Adolescenti, e un corpo “nuovo” con il quale combattere
Nella seconda serata del "Progetto Genitori" dell'associazione Cultura e Sviluppo con il professore Gustavo Pietropolli Charmet, psicoanalista ed esperto dei problemi dell'adolescenza, si è discusso delle difficoltà che alcuni adolescenti incontrano nel percorso della maturazione fisica e sessuale
Nella seconda serata del "Progetto Genitori" dell'associazione Cultura e Sviluppo con il professore Gustavo Pietropolli Charmet, psicoanalista ed esperto dei problemi dell'adolescenza, si è discusso delle difficoltà che alcuni adolescenti incontrano nel percorso della maturazione fisica e sessuale

Il professor Gustavo Pietropolli Charmet, psicanalista e psichiatra esperto di disturbi del comportamento nell’adolescente, è stato invitato dall’associazione Cultura e Sviluppo in qualità di relatore per il convegno “Adolescenti e corpo: l’imperativo della bellezza”, seconda serata del ciclo di appuntamenti del “Progetto Genitori”.
Quando l’adolescente non riesce a conciliarsi con il “nuovo” corpo il disagio emotivo può sfociare in reazioni estreme, che con il tempo possono anche diventare patologiche. “In questi anni ho dedicato particolare attenzione ad una specifica tipologia di adolescenti” spiega Pietropolli Charmet, “quelli che attaccano violentemente il proprio corpo attraverso dimagrimenti eccessivi, tagli o ferite. Inizialmente pensavo che questi atteggiamenti avessero matrici differenti, invece, col tempo, mi sono reso conto che erano accomunati da un’unica origine: l’incapacità di accettare il nuovo corpo puberale”. Se le ragazze orientano il loro malessere nel rapporto malsano con il cibo, i ragazzi tendono a ritirarsi dalla società costruendosi un’identità virtuale che può fare a meno del corpo e con la quale riescono, attraverso la rete e impegnando la gran parte del loro tempo in videogiochi di ruolo, a relazionarsi ad altri adolescenti.

Secondo il professror Charmet vi sono alcuni temi fondamentali che possono spiegare la dimensione della mancata integrazione tra l’adolescente e il proprio corpo; il primo è da riferirsi all’incapacità di certi soggetti ad elaborare il “lutto” di una separazione forzata dai legami famigliari. “Il fatto di essere diventato un soggetto sessuato può indurre a pensare che non è più consentito alcun tipo di affettività nei confronti dei propri genitori. Il proprio corpo” sostiene Charmet “in qualche modo chiede un distacco forzato dall’intimità famigliare. Alcuni ragazzi e ragazze, però, fanno fatica a liberarsi del bisogno di dipendenza dai genitori”.

Il processo di acquisizione mentale del proprio corpo comporta, però, l’accettazione del suo destino, “ed è in questo caso che il ragazzino scopre la sua mortalità. Alcuni ragazzi, scoperta la morte, s’innamorano di questa prospettiva attribuendole un certo fascino” afferma lo psicanalista “certi adolescenti adottano delle condotte al limite proprio per dimostrare che possono avere la meglio sulla morte”.
Queste tre caratteristiche espongono al rischio di non riuscire ad appopriarsi del proprio aspetto e a considerarlo inutile, quindi brutto. Anche il tema della bruttezza immaginaria risulta ai primi posti della classifica delle problematiche adolescenziali. “La società di oggi è la società del narcisismo. Essere pre adolescenti significa uscire dai modelli preposti dalla famiglia per finire in modo autonomo a cercare nella sottocultura dei mass media modelli e racconti di bellezza che chiariscano il percorso da intraprendere per raggungere successo e bellezza”. Se una volta il problema dei ragazzi era quello di liberarsi dal senso di “colpa” riferito alla propria neonata sessualità ora il problema è quello di liberarsi dalla paura di essere brutti. “Nella nostra società ci siamo dimenticati che l’elemento di competizione presente nelle scuole medie e superiori è relativo alla bellezza. Una parola in più sull’argomento” conclude il professor Pietropolli Charmet “da parte della famiglia e della scuola può essere di sostegno per i ragazzini più fragili, occorre far capire loro che l’avvenenza del proprio corpo è solo un aspetto parziale della loro esistenza”.