Emergenza casa: senza soluzioni strutturali si va verso il tracollo
La Commissione politiche sociali (poco partecipata, come hanno sottolineato alcuni operatori) non può far altro che certificare quanto purtroppo è già palese da tempo: cresce la povertà nellex ceto medio, una buona parte degli alessandrini potrebbe essere risucchiata nel baratro degli sfratti. Senza politiche efficaci di sistema restano solo le occupazioni e pericolosissime soluzioni fai da te
La Commissione politiche sociali (poco partecipata, come hanno sottolineato alcuni operatori) non può far altro che certificare quanto purtroppo è già palese da tempo: cresce la povertà nell?ex ceto medio, una buona parte degli alessandrini potrebbe essere risucchiata nel baratro degli sfratti. Senza politiche efficaci di sistema restano solo le occupazioni e pericolosissime ?soluzioni fai da te?
ALESSANDRIA – Non serviva certo una riunione della Commissione politiche sociali per lanciare l’ennesimo allarme sull’emergenza abitativa ormai esplosa in città, ma l’incontro, con l’audizione dei diversi soggetti coinvolti, dai sindacati di categoria all’ATC, passando dai diversi componenti dell’osservatorio sulla povertà, è forse servito, se possibile, per far alzare ulteriormente la preoccupazione. Pochi, tutto sommato, i consiglieri comunali che hanno preso parte all’incontro, e questo dato da solo la dice lunga sulla capacità (e forse persino sulla volontà) della politica di trovare risposte nel breve e nel medio periodo.
La nostra città vive una situazione peculiare rispetto a quella degli altri centri zona, con 150 occupazioni abusive, forse più. Senza risposte strutturali da parte della politica il rischio è quello che ai cittadini non restino che le “autoassegnazioni” degli appartamenti, con tutti i drammi e le inefficienze che una pratica di questo tipo porta con sé. Mentre piovono denunce di una certa gravità per gli attivisti del movimento per la Casa, “rei” di un blitz a Palazzo Rosso in cerca di risposte e di essersi opposti all’ennesimo sfratto per morosità incolpevole tentato in città, i problemi restano in tutta la loro gravità, e le soluzioni proposte sembrano drammaticamente insufficienti, come hanno ricordato anche i sindacati degli inquilini, che da tempo attendono risposte in merito a strategie di intervento più concordate e in grado di far ripartire il mercato privato (con i sostegni necessari) a supporto di prospettive pubbliche ampiamente insufficienti ad arginare il problema.
La povertà sta cambiando, è stato ribadito a più voci, e chi fino a qualche mese fa faceva una vita piuttosto agiata, oggi può essere risucchiato nei gorghi della crisi. La mancanza o la perdita del lavoro non possono infatti che avere, come conseguenza, quella di non essere più in grado di mantenere una casa o di pagarne le utenze. Allo Sportello Casa si rivolgono ogni anno più di 1500 nuclei familiari, e i più a rischio sono le famiglie monogenitoriali con prole, cioè le donne sole con figli minori. Delle oltre 100 domande giunte dall’ultima graduatoria stilata, solamente 19 alloggi sono stati assegnati, dei quali appena 3 realmente consegnati: numeri questi che mostrano tutti gli intoppi di una macchina organizzativa istituzionale che è lontana dal funzionare come sarebbe necessario. Nel mezzo gli operatori sociali, che tentano ogni giorno di mettere toppe in una nave che con l’inverno rischia davvero di affondare.
