La “buona scuola” secondo i professori e gli studenti alessandrini
In giornata sarà ilustrata l'analisi dei questionari on line del "patto educativo" presentato a settembre. Abbiamo chiesto un giudizio sulla proposta di rifortma a due Dirigenti scolastici alessandrini; la prof. Maria Paola Minetti e l'ing. Carlo Arzani. Andrea Facciolo, ex presidente della Consulta Provinciale degli Studenti, ci ha illustrato il documento presentato al Ministero dell'istruzione
In giornata sarà ilustrata l'analisi dei questionari on line del "patto educativo" presentato a settembre. Abbiamo chiesto un giudizio sulla proposta di rifortma a due Dirigenti scolastici alessandrini; la prof. Maria Paola Minetti e l'ing. Carlo Arzani. Andrea Facciolo, ex presidente della Consulta Provinciale degli Studenti, ci ha illustrato il documento presentato al Ministero dell'istruzione

Leggendo il documento ci si rende conto che la “manovra” che dovrebbe in qualche modo rivoluzionare la scuola italiana è a dir poco corposa e non priva di argomenti già dibattuti in passato e rimasti poi sostanzialmente sospesi.
Per conoscere il parere dei dirigenti scolastici e degli insegnanti alessandrini a proposito del “patto educativo” ideato dal Governo Renzi abbiamo incontrato l’ing. Arzani, preside dell’Istituto di Istruzione Superiore “Nervi-Fermi” e del Liceo Scientifico “G. Galilei” di Alessandria e la professoressa Maria Paola Minetti, Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo “G. Galilei”. Abbiamo inoltre chiesto ad Andrea Facciolo, ex presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Alessandria, di illustrarci il documento presentato a Roma al Ministero dell’Istruzione dai Presidenti regionali di tutte le Consulte Provinciali nazionali.
La professoressa Minetti considera la diffusione on line del questionario un’iniziativa utile soprattutto ad allargare i margini di confronto; “per fortuna il modello non aveva solo risposte chiuse ma anche spazi aperti nei quali si potevano dare dei suggerimenti. A partire da un’idea di un piano propositivo si sono generati ambiti di discussione che hanno coinvolto i collegi docenti e le organizzazioni sindacali, che attorno a questo piano hanno organizzato assamblee per ascoltare il parere di tutti gli operatori della scuola”. Secondo la preside del comprensivo “Galilei” un progetto apprezzabile anche perché “non si è parlato solo dei tagli drastici degli ultimi anni o dei contratti non rinnovati ai docenti, ma si è spostata l’attenzione anche sulla parte pedagogica del sistema scolastico”.

Intanto il Governo promette, anzi, dà praticamente per certa l’assunzione di 148.000 docenti precari entro settembre 2015, provvedimento che andrebbe così a svuotare quasi totalmente le Graduatorie ad Esaurimento (GAE). L’ingegner Arzani ritiene l’intervento “realizzabile ed equo, anzi, doveroso per il rispetto delle norme e dei diritti delle persone, e comunque meno costoso delle sanzioni che potrebbero essere inflitte all’Italia per inosservanza della normativa europea”. La Minetti auspica che il provvedimento vada a buon fine perché con lo svuotamento delle GAE “le scuole arriverebbero finalmente ad avere un organico funzionale. Non ci sarebbero più chiamate in corsa o supplenze temporanee e le scuole potrebbero coprire tutte le esigenze didattiche interne all’istituto. Ciò permetterebbe di arrivare al primo giorno di scuola con un’organizzazione migliore”.
Proprio l’abolizione delle supplenze è uno degli obiettivi del “patto educativo”, il fine garantire agli studenti stabilità didattica. In ogni scuola, quindi, per coprire le cattedre vacanti durante l’anno scolastico si profilerebbe un “ricircolo” interno dei docenti. “Un’obiettivo non realizzabile se le risorse di organico rimangono invariate” sostiene l’ing. Arzani “lo diventa, almeno per la gran maggioranza degli istituti e delle situazioni, se si assegnano risorse di personale e/o finanziarie che tengano conto perlomeno dei risparmi derivanti dalle supplenze attuali. Non ritengo un ostacolo insormontabile – se non diventa un’ulteriore forma mascherata di tagli delle risorse – l’adozione dei correttivi contrattuali occorrenti”. Dal punto di vista strettamente organizzativo, dichiara la prof. Minetti, “ciò consentirebbe di utilizzare il personale docente a seconda delle competenze anche in rete con altri istituti, sia a livello orizzontale, quindi tra scuole dello stesso grado, che in modo verticale tra istituti di grado diverso”.

Nuove alfabetizzazioni digitali, più lingue straniere – a partire dall’inglese – già dalla prima elementare, principi di economia nelle scuole secondarie; tutti argomenti dai nobili intenti dei quali si parla però da decenni e, di fatto, sempre rimasti ai margini dei programmi educativi nazionali. Così come l’abolizione delle procedure burocratiche più gravose, che a causa dei retaggi amministrativi che si sono radicati nel corso degli anni in alcuni casi viene disattesa dagli stessi operatori scolastici anche quando accertata da decreti ministeriali.

Anche per ciò che riguarda il potenziamento delle reti wi-fi e delle connessioni ad internet vengono chiesti maggiori chiarimenti “rispetto ai finanziamenti e gli investimenti, così che sia chiaro il soggetto che dovrà farsi carico delle spese ( Stato, Regioni, Enti locali, Privati) e si auspica che il costo non graverà prioritariamente sulle famiglie”. Le Consulte nazionali hanno anche avanzato proposte al ministro Giannini riguardo all’aumento dei rappresentanti degli studenti nelle varie scuole, alla valorizzazione dei consigli di classe e delle assemblee d’istituto.