Lamp Ariflex: torna l’incubo per 55 famiglie
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Lamp Ariflex: torna l’incubo per 55 famiglie

I lavoratori chiedono con urgenza un nuovo incontro in Prefettura per verificare le ragioni che hanno spinto la proprietà, a fine dicembre, a non presentarsi alla firma in Regione dell'accordo per la cassa integrazione straordinaria. C'è tempo fino a metà febbraio per trovare una soluzione, poi scatteranno i licenziamenti

I lavoratori chiedono con urgenza un nuovo incontro in Prefettura per verificare le ragioni che hanno spinto la proprietà, a fine dicembre, a non presentarsi alla firma in Regione dell'accordo per la cassa integrazione straordinaria. C'è tempo fino a metà febbraio per trovare una soluzione, poi scatteranno i licenziamenti

ALESSANDRIA – Quello appena trascorso non è stato l’inizio anno che i lavoratori della Lamp Ariflex, e le loro famiglie, avevano immaginato. Il 29 dicembre, dopo un incontro in Prefettura e un altro presso Confindustria, i rappresentanti sindacali e la proprietà avrebbero dovuto sedersi intorno a un tavolo in Regione per la firma dell’accordo sulla cassa integrazione straordinaria, strumento essenziale per trovare un po’ di tempo in attesa che un nuovo compratore si faccia avanti. 

“La proprietà però ha fatto sapere all’ultimo che non si sarebbe presentata – raccontano oggi i lavoratori – e ancora adesso, a distanza di una decina di giorni, non siamo riusciti a riaprire il confronto“. Alla base del passo indietro della proprietà pare ci sia il timore che la cassa integrazione straordinaria possa essere considerata inapplicabile da parte dell’Inps, fatto che costringerebbe la proprietà a continuare a pagare di tasca propria il suddidio ai lavoratori. Commenta Fausto Norato, della Fim Cisl: “siamo davvero amareggiati e speriamo che il Prefetto possa riconvocare al più presto un nuovo tavolo di confronto. La firma dell’accordo faceva seguito a precise garanzie di fattibilità della cassa integrazione che ci sono state date da diversi esperti in materia, suffragate dalla stessa Regione. E’ assurdo che oggi la proprietà si tiri indietro nonostante le rassicurazioni che ha già ottenuto”. 

Senza l’attivazione di ammortizzatori sociali straordinari la cassa integrazione ordinaria termirà infatti a metà febbraio, consegnando i lavoratori all‘incubo del licenziamento. A fine dicembre alcuni di loro erano tornati al lavoro in azienda per evadere alcuni ordini per il cliente più importante della ditta (che si occupa di packing e imballaggi alimentari, rifornendo di semilavorati aziende in diverse parti del mondo), disposto a mantenere il contratto di fornitura attualmente in essere a patto di continuare a ricevere con regolarità la propria merce. Da allora però l’azienda si è nuovamente fermata lasciando nello sconforto i 55 lavoratori e le loro famiglie. 
 

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