Nozze gay all’estero, Rossa: “pronta a registrarle”
Il primo cittadino di Alessandria si schiera con i tanti sindaci che hanno intenzione di disobbedire alla circolare del ministro dellInterno Angelino Alfano
Il primo cittadino di Alessandria si schiera con i tanti sindaci che hanno intenzione di disobbedire alla circolare del ministro dellInterno Angelino Alfano
ALESSANDRIA – Sullo “scontro” istituzionale in corso fra il ministro dell’Interno Angelino Alfano e i sindaci di tante città italiane (Bologna e Milano in testa), prende posizione anche Rita Rossa, primo cittadino di Alessandria.
La questione al centro del dibattito è quella relativa alla possibilità da parte dei sindaci di registrare le nozze avvenute all’estero, nei Paesi che lo consentono, fra persone dello stesso sesso, esattamente come già avviene per le coppie eterosessuali. Nei giorni scorsi una nota del ministro Alfano intimava di disconoscere la possibilità di registrare tali unioni, ma tanti sindaci sono intenzionati a opporsi e a proseguire comunque con la ratifica di tutti i matrimoni, a prescindere dal sesso dei contraenti.
A queste voci, da oggi, c’è anche quella del primo cittadino di Alessandria, che fa sapere: “in città per ora non ci stati casi del genere, ma se se ne presentasse uno non mi farei problemi a gestirlo come qualsiasi altro matrimonio. Qualche tempo fa abbiamo istituito il registro delle unioni civili che è già un segnale in questa direzione. Da parte mia non c’è alcuna ritrosia culturale ad accettare quelli che di fatto sono progetti di vita, sebbene iniziati in altri Paesi. La verità è che si tratta in tutto e per tutto di famiglie, e come tali vanno trattate, a prescindere dal sesso e dell’orientamento sessuale di chi le compone”.
A farle eco anche l’assessore alla coesione sociale Mauro Cattaneo, che sottolinea: “la mia posizione credo sia stata molto chiara fin dal principio. In Italia una confusione di questo tipo si verifica perché esiste un vuoto normativo in materia e speriamo che una legge arrivi il prima possibile. Sul piano dei diritti siamo sempre favorevoli a riconoscerne di nuovi specialmente quando non vanno a ledere quelli degli altri ma servono semplicemente a tutelare maggiormente chi ha fatto una scelta di vita chiara, sebbene iniziata all’estero. Speriamo che in futuro sia possibile sposarsi con chi si desidera anche in Italia”.