Ciclabilità: “una risorsa, non un accessorio”
Tavola rotonda organizzata da Fiab. L'architetto: è necessario riportare le strade ad esssere luogo di incontro. Le proposte degli amicidellebici per una città più vivibile e per ricostruire la storia della bicicletta ad Alessandria
Tavola rotonda organizzata da Fiab. L'architetto: ?è necessario riportare le strade ad esssere luogo di incontro?. Le proposte degli amicidellebici per una città più vivibile e per ricostruire la storia della bicicletta ad Alessandria
ALESSANDRIA – Non poteva che svolgersi nella prima città italiana in cui ha toccato il suolo un mezzo a due ruote Venni, vidi, bici… in bicicletta per una mobilità sostenibile, la tavola rotonda organizzata dagli amicidellebici Fiab in occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile. Paolo Chilin ha illustrato la storia della bici ad Alessandria, città dove nel 1867 Carlo Michel portò dall’Esposizione Internazionale di Parigi il ciclo Michaux, progenitore delle attuali biciclette. E in città nacquero nel 1886 il Circolo Velocipedistico Alessandrino grazie a Carlo Cavanenghi, nel 1890 La Pista, il primo velodromo in terra battuta su cui si tennero gare di livello internazionale. Dunque una vera e propria capitale del ciclismo, “per una storia che è necessario ricucire” dice Chilin.
Claudio Pasero degli amicidellebici ha evidenziato la necessità di effettuare una scelta del tipo di mobilità da favorire tra quella a quattro ruote e quella “dolce” ed ecologica. Gliamicidellebici hanno redatto proposte per una rete ciclabile in città e verso i sobborghi, con l’analisi della situazione e i progetti per superare i punti critici quali il cavalcavia Brigata Ravenna, il ponte Bormida verso Spinetta, il cavalcavia verso San Michele.
“È necessario riportare a strada ad essere spazio pubblico e di incontro – ha detto Valerio Montieri, architetto dell’area tecnica Fiab – la ciclabilità deve essere intesa come risorsa e non come accessorio. Anche in megacity come New York sta nascendo questa coscienza”. Montieri ha illustrato le varie tipologie di soluzioni per strade a misura di bici: la separazione del traffico, ovvero le piste ciclabili in sede propria, la ciclabilità diffusa, vale a dire la condivisione degli spazi, come i percorsi tracciati su strada, e il mix tra le due soluzioni “È però fondamentale che la rete sia capillare, lineare, sicura, continua e comoda se si vuole convincere i cittadini a muoversi sulle due ruote – ha spiegato Montieri – le piste ciclabili sono strade a tutti gli effetti e se finiscono nel nulla o si interrompono sono soldi e spazio sprecati”.
Mauro Cattaneo, assessore all’Innovazione e Coesione Sociale, ha ricordato l’impegno del Comune per ricostruire la storia della bici ad Alessandria e per lanciare iniziative allo scopo di recuperare una cultura delle due ruote.