Emergenza casa: impossibile fare di più?
Siamo stati in via Brodolini dove il Movimento per la Casa ha aiutato 12 famiglie a occupare altrettanti appartamenti del Demanio Militare vuoti ormai da 15 anni: la situazione è lennesimo fallimento della politica e rischia di innescare tensioni con chi attende unassegnazione regolare. Possibile che non si riesca a fare meglio di così?
Siamo stati in via Brodolini dove il Movimento per la Casa ha aiutato 12 famiglie a occupare altrettanti appartamenti del Demanio Militare vuoti ormai da 15 anni: la situazione è l?ennesimo fallimento della politica e rischia di innescare tensioni con chi attende un?assegnazione regolare. Possibile che non si riesca a fare meglio di così?
ALESSANDRIA – Via Brodolini è a un estremo della città: posta a pochi passi dall’Accademia di Polizia è praticamente uno spartiacque fra l’ultimo grande quartiere cittadino a sud, il Cristo, e la fine di Alessandria. Questa collocazione rischia oggi di diventare anche un limite simbolico importante, una soglia pericolosa che certifica l’incapacità dell’Amministrazione di gestire alcune delle emergenze più scottanti in città. Ecco il racconto di quanto sta accadendo lì.
Fra palazzi a schiera, un complesso di case popolari e appartamenti ex Poste italiane poi riscattati dagli inquilini, esistono anche tre stabili di proprietà del Demanio Militare, costruiti per ospitare personale militare ma rimasti sostanzialmente vuoti per quasi tutta la loro storia: il 50, il 52 e il 54. Le famiglie seguite in questi anni dal Movimento per la Casa, con l’aiuto degli attivisti, sabato hanno occupato 12 appartamenti, tutti collocati al civico 50 e 54 (2 appartamenti per ognuno dei 3 piani di ciascuno stabile). Nel mezzo il palazzo 52, rimasto con una sola famiglia che vive lì da tempo, circondata da appartamenti vuoti. Stiamo parlando di edifici costruiti una ventina di anni fa e rimasti deserti ormai da più di 10 anni. In passato è stata fatta un’asta per provare a venderli, andata deserta. Da allora sono rimasti lungamente vuoti. La galleria fotografica allegata mostra l’ottimo stato di conservazione dei due stabili, sempre manutenuti con regolarità nel corso degli anni dal Demanio Militare, che ha semplicemente il compito di mantenere il patrimonio immobiliare in buone condizioni, senza poter procedere ad assegnazioni, visto che le caserme in città sono ormai dismesse e la presenza di esponenti dell’esercito fortemente ridimensionata.

Tutti si dichiarano disponibili ora a pagare un affitto equiparato a quello di chi ha ricevuto l’assegnazione in una casa popolare, a patto di essere regolarizzati. Stanno portando mobili, arredi, vestiti e sembrano davvero intenzionati a stabilirsi lì. C’è chi sta dando il bianco, chi fa piccoli lavori di manutenzione dell’impianto idraulico, chi allestisce la camera da letto. Gli appartamenti sono praticamente perfetti e alcuni hanno già perfino i lampadari. “Speriamo di poter trovare presto il modo per ultimare gli allacciamenti con le utenze” – ci raccontano (che però il Decreto sulla Casa del ministro Lupi ha reso in teoria impossibili per chi non ha un regolare contratto d’affito da mostrare ndr).

“Dopo le precedenti occupazioni con l’Amministrazione si sono aperti tavoli di trattativa e ci sono state fatte promesse, poi però mai mantenute. Ora le case le abbiamo trovate noi, a dimostrazione che gli spazi, se c’è la volontà, ci sono. Ci è bastata una visura camerale per sapere chi fosse il proprietario e una piccola indagine per capire che fossero vuoti da lungo tempo e senza una destinazione assegnata. E’ insopportabile avere spazi inutilizzati del genere in città e famiglie in mezzo alla strada al freddo” spiegano i ragazzi del Movimento.

L’Amministrazione, da parte sua, per voce del sindaco Rita Rossa, commenta: “non abbiamo alcuna intenzione di fare accordi con chi si muove nell’illegalità, scegliendo vie come quelle dell’occupazione. Non eravamo a conoscenza della presenza di questi appartamenti e speriamo venga fatta presto una richiesta da parte del Prefetto per ottenerli dal Demanio Militare in commodato d’uso gratuito. Va però da sé che, qualora venissero concessi con questa modalità, verrebbero utilizzati per procedere con le regolari assegnazioni di chi aspetta un alloggio nelle liste dell’emergenza abitativa e non andrebbero comunque lasciati a chi decide di fare di testa propria, ledendo i diritti di chi dimostra di rispettare le regole”.