Gli appuntamenti del fine settimana tra teatro e musica
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Marco Caneva - marco.caneva@alessandrianews.it  
6 Febbraio 2015
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Gli appuntamenti del fine settimana tra teatro e musica

A Pupille Gustative “Farfalle”, lo spettacolo teatrale sulla memoria. All'Ambra “La pentola d'oro” di Plauto, al Parvum il “Trittico Pirandelliano”, al Macallè i Mandolin' Brothers

A Pupille Gustative ?Farfalle?, lo spettacolo teatrale sulla memoria. All'Ambra ?La pentola d'oro? di Plauto, al Parvum il ?Trittico Pirandelliano?, al Macallè i Mandolin' Brothers

ALESSANDRIA – Pupille Gustative, la rassegna permanente di teatro, musica e menti libere sabato 7 febbraio organizza una serata sulla memoria alla Ristorazione Sociale in viale Milite Ignoto 1/A. Per l’occasione Andrea Robbiano, attore e regista teatrale, porterà in scena lo spettacolo Farfalle. In programma dalle 20 una squisita cena preparata dallo chef Riccardo Brero, a seguire la performance. Menu della serata: mezze penne porcini e patate gratinate al forno, flan di zucca, dessert di Pupille, acqua, vino e caffè (ingresso e cena 15 euro, per informazioni prenotazioni: fb.com/pupille gustative, pupillegustative@gmail.com, 339/6775705 – 335/5831064).

Farfalle racconta di un circo di animali strani, di un uomo che russa male, di numeri sulla pelle, di una lettera mai arrivata, di un bacio alla stazione e di come le farfalle, appunto, siano scomparse. Farfalle racconta di un lager e della memoria ad esso legata, è la storia di un uomo chiuso dentro la sua memoria, che intreccia, sbanda e confonde gli eventi storici e la loro collocazione nello spazio e nel tempo. Per provare a far sì che quello che è stato non accada più, qualunque sia la faccia del carnefice e qualunque sia la faccia della vittima. Perché una volta entrati in un lager i contorni della vita si perdono nella memoria. Farfalle è stato scritto nell’intento di cercare una strada diversa per raccontare l’affronto più grande dell’uomo a se stesso: il campo di concentramento. Lo spunto per lo spettacolo parte da un fatto realmente accaduto. Una cartolina arrivata in ritardo di quasi 70 anni da un campo di prigionia, scritta da un padre alla moglie e ai figli per tranquillizzarli, una cartolina ritrovata per caso in un’asta di oggetti vintage dal vicino di casa dei destinatari. Il contenuto della cartolina non è pubblico, lo spettacolo è stato scritto provando ad immaginare cosa si può scrivere ad una famiglia da una località simile.E soprattutto, visto il tempo trascorso, immaginando il percorso che la cartolina può aver fatto nel tempo e nello spazio, negli eventi che si sono susseguiti in quel periodo così lungo. E insieme il significato che una cartolina può avere dopo 70 anni, la domanda è: cosa può restare di quelle parole dopo tutto questo tempo? Cosa può veramente giungere a destinazione e cosa invece è stato assorbito dal resto della vita trascorsa?

