Un tesoro scoperto in Cittadella
Se vi dicessimo che nella nostra fortezza si cela unesposizione piccola ma dalle grandi potenzialità, corteggiata da altre città, esclusiva nel suo genere, allestita con esperimenti e attività interattive ormai rarissimi al mondo ci credereste?
Se vi dicessimo che nella nostra fortezza si cela un?esposizione piccola ma dalle grandi potenzialità, corteggiata da altre città, esclusiva nel suo genere, allestita con esperimenti e attività interattive ormai rarissimi al mondo ci credereste?
ALESSANDRIA – Fra gli spazi temporaneamente assegnati nella fortezza che attendono di conoscere il proprio futuro ce n’è uno speciale e quasi totalmente sconosciuto: a gestirlo è il signor Claudio che, con i suoi esperimenti artigianali, ricostruiti a partire da materiali d’epoca e progetti originali, fa rivivere la storia della comunicazione da Galvani a Marconi. Un esempio di passione e dedizione straordinari che attendono solamente di essere valorizzati.
Il signor Claudio Gilardenghi ha cominciato a dar vita alla sua passione, decine di anni fa, riempiendo le stanze della sua casa, una alla volta. Fornaio di professione, ha sfruttato le sue capacità manuali per dar libero sfogo ai suoi interessi più autentici, quelli legati agli esordi delle comunicazioni senza fili, da quando Galvani e Volta cominciarono i rispettivi esperimenti sulla conduzione di elettricità. “Per capire il mondo di oggi, dai telefoni ad internet, può essere molto interessante conoscere come tutto questo è iniziato, dalla fine del ‘700 in poi”. E lui ha deciso non solamente di mostrarlo, ma anche di farlo rivivere, utilizzando per quanto possibile gli stessi materiali e le tecniche costruttive originali. Anzi, a chi transita dalle stanze che per ora gli sono state messe a disposizione dal Fai, il signor Claudio fa sperimentare attivamente una serie di scoperte scientifiche fondamentali per il mondo come lo conosciamo oggi, con un’attenzione speciale dedicata a Guglielmo Marconi, il suo inventore preferito.

La speranza è che la città trovi il modo di valorizzare questo piccolo tesoro misconosciuto, offrendogli la dignità che merita e l’occasione di crescere ancora, perché il signor Claudio non ha intenzione di fermarsi: “ho ancora molti progetti. Sto assemblando un’esposizione di radio d’epoca che mostri tutte le evoluzioni che hanno portato alla comunicazione come la conosciamo oggi, e vorrei installare un radar in Cittadella per mostrare il suo funzionamento ai visitatori. Ho già praticamente tutti i pezzi che mi servono”. Fra i suoi sogni c’è ovviamente quello di dare continuità a questo piccolo spazio, trovando qualche giovane alessandrino capace di accendersi con la sua stessa scintilla di passione, al quale insegnare tutto ciò che ha imparato e che possa portare avanti le sue attività in futuro: “la mia paura più grande è che con il tempo le attività che mi sono costate anni e anni per essere allestite possano venire accantonate, e il materiale finisca in qualche discarica o in qualche vecchio magazzino. In Italia, e forse nel mondo, le riproduzioni di esperimento di questo tipo, aperte al pubblico e allestite con materiali d’epoca, si conteranno forse sulle dita di due mani”. 
Non c’è solo Marconi però in bella mostra, ma anche, per esempio, esperimenti di Nikola Tesla con scosse elettriche visibili di grande effetto (presto verrà costruita una gabbia di Faraday intorno alla struttura, per ora disattivata ma già perfettamente funzionante). “Dovrà arrivare almeno a un milione di volt!” promette Claudio.
Chissà quanti tesori ci sono sepolti ad Alessandria, che attendono solo un piccolo sforzo per essere valorizzati e che, con il giusto supporto, possono dare speranza e prestigio alla nostra città. Il signor Claudio attende solitamente tutti i curiosi al termine delle visite guidate che si svolgono in Cittadella nei finesettimana. Chiedete di lui: basta seguire la X sulla nostra mappa del tesoro.