Edilizia sociale: “cessioni in proprietà” che rimpolpano le casse comunali
Circa 250 alloggi di edilizia sociale dai primi anni '70 fino al 2000 di proprietà comunale, ceduti in "diritto di superficie". Oggi con una nuova normativa l'abitazione può essere "rilevata" in proprietà diretta, con un contributo versato al Comune. Con quale introito? "Se tutti aderissero a questa possibilità, 600 mila euro"
Circa 250 alloggi di edilizia sociale dai primi anni '70 fino al 2000 di proprietà comunale, ceduti in "diritto di superficie". Oggi con una nuova normativa l'abitazione può essere "rilevata" in proprietà diretta, con un contributo versato al Comune. Con quale introito? "Se tutti aderissero a questa possibilità, 600 mila euro"
ALESSANDRIA – Le normative cambiano e i comuni si adeguano. Ma questa volta il vantaggio sembra essere per entrambe le parti in gioco: da un lato per coloro che abitano in quegli alloggi di edilizia residenziale pubblica costruiti tra gli anni ’70 e gli anni 2000, dall’altro per Palazzo Rosso. Ad essere portato al vaglio della commissione Territorio è un provvedimento – che sulla base delle nuove regole dettate dalla normativa del 2012 – che regola in maniera diversa rispetto a quello che è stato fino ad oggi il patrimonio residenziale comunale. Si tratta di 200-250 alloggi dislocati in diverse zone della città, come in zona 14, Villaggio Europa, Galimberti, Cristo dove a suo tempo il comune aveva promosso edifici “sociali” con costi agevolati. “Si trattava solitamente di zone prettamente agricole che venivano messe in disponibilità dal Comune agli operatori dell’edilizia sociale, come l’Atc o anche privati” ha spiegato l’assessore Marcello Ferralasco. Su queste case fino ad oggi vigeva il cosiddetto “diritto di superficie” con una durata solitamente di 90 anni e più. Con la nuova legislazione su questo patrimonio edilizio, piuttosto consistente, è stata data la possibilità ai comuni di cedere “in “proprietà” prima del tempo. Il tutto a fronte di un corrispettivo in denaro che rappresenta la differenza tra il diritto di superficie e quello che diventa di proprietà, con una percentuale di abbattimento costo del 40%.
I prezzi – come hanno spiegato gli uffici e la direzione – variano tra i 2000 e i 6000 euro. “E per agevolare chi volesse diventare pieno proprietario dell’immobile di questa tipologia – ha spiegato l’architetto Robotti – c’è la possibilità di rateizzare il pagamento, con rate semestrali, senza interessi”. E se tutti dovessero prendere in considerazione questa proposta e accettassero la cessione in proprietà quanto ricaverebbe il comune? “Circa 600 mila euro se tutti aderissero”. Le richieste e sollecitazioni che sembrano essere pervenute agli uffici del comune sono già numerose. Da un lato quindi le casse di Palazzo Rosso si “rimpolpano” e dall’altro persone anziane possono lasciare “in proprietà” ai figli il loro immobile, o giovani possano slegarsi dai vincoli che imponeva su questa tipologia di edilizia sociale la legge e magari rivendere a libero mercato l’appartamento. Il provvedimento che ha ottenuto l’ok della commissione (con la sola astensione del consigliere Emanuele Locci di Fratelli d’Italia) dovrà ora passare sotto le grinfie del Consiglio comunale.