Teatro: si bonifica il palcoscenico principale. Slitta la riapertura
Presentato in commissione Cultura lo stato di avanzamento dei lavori di bonifica del Teatro: in 5 punti spieghiamo la situazione rispetto ai tempi di apertura, agli interventi che ancora devono essere realizzati, ai ragionamenti sul futuro della struttura e dei suoi lavoratori e alle condizioni degli arredi e delle strumentazioni
Presentato in commissione Cultura lo stato di avanzamento dei lavori di bonifica del Teatro: in 5 punti spieghiamo la situazione rispetto ai tempi di apertura, agli interventi che ancora devono essere realizzati, ai ragionamenti sul futuro della struttura e dei suoi lavoratori e alle condizioni degli arredi e delle strumentazioni
ALESSANDRIA – In commissione Cultura del Comune si è tornati a parlare dello stato di avanzamento dei lavori di bonifica che stanno interessando il Teatro: ecco punto per punto cosa è emerso.
Quando l’apertura al pubblico?
L’ingegnere Francesco Daquarti, direttore dei lavori di bonifica, ha relazionato insieme all’assessore alla Cultura Vittoria Oneto rispetto alla situazione. L’obiettivo è ultimare tutta la bonifica della struttura entro 6 mesi e poter riaprire il teatro al pubblico fra l’autunno e l’inverno 2015 (con uno slittamento rispetto all’ultima verifica, che aveva posto come obiettivo la primavera del 2015).
I lavori di bonifica: si lavora al palcoscenico principale
Al momento i tecnici stanno lavorando alla pulizia del palcoscenico principale. Sono state sollevate le assi del pavimenti e si è aspirato tutto ciò che vi si era depositato. Ora un grande nylon è stato posto come fosse una vasca sul pavimento e si sta procedendo a lavare le pareti e i graticci (fino a un’altezza di 15-20 metri. L’acqua che in questo modo cade viene raccolta, filtrata e scaricata nelle fogne. Intorno a metà dicembre l’Arpa rilascerà un nuovo bollettino sullo stato di salubrità del Teatro, ma c’è ottimismo visto che vengono svolti due campionamenti al giorno e i valori delle polveri di amianto rilevati sono circa 10 volte inferiori ai limiti stabiliti dalla legge (rendendo il teatro di fatto ormai molto più sano della maggior parte dei locali presenti in città).

Finora nei lavori di bonifica un ruolo importante è stato giocato prima da tre e poi da due ex dipendenti del Tra che hanno partecipato alle attività di pulizia, dopo aver seguito un apposito corso: nessuno più di loro conosce a fondo la struttura ed è in grado di aiutare chi deve eseguire la bonifica. Con la liquidazione definitiva del Tra però questi lavoratori hanno dovuto cessare ogni tipo di collaborazione. Il Comune, per voce dell’assessore Oneto, promette di trovare una soluzione che consenta di riattivare presto i lavoratori finora coinvolti per la bonifica con una speciale formula di collaborazione ancora da individuare. Sulla possibile riassunzione invece degli ex dipendenti per occuparsi ancora del teatro in futuro, la situazione è ben più difficile, come ha spiegato l’assessore Oneto: “con il licenziamento viene meno qualsiasi vincolo sociale, perciò, anche in caso di futuro concorso, non vi è alcuna certezza che saranno reimpiegate le medesime persone, per quanto preparate”. Più volte è stato chiesto alla Regione di farsi carico del futuro degli ex dipendenti trovando loro un posto di lavoro presso qualche fondazione controllata dalla Regione.
Quale futuro per la struttura?
Con Torino proseguono gli incontri dell’assessore anche in merito alla destinazione finale del Teatro e al progetto strategico complessivo che lo interesserà. Molto dipenderà dalla scelta che si deciderà di adottare in merito al palco e alla sala principale. Il nodo ora riguarda l’altezza della struttura e la sua ripartizione in volumi. I lavori di bonifica potrebbero essere semplificati notevolmente dalla decisione di ridurre il volume principale della sala grande abbassandone in maniera artefatta il soffitto: questo consentirebbe maggiore semplicità per riscaldare la struttura e la possibilità di cementare un’intercapedine utilizzata un tempo per la trasmissione dell’aria e molto difficile da bonificare. Chiudendola si renderebbe del tutto inerte il materiale in essa contenuto e si potrebbe ottenere una struttura più semplice da gestire, a patto però, come detto, di ridurne il volume (anche perché ci sarebbe meno spazio per il passaggio dell’aria convogliata da un sistema di riscaldamento e aerazione). Con l’occasione dell’installazione del nuovo soffitto si procederebbe alla pulizia del sottotetto del teatro, non interessato dalle polveri di amianto ma mai pulito dai tempi della costruzione della struttura.
L’assessore ha spiegato come si sta redigendo un protocollo d’intesa insieme alla Regione, alla Fondazione CRT, alla San Paolo e alla Cassa di Risparmio di Alessandria per costruire un futuro credibile al Teatro, in termini di spazi, con la realizzazione all’interno anche di un’area commerciale, e di una stagione teatrale all’altezza 
Le condizioni degli arredi
Durante la commissione sono state fornite rassicurazioni in merito alle condizioni degli arredi e del materiale di valore un tempo di proprietà del Tra. Quasi tutto è già stato pulito e si trova in buona condizioni. A preoccupare sono soprattutto i pianoforti, alcuni di altissimo valore, che hanno preso troppa umidità in questi mesi. Ora si stanno asciugando e successivamente potranno essere restaurati dove sarà necessario. “L’Aspal – come ha spiegato il suo presidente Anna Tripodi – ha ottenuto dal Teatro il passaggio di proprietà di molti di questi arredi e degli strumenti musicali, considerando il grande credito che vantava dal Tra rispetto agli affitti arretrati non pagati. Così facendo si è potuto presevarli, spostandoli in un luogo dalle condizioni climatiche migliori, e anche sottrarli all’aggressione di eventuali creditori del Tra, sebbene gli stessi, ora di proprietà di Aspal, potrebbero un giorno finire comunque all’asta per risarcire i creditori dell’Aspal”, (che è sua volta in liquidazione ndr).