Me.dea: una nuova sede contro la violenza sulle donne
Alle 17 di lunedì 10 novembre linaugurazione del nuovo spazio in via Palermo 33: locali un po più grandi rispetto alla precedente sede, un nido ancor più accogliente per le donne che troveranno il coraggio di chiedere aiuto e lidea di creare unarea da adibire ad attività con il pubblico e a centro studi
Alle 17 di lunedì 10 novembre l?inaugurazione del nuovo spazio in via Palermo 33: locali un po? più grandi rispetto alla precedente sede, un ?nido? ancor più accogliente per le donne che troveranno il coraggio di chiedere aiuto e l?idea di creare un?area da adibire ad attività con il pubblico e a centro studi
ALESSANDRIA – I nuovi locali di via Palermo 33 sono finalmente pronti e le attività del centro provinciale Me.dea da oggi, lunedì 10 novembre, proseguiranno ufficialmente lì. I nuovi spazi, ristrutturati dall’Atc e messi a disposizione in comodato d’uso gratuito per 6 anni, serviranno a portare avanti l’importante attività di accoglienza che viene svolta dalle 6 operatrici del centro, grazie anche a un protocollo sottoscritto con il Cissaca.
Sarah Sclauzero, presidente di Me.dea, racconta: “i nuovi locali sono particolarmente adatti a ospitare le attività del centro perché esistono 2 ingressi distinti alla struttura. Questo ci consentirà di riservare uno spazio ancor più privato e intimo per tutte le donne, purtroppo tante, che chiedono di avere colloqui con noi e iniziano un percorso di denuncia della violenza subita. Sarà finalmente possibile ricavare una sala a parte per le riunioni e per le attività con il pubblico, alle quale unire un piccolo centro studi per raccogliere dati e documentazione sul tema. Solamente se si riuscirà con il tempo a fare rete e a dare rilevanza alle cifre di un fenomeno purtroppo ancora in aumento si potrà sperare di colmare la strada che ci resta da compiere, e che in Italia è lunga”.
Dopo la ratifica della Convenzione di Istanbul questa estate per il nostro Paese si tratta di lavorare concretamente a mettere in pratica quanto previsto dalle nostre leggi e dalle indicazioni che giungono dall’Europa: troppo spesso infatti a buone norme in teoria si contrappongono problemi pratici di applicazione: “la Convenzione di Istanbul – spiega Sclauzero – ci chiede come Paese di lavorare sulla prevenzione, sul potenziamento e sulla stabilità di quello che c’è già e sul monitoraggio dei dati. In Italia le pena contro la violenza sulle donne sono state inasprite, ma cozzano poi con i vari provvedimenti per tenere le carceri più vuote, con il risultato di finire per essere in molti casi disattese”.

“Mancano i soldi per dare continuità ai progetti. La nostra presenza, che al momento è di 10 ore settimanali (sempre a coppie, in compresenza) non può essere demandata alla semplice attività di volontariato, anche tenuto conto del fatto che le esigenze sarebbero ben diverse: oggi ci troviamo a dover fissare il primo colloquio anche due o tre settimane dopo che ci viene segnalata una violenza, perché ci sono lunghe lista d’attesa. E’ una situazione difficile da accettare e i pochi fondi a disposizione non ci consentono di tenere aperto di più. Il centro, che serve le esigenze di ascolto e sostegno per tutta l’area provinciale, dovrebbe garantire un’apertura quotidiana”.
Fra gli obiettivi futuri la presidente pone l’accento su alcuni sogni nel cassetto: “riuscire a dare sostegno alle donne con continuità anche durante le fasi del processo. Spesso si parla di anni di udienze in tribunale, con ferite che si riaprono dopo ogni volta. In più è una richiesta che ci viene anche dall’ordine degli avvocati: può capitare che le donne confessino a noi particolari molto importanti per il processo che non hanno il coraggio o la lucidità di far presente agli avvocati. E poi vorremmo lavorare sulle attività di gruppo, formando piccoli nuclei di autoaiuto seguiti da un terapeuta e potenziare le attività di prevenzione: lavorando sul sostegno alla genitorialità, sul benessere della donna e sulla sua autostima è più facile che le persone abbiamo il coraggio di denunciare subito episodi di violenza”.
All’inaugurazione dei nuovi spazi del centro saranno presenti Monica Cerrutti, assessore regionale alle Pari Opportunità, Maria Rita Rossa, presidente della Provincia e sindaco di Alessandria, Mauro Buzzi, presidente del Cissaca, Piervittorio Ciccaglioni, presidente Atc.