di trasporto individuali e collettivi tenendo conto del miglioramento della qualità dell’aria, della riduzione degli effetti del rumore e della dipendenza energetica.

Il piano francese individua sei assi: lo sviluppo dell’intermodalità, la creazione di spazi sicuri per ciclisti e pedoni, dare incentivi economici per l’utilizzo della bici, mettere in atto politiche di mobilità attiva nella pianificazione urbana, sviluppare itinerari ricreativi e di cicloturismo e far scoprire i vantaggi dell’utilizzo delle due ruote a pedali.

Tra queste proposte attira in modo particolare l’attenzione la multimodalità, ovvero la possibilità di utilizzare con continuità mezzi diversi. Per questo occorrerebbero parcheggi per le biciclette in corrispondenza di stazioni ferroviarie e fermate di autobus e metropolitane o la possibilità di poter trasportare facilmente i velocipedi sui mezzi pubblici. Ad Alessandria il bike sharing non ha funzionato e la possibilità di parcheggiare la bici in stazione è sempre ridotta.

Ma esiste un’altra misura, ovvero l’incentivo economico per l’utilizzo delle biciclette: i dipendenti di alcune grandi aziende francesi ricevono un bonus sullo stipendio in base al numero di chilometri percorsi. Ce lo potremmo permettere anche noi? Probabilmente no. Avremmo bisogno prima di tutto di migliori mezzi pubblici, più nuovi, più frequenti, con percorsi più funzionali. Di percorsi ciclabili più utili e più sicuri, di strade con limiti di velocità ridotti, di zone a traffico limitato e pedonali.

E chi ha la possibilità di muoversi a piedi o in bici perché lavora ad una distanza tale da poter lasciare la macchina a casa? Bene, lo faccia anche senza incentivo economico, lo faccia pensando ai benefici per la salute, per l’ambiente, per la città. E ai vantaggi economici che ne potranno derivare, per tutti.

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