Alessandria “città immobile verso l’ambiente”
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Marco Caneva - marco.caneva@alessandrianews.it  
28 Ottobre 2014
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Alessandria “città immobile verso l’ambiente”

Presentata la XXI edizione di Ecosistema Urbano, il rapporto di Legambiente sulle performance ambientali dei comuni capoluogo. Alessandria e Torino le peggiori del Piemonte, penalizzate dallo smog. Lombardi: “finchè non rientriamo nel patto di stabilità non possiamo passare ai progetti”

Presentata la XXI edizione di Ecosistema Urbano, il rapporto di Legambiente sulle performance ambientali dei comuni capoluogo. Alessandria e Torino le peggiori del Piemonte, penalizzate dallo smog. Lombardi: ?finchè non rientriamo nel patto di stabilità non possiamo passare ai progetti?

SOCIETA’ – “Il quadro che emerge dalla nuova edizione di Ecosistema Urbano non è rassicurante: le nostre città sulle politiche ambientali procedono a passo di lumaca e le criticità registrate nelle precedenti edizioni sono purtroppo confermate” ha dichiarato Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta dopo la presentazione a Torino dei dati della XXI edizione di Ecosistema Urbano, il rapporto di Legambiente sulla vivibilità ambientale dei comuni capoluogo italiani, realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore.

Le situazioni più critiche restano quelle dell’inquinamento dell’aria, specie da particolato e biossido di azoto, migliori invece gli indicatori sulle perdite della rete idrica e la depurazione delle acque. Nella classifica generale Alessandria è al 67° posto sui 104 capoluoghi italiani, Torino all’86° mentre gli altri comuni piemontesi si posizionano in maggior parte sopra la media italiana pari a 49 punti sui 100 di una ipotetica città ideale. Ai vertici della classifica nazionale, con 85 punti, si trova Verbania.

“Emerge chiaramente che il primo ingrediente che viene a mancare è una strategia complessiva, una visione di futuro a medio e lungo termine verso cui tendere. Spesso le amministrazioni lavorano bene su un settore e male su un altro, in modo contraddittorio, per compartimenti stagni. Di pari passo anche la direzione intrapresa dal Governo non va nella direzione giusta: sono drammatici i segnali che arrivano dal decreto Sblocca Italia riguardo le politiche ambientali e questo certamente ricade negativamente sulle Regioni, a cui vengono tolti poteri, e sulle città, a partire dal tema dei trasporti, dove si continua ad investire su strade e autostrade e in pochissimi casi per qualche intervento sulle ferrovie e vengono completamente a mancare risorse per l’acquisto di autobus e treni per i pendolari” dice ancora Dovana.

Sulla classifica di Ecosistema Urbano interviene anche Claudio Lombardi, assessore comunale all’Ambiente: “sono sostanzialmente d’accordo con Legambiente sulla condizione di immobilità che riguarda anche la nostra città. Ci siamo dovuti concentrare sul risanamento finanziario e siamo vicini al rientro nel patto di stabilità. Per ora non possiamo passare alla fase progettuale ma da marzo del prossimo anno, dopo il consuntivo 2014, ci sarà qualche risorsa in più. Allo stato attuale la situazione è uguale agli anni precedenti. Tra pochi giorni però saranno in circolazione nuovi autobus meno inquinanti”.

Quest’anno sono 18 gli indicatori selezionati per confrontare tra loro i 104 capoluoghi di provincia italiani: tre indici sulla qualità dell’aria (concentrazioni di polveri sottili, biossido di azoto e ozono), tre sulla gestione delle acque (consumi, dispersione della rete e depurazione), due sui rifiuti (produzione e raccolta differenziata), due sul trasporto pubblico (il primo sull’offerta, il secondo sull’uso che ne fa la popolazione), cinque sulla mobilità (tasso di motorizzazione auto e moto, modale share, indice di ciclabilità e isole pedonali), uno sull’incidentalità stradale, due sull’energia (consumi e diffusione rinnovabili).

A dominare la classifica nazionale è Verbania che supera l’85% dei punti e lo fa principalmente collezionando buone performance negli indicatori più significativi del rapporto. La situazione della qualità dell’aria resta critica nel resto del Piemonte. Prendendo in considerazione gli sforamenti annui del limite di 50 mg/mc previsto per il pm10 e da non superare per più di 35 giorni l’anno, a fine 2013 spiccano Torino con 91 superamenti, Alessandria con 88 e Vercelli con 86. Alessandria risulta essere tra la città peggiori per la concentrazione di pm10. “Qui le politiche urbane sulla mobilità, uno tra i principali fattori di pressione sulla qualità dell’aria, non sembrano ancora portare i risultati sperati. I dati sugli spostamenti in auto e moto, supportati da un tasso di motorizzazione ancora in leggero aumento, mostrano come la diffusione sistematica della mobilità muova, piedi e bici integrati con trasporto pubblico efficiente. sia una realtà ancora lontana” dicono ancora da Legambiente Piemonte. Lombardi sottolinea però che i valori di concentrazione massima di pm10 non sono rappresentativi della situazione generale della città: “per la qualità dell’aria è importante costruire parcheggi in periferia in modo da ridurre il traffico in centro. Questi sono però interventi strutturali e servono tempo e denaro. È in gestazione un piano di mobilità che riguarda anche i sobborghi come Spinetta”.

Continua a risentire della congiuntura economica negativa la produzione di rifiuti. Nel 2013 la produzione pro capite scende a una media nazionale di 541 kg/abitante (-3,4% rispetto all’anno precedente), mentre la raccolta differenziata arriva al 40,8% (+3,9%).  A fronte di un terzo dei comuni che non raggiunge nemmeno quell’obiettivo del 35% previsto per il 2006, ve ne sono altrettanti che superano abbondantemente il 50%. Tra questi spiccano Verbania, Novara e Vercelli che hanno superato l’obiettivo di legge del 65%, ponendo le basi per lo sviluppo di un’economia circolare basata sul riciclo e riuso delle risorse che è una dei pilastri fondamentali dell’agenda europea per il 2020. Da segnalare in particolare il caso di Vercelli che nel giro di pochi anni, da fanalino di coda ha raggiunto a fine 2013 il 68,4% di raccolta differenziata. Alessandria realizza il 47,1% di rifiuti differenziati sul totale di quelli prodotti. Per l’assessore all’Ambiente “servono interventi sul ciclo rifiuti. Il boom di Vercelli è stato realizzato grazie al passaggio alla raccolta domiciliare, ma per Alessandria anche in questo caso bisogna aspettare di stabilizzare la situazione societaria di Amiu e Aral”.

“A livello generale bisogna poi sottolineare l’effetto negativo dei tagli dei trasferimenti dallo Stato alla Regione e di conseguenza al comune. Concordo anche in questo caso con Legambiente per le decisioni in materia ambientale del decreto Sbocca Italia che taglia le deleghe alla Regione per assegnarle allo Stato”.

Qui il report completo Ecosistema Urbano 2014

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