“Culture alla sbarra”; i limiti nella riflessione e il rispetto reciproco
Quali sono i principi che un buon giudice dovrebbe adottare in una società sempre più multietnica nei casi di crimini orientati dai retaggi culturali? Gli avvocati Fulvio Gianaria e Alberto Mittone, ospiti dell'associazione Cultura e Sviluppo, hanno trattato l'argomento nel libro "Culture alla sbarra"
Quali sono i principi che un buon giudice dovrebbe adottare in una società sempre più multietnica nei casi di crimini orientati dai retaggi culturali? Gli avvocati Fulvio Gianaria e Alberto Mittone, ospiti dell'associazione Cultura e Sviluppo, hanno trattato l'argomento nel libro "Culture alla sbarra"

L’associazione Cultura e Sviluppo, giovedì 16, ha invitato i due autori per stimolare qualche riflessione a riguardo anche qui ad Alessandria, città che come tante altre vive ordinariamente il confronto tra culture differenti.
Ad introdurre i due ospiti Piero Monti, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Alessandria, da sempre sensibile a questioni di diritto socio-culturali. L’avvocato Monti spiega che “nel libro si parla di “crimini orientati dalla cultura”, ma questi crimini che tipo di risposta possono avere dallo Stato nel quale vengono introdotti i valori delle diverse etnie? Dobbiamo adottare un principio di laicità massimo, che non riconosce nessuno di questi valori, oppure perseguire un eccessivo rispetto della multiculturalità, per cui, nella sostanza, ognuno può fare quello che ritiene giusto? Certamente un limite può e deve esserci, un limite però che, come scrivono Gianaria e Mittone alla fine del libro, deve essere trovato più con la riflessione che con le certezze”.

L’avvocato fa una necessaria distinzione tra i reati orientati dalla cultura e i reati “per convinzione”. Se nei primi, infatti, non vi è l’intenzione da parte del soggetto di violare di proposito le norme giuridiche del Paese ospitante, i secondi sono contraddistinti dalla volontà di sopraffare le sue regole culturali e giuridiche. Questi fenomeni sociali non devono essere ricondotti soltanto a culture molto lontane da noi, ma spesso sono asimmetrie che si possono riscontrare anche all’interno di una comunità solo apparentemente omogenea. “Nel nostro libro spieghiamo che il rispetto per le differenti culture deve essere totale, fino a quando però determinati comportamenti non vanno a ledere quei valori che la nostra cultura ritiene assolutamente fondamentali”.

La realtà che ci circonda cambia continuamente e ci si trova ciclicamente di fronte a fatti nuovi con i quali è difficile confrontarsi. “Le leggi arrivano sempre con l’affanno, sono in corsa con i tempi ma arrivano sempre ultime e, anche se il giudice ci può assicurare una regola di buon senso, lasciare tutto nelle sue mani comporta dei rischi. Nel libro spieghiamo, infatti, che un buon giudice, di questi tempi, deve essere accostato da esperti che lo aiutino a cogliere con più facilità le differenze culturali che entrano in ballo in determinati procedimenti. Nella realtà dei fatti, comunque” conclude Mittone “riteniamo che una della nozioni più importanti e decisive, aldilà della fondamentatlità dei valori, sia il rispetto reciproco dell’uno verso l’altro”.