“Prima la messa in sicurezza del territorio”
Lettera aperta di Sel al Pd e al sindaco/presidente della Provincia Rita Rossa: stop al consumo di territorio. Sul progetto rio Lovassina l'assessore Lombardi precisa: progetto superato, il rio va deviato. Ultimo appello sul Terzo Valico: chiediamo una moratoria, la messa in sicurezza non è più rinviabile
Lettera aperta di Sel al Pd e al sindaco/presidente della Provincia Rita Rossa: ?stop al consumo di territorio?. Sul progetto rio Lovassina l'assessore Lombardi precisa: ?progetto superato, il rio va deviato?. Ultimo appello sul Terzo Valico: ?chiediamo una moratoria, la messa in sicurezza non è più rinviabile?
PROVINCIA – E’ un appello a tutto campo quello che lancia Sel, Sinistra Ecologia e Libertà, che va dalla moratoria sul terzo valico allo stop di consumo del suolo. Lo lanciano il consigliere comunale Renzo Penna con l’assessore Claudio Lombardi e il segretario provinciale Filippo Boatti da Alessandria, ma riguarda tutta la Provincia. Una serie di riflessioni nate all’interno del movimento e che Sel estende ai colleghi del Pd e al presidente della Provincia Rita Rossa, nonché sindaco di Alessandria. – Stop al consumo di territorio
– Messa in sicurezza della città di Alessandria
L’Aipo, autorità di bacino, ha annunciato che i lavori agli argini del Tanaro sono completati. “Si tratterà ora di mantenerli in ordine”. Il prossimo passo sarà la realizzazione della chiavica all’Osterietta. Una notizia accolta con favore ma, secondo Sel, questo non metterà in sicurezza la città da altri catastrofici eventi. “Gli argini sono calcolati ora per una portata massima di 3.500 metri cubi di acqua; ma durante l’alluvione del 1994, di cui cade quest’anno il ventennale, se ne registrarono tra i 4 mila e i 4,2 mila. Ciò significa che se si dovesse verificare un evento simile, la città non sarebbe sicura”. Inoltre, il progetto dell’autorità d’ambito prevedeva anche la relizziazione di casse di laminazione “che non sono state fatte”.

Secondo Sel non è più rinviabile uno studio sul dissesto idrogeologico che tenga conto non solo dei grandi corsi d’acqua ma anche dei rii minori, “responsabili” dei danni subiti dal territorio provinciale durante gli eventi alluvionali di ottobre e novembre. Anche in questo caso il consumo del territorio sarebbe il punto focale. “Gli ultimi fatti – dicono gli esponenti di Sel – dimostrano come non sia più sufficiente intervenire per rimettere le cose ‘a posto’, come erano prima. Perchè il territorio è cambiato e sono cambiati gli eventi meteorologici”.
– Rio Lovassina
La giunta comunale di Alessandria ha approvato da pochi giorni il progetto per la realizzazione di uno scolmatore sul rio Lovassina. L’assessore Lombardi ha manifestato dissenso: “si tratta di un progetto di 12 anni fa ed andava bene allora. Mi rendo conto che era quello disponibile ma chiedo che senso abbia spendere 12 milioni di euro per un intervento non adeguato”. Secondo Lombardi l’alternativa ci sarebbe ed è quella di “deviare il rio,indirizzandolo direttamente in Bormida, ed utilizzare il vecchio percorso per smaltire acque in eccesso durante periodi di forti precipitazioni”.
Una delle cause che potrebbero aver creato l’allagamento dell’abitato di Spinetta, secondo Lombardi, sarebbe l’inadeguatezza della rete fognaria, non più adeguata all’aumento delle utenze e dei cambiamenti climatici.
– Terzo Valico
Sel chiede a chiare lettere una moratoria ai lavori. “Chiediamo di valutare e sostenere la possibilità di sospendere per il momento il Terzo Valico e stanziare fondi equivalenti alle opere non ancora appaltate”. Nell’immediato, dirottare i 200 milioni di euro del decreto sblocca Italia destinati al Terzo Valico dal governo su opere di messa in sicurezza del territorio. “La cura del territorio è l’opera più urgente anche perchè in un territorio fortemente dissestato una grande opera come il Terzo Valico (su cui manteniamo la nostra contrarietà) non può essere realizzata in sicurezza e va solo ad aggravare la situazione di dissesto e ad aumentare i costi di realizzazione”.