Riscaldamento globale e mutamenti climatici; Luca Mercalli a “Cultura e Sviluppo”
Il meteorologo, ospite dell'associazione culturale alessandrina, lancia l'allarme:"se noi genere umano non cambiamo atteggiamento riguardo ai cambiamenti climatici non riusciremo mai ad affrontare i problemi climatici a lungo terminie. Nel giro di un centinaio di anni la situazione potrebbe diventare catastrofica"
Il meteorologo, ospite dell'associazione culturale alessandrina, lancia l'allarme:"se noi genere umano non cambiamo atteggiamento riguardo ai cambiamenti climatici non riusciremo mai ad affrontare i problemi climatici a lungo terminie. Nel giro di un centinaio di anni la situazione potrebbe diventare catastrofica"

Nella sede dell’associazione Cultura e Sviluppo giovedì 30, dopo la visione del documentario “Ultima chiamata” dedicato proprio a Peccei, il meteorologo e climatologo Luca Mercalli, insieme alla professoressa Paola Rivaro, oceanografa chimica dell’Università di Genova, e a Bruno Soro, professore associato di Economia presso la stessa Università, ha parlato dei cambiamenti climatici e del conseguente riscaldamento terrestre illustrando un quadro decisamente inquietante.
Negli ultimi 150 anni abbiamo avuto un aumento di anidride carbonica mai visto in un milione di anni; è evidente, quindi, che i veri problemi per il nostro pianeta sono iniziati con la rivoluzione industriale. Sulle reali possibilità di porre un freno a questo lento ma potenzialmente inesorabile disastro Mercalli è laconico; “purtroppo siamo prigionieri di una gabbia culturale; se non cambiamo modo di pensare prendendo sul serio gli allarmi che climatologi e studiosi delle diverse scienze naturali lanciano da decenni non riusciremo mai ad affrontare i problemi climatici a lungo terminie”.
Uno degli aspetti più preoccupanti ed urgenti è l’aumento di anidride carbonica fossile derivata dal carbone e dal petrolio che l’uomo ha estratto negli ultimi secoli e che ha iniziato a bruciare ad una velocità impressionante; “stiamo di fatto cambiando la composizione chimica dell’atmosfera terrestre” ha dichiarato il meteorologo. Quando Luca Mercalli, autore del libro “Clima bene comune” edito da Mondadori nel 2013, fa poi riferimento alle conclusioni di un articolo apparso sulla rivista “Nature” nel 2009 non rimane più alcun dubbio che l’unica via d’uscita per il genere umano sia inevitabilmente legata alla definitiva presa di coscienza delle proprie responsabilità. “Per ciò che riguarda l’eccessiva presenza di anidride carbonica nell’atmosfera siamo già in una fase irreversibile” ha precisato Mercalli “da qui alla fine del secolo possiamo solo scegliere se far salire le temperature medie di altri 2 C° oppure di altri 5. Se l’umanità non prenderà alcun provvedimento fra un centinaio di anni la situazione sarà catastrofica”.
I segnali positivi ci sono, ma sono comunque ancora insufficienti ed occasionali. Uno di questi è riferito al buco dell’ozono, uno degli argomenti legati ai problemi del globo terrestre da anni di dominio pubblico; “se si continuerà a rispettare il protocollo di Montreal del 1988 che proibisce l’uso di gas CFC (clorofluorocarburi)” spiega Mercalli “è molto probabile che nel giro di 50/60 anni il buco dell’ozono si chiuderà”. Ciò è solo un piccolissimo passo se si prende in esame la situazione globale; “esiste uno squilibrio del ciclo dell’azoto che compromette la biosfera ed anche quello del fosforo ristagna in una situazione precaria per colpa dei fertilizzanti e dei detergenti. 