Sabato alle 21 al Teatro Ambra di viale Brigata Ravenna 8 La Compagnia La rOsa dei 20 presenta Aulularia (La Pentola d’oro) di Plauto (ingresso 10 euro, ridotto 7 euro, info e prevendite: 0131 252079), interpreti: Francesco Fratarcangeli, Daniela Ventura Marco Mancin, Chiara Vercellini, Roberto Bena Renata Vitali, Nicholas Bena, Elisa Scalas Romina Braggion, Tiziana Lugli, Alessandro Brondi, Emanuele Sessa, regia: Roberto Bena. Aulularia, un testo antico ma sempre attuale, è la commedia più famosa del grande commediografo latino Plauto, indiscusso capolavoro del teatro classico. Protagonista è il vecchio avaro Euclione, che, scavando nella sua abitazione, rinviene una pentola colma d’oro, e da quel momento è terrorizzato che gli venga rubata; per scongiurare tale pericolo, sospettando dei servi e di chiunque si avvicini alla sua casa. Quando Megadoro, anziano anche lui ma ricco e benestante, si dimostra disposto a sposare la giovane figlia di Euclione (Fedria) anche senza dote, l’avaro accetta, ma comincia presto a sospettare che la richiesta di matrimonio abbia per fine il progetto di sottrargli la pentola. I cuochi; Antrace e Congrione, capeggiati dal buon Strobilo, sono impegnati nei preparativi per le nozze, entrano ed escono dalla sua porta carichi di vivande, diventano per Euclione motivo di sospetto. Potrebbero scoprire la pentola piena d’oro. Fra accessi d’ira e di sconforto, egli decide allora di spostare la pentola e di seppellirla nel santuario della Buona Fede. La serva Stàfila fa sapere, nel frattempo, che queste nozze sono assai difficili da farsi, poiché Fedria è incinta del giovane Liconide, nipote dello stesso Megadoro. Liconide, infatti, confessa allo zio di esser stato con la ragazza, ottenebrato dai fumi dell’alcol e così facendo ottiene che egli rinunci al matrimonio. Liconide stesso è intenzionato a chiedere la mano di Fedria. Pitodico, il servo fedele di Liconide, sempre attento a tutto ciò che succede, origlia un discorso del vecchio Euclione circa il nascondiglio in cui metter la pentola. E ora che il tesoro sembra esser svelato… che altro succederà ?

Il teatro di Pirandello è protagonista, con i volontari dell’associazione Divergenze Parallele che propongono il Trittico Pirandelliano, tre storie dove gli ingredienti sono l’imbroglio, l’amore, il tradimento e l’ambientazione richiama l’atmosfera dei ruggenti anni ’20. In scena Cecé, Lumie di Sicilia e La morsa: l’appuntamento è alle 21,15 al Teatro Parvum in via Mazzini 85.

Sabato alle 22 al Macallè di Castelceriolo i Mandolin’ Brothers in Highway 61 Revisited di Bob Dylan, featuring Chiara Giacobbe, Dado Bargioni, Marcello Milanese e Francesco Albertazzi (ingresso 15 euro, informazioni e prenotazioni 389 422 6172). I Mandolin’ Brothers (Jimmy Ragazzon, voce, armonica, chitarra acustica, rubboard, Paolo Canevari, chitarra elettrica e slide, Marco Rovino, mandolino, chitarra elettrica e voce, Riccardo Maccabruni, hammond B3, piano e voce, Giuseppe Barreca, basso e contrabasso e Daniele Negro, batteria e voce), oltre ai brani del loro repertorio, eseguiranno per intero lo storico album di Bob Dylan Highway 61 Revisited pubblicato nel 1965 nel 50° Anniversario. Sul palco con loro molti ospiti tra cui la violinista Chiara Giacobbe, il cantautore Dado Bargioni, il bluesman alessandrino Marcello Milanese e il paladino dell’ukulele Francesco Albertazzi.

Sabato dalle 17 nella sede dell’Associazione Verso Kurdistan Onlus in via Mazzini 118, sarà presentato il libro di Lorenzo Giroffi Il mio nome è Kurdistan a cui faranno seguito anche 18 minuti di un trailer da lui realizzato viaggiando nei vari Kurdistan (https://www.youtube.com/watch?v=S1fglR2ioAo). Sarà proiettato inoltre il video, sempre realizzato da Lorenzo, sul campo profughi di Makhmur, in pieno deserto iracheno, recentemente attaccato dalle bande nere di Isis e poi liberato dai guerriglieri del Pkk e visitato nello scorso ottobre dalla delegazione italiana di Verso il Kurdistan che, in questo campo, insieme ad altri, sta sostenendo il progetto per la costruzione di un ospedale. Al termine, buffet e cay per tutti. Ne parleranno con l’autore Antonella Mariotti della Stampa Alberto Ballerino del Piccolo. Al termine buffet e cay (thè kurdo) per tutti

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Domenica a teatro e al concerto
Al Teatro San Francesco per i bambini e le famiglie “Ahi! Ahia! Pirati in corsia”. Alla Gambarina il concerto con piffero e fisarmonica con musiche tradizionali delle Quattro Province e la mostra “Culture locali: ieri, oggi e domani?”

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