Villa del Foro, il museo che non c’è (ma restano i cartelli)
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Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it  
24 Ottobre 2014
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Villa del Foro, il museo che non c’è (ma restano i cartelli)

I reperti dell'area archeologica di Villa del Foro sparsi tra l'ex ospedale militare, la scuola Straneo e Torino. Il museo, aperto nel 2004, è chiuso dal 2011: “impensabile un nuovo museo al momento”. La Soms, unica realtà rimasta attiva, chiede interventi urgenti di messa in sicurezza dei locali un tempo adibiti al museo (ex scuola) e la realizzazione di un percorso verde nell'area archeologica

I reperti dell'area archeologica di Villa del Foro sparsi tra l'ex ospedale militare, la scuola Straneo e Torino. Il museo, aperto nel 2004, è chiuso dal 2011: ?impensabile un nuovo museo al momento?. La Soms, unica realtà rimasta attiva, chiede interventi urgenti di messa in sicurezza dei locali un tempo adibiti al museo (ex scuola) e la realizzazione di un percorso verde nell'area archeologica

ALESSANDRIA – Storie di ordinario decadimento nell’era della crisi e del dissesto. La vicenda del museo a area archeologica di Villa del Foro (Forum Fulvii), e del sobborgo, è davvero esemplare. Se ne è parlato nel corso di una commissione cultura, convocata dal presidente Renzo Penna per fare il punto della situazione e per avanzare qualche ipotesi di “recupero”.
La vicenda la sintetizzano gli assessori Maria Teresa Gotta e Vittoria Oneto: la scuola del sobborgo chiude circa 30 anni fa per la diminuzione della popolazione scolastica (tra il 2011eil 2014 sono nati a Villa del Foro 14 bambini). Nell’edificio trovano casa la Soms, l’ambulatorio medico, il seggio elettorale.
Nel 2004 apre il Museo che ospita una serie di oggetti, alcuni anche di pregio, dell’epoca etrusca e nasce, qualche anno dopo, il progetto “Dagli Etruschi a San Baudolino” proposto dalla giunta Fabbio che ottiene anche un finanziamento di 62 mila euro, pare mai utilizzati. Contemporaneamente all’apertura del Museo il comune acquisisce un’area da un privato dove la Sovrintendenza ai beni archeologici avvia una serie di scavi che portano alla luce importanti reperti. L’area viene delimitata e segnalata con cartelli. Il realtà il museo non decollerà mai, anche per mancanza di promozione e di strategie. Questo, almeno, è quanto comunica la Sovrintendenza al comune di Alessandria in una lettera datata dicembre 2010 e, pertanto, viene deciso di chiudere e ricoprire tutto.
Una parte dei reperti viene ospitata nell’ex ospedale militare, un’altra nei locali della scuola Straneo. I reperti più piccoli vengono dirottati a Torino e sono, attualmente, oggetto di studio. Nel frattempo il nucleo archeologico dei Carabinieri effettua alcuni sopralluoghi dove sono conservati (o meglio accatastati) i reperti e riscontra irregolarità per l’inadeguatezza degli spazi di conservazione.
Intanto anche lo stabile delle ex scuole del sobborgo cadono nell’oblio: chiude l’ambulatorio e il seggio elettorale, spostato negli spogliatoi del campo sportivo, e le poste. Resta la Soms, ormai ultimo punto di riferimento per il quartiere.
Oggi la Sovrintendenza farà un nuovo sopralluogo per verificare come è lo stato di conservazione dei reperti rimasti ad Alessandria. “Abbiamo pensato a luoghi alternativi, ma non ce ne sono di adeguati – spiega l’assessore Oneto – L’alternativa potrebbe essere quella di realizzare un deposito vero e proprio nell’ex ospedale militare, nella chiesa di San Francesco, ma le risorse non ci sono. C’era un progetto di fattibilità, un bel progetto, però irrealizzabile”. Il Comune, oggi, davanti alla Sovrintende tenterà la carta del “tamponamento provvisorio”, ossia almeno lo spostamento del quadro elettrico, per rendere indipendente l’accesso all’area di deposito dal resto del complesso.
Impensabile, a maggior ragione, puntare ad un nuovo museo. “Il nostro obiettivo – prosegue Oneto – è quello di realizzare una estemporanea, nel 2016, ed una pubblicazione, per rendere fruibile alla città un patrimonio comunque importante”.
Andrea Villa, presidente della Soms di Villa del Foro, tende la mano e lancia qualche idea. Intanto quella di mettere in sicurezza le ex scuole: “era stato rifatto recentemente il tetto, ma ci sono infiltrazioni. Occorrerebbe almeno rendere sicuro il cortile, affinchè non ci siano rischi per chi vi entra. Da parte nostra siamo pronti a mettere a disposizione i nostri locali per far tornare l’ambulatorio medico, visto che la popolazione è prevalentemente anziana e non ci sono neppure più i collegamenti pubblici, salvo un servizio concordato con Arfea, e il seggio elettorale”.
Villa propone, poi, di realizzare un percorso verde, pedonabile, nell’area degli scavi, e di realizzare almeno una mostra fotografica che testimoni i lavori fatti “per non perdere almeno la memoria di quanto realizzato”.
“Intanto garantiamo l’attenzione sulla questione”, risponde Oneto. A costo zero. E a togliere i cartelli che ancora indicano il Museo che non c’è.
“Piange il cuore che si spenderanno 1milione e 700 mila euro per una pista ciclabile, quando si potrebbe invece recuperare un patrimonio storico importante”, commentano a lato i consiglieri Cinque stelle Andrea Cammalleri e Angelo Malerba.
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