Aral in vendita “salva” il bilancio di palazzo Rosso
Iniziato ieri, in commissione, l'iter di discussione del bilancio previsionale 2014 e pluriennale 2014-2016. Il "buco" di oltre 1 milione di euro coperto dalla cessione delle quote del Comune in Aral ad Amag. "Vogliamo però vedere il piano industriale"
Iniziato ieri, in commissione, l'iter di discussione del bilancio previsionale 2014 e pluriennale 2014-2016. Il "buco" di oltre 1 milione di euro coperto dalla cessione delle quote del Comune in Aral ad Amag. "Vogliamo però vedere il piano industriale"
ALESSANDRIA – E’ iniziata con toni bassi l’illustrazione bilancio preventivo 2014 e pluriennale 2014-2016 alla commissione bilancio che si è riunita ieri mattina a palazzo Rosso. Nulla che non sia già stato reso noto, perchè deliberato dal consiglio comunale o illustrato nella recente conferenza stampa.
I nodi al pettine, alla fine, sono sempre gli stessi: per chiudere il bilancio di previsione 2014 mancano 1.093 mila euro che la giunta di Rita Rossa conta di attingere dalla cessione delle quote Aral ad Amag.
Aral, come le altre partecipate dal comune, è nella lista dei beni finanziari alienabili. C’è anche lo 0,19% che Alessandria ha nella società Terminal Rivalta e altre partecipazioni piccole o grandi. Tutto in vendita. Tra i beni immobili ci sono invece terreni e fabbricati, quelli che non sono già stati “cartolarizzati” tramite le varie Svial e Valorial.
Una sorta di magazzino, se il paragone può essere quello con un negozio, in vendita, senza che al momento ci siano acquirenti a fare la fila. “In realtà le alienazioni non sono considerate in questo bilancio, a parte Aral”, spiega il ragioniere capo Antonello Zaccone. Che poi, è lo snodo principale, quella che potrebbe salvare il documento contabile, o affossarlo.
La cifra, 1 milione di euro “è la quota minima, il valore nominale. Il valore di cessione potrebbe essere anche superiore. Lo stabiliranno i periti esterni”. L’atto di indirizzo, già approvato in consiglio, indica in Amag l’acquirente. “Non siamo ancora in grado di fare una valutazione economica complessiva – rileva il capogruppo di opposizione Piercarlo Fabbio – in quanto manca un piano industriale per Amag, con una valutazione dei rischi”.
Gli da ragione l’assessore al bilancio Giorgio Abonante. Il piano industriale della multiutility, la futura grande Amag, “è in fase di predisposizione”. Appena sarà disponibile sarà illustrato anche in consiglio comunale, in onore ai principi della trasparenza e partecipazione, promette Abonante. I tempi, però, stringono. Il prossimo 23 settembre scade l’asta per la vendita di Amiu, l’azienda di raccolta rifiuti in liquidazione. Amag dovrebbe presentare un’offerta per dare inizio alla riunificazione della filiera dei rifiuti che si completerà con l’acquisizione di Aral. Tessere di un puzzle che, al momento, nessuno può garantire che combaceranno. 
Stesso risultato per l’atto di indirizzo sulla gara di affidamento del servizio di riscossione tributi prima gestito da Aspal. Con la partecipata in liquidazione, il servizio sarà nuovamente esternalizzato. I consiglieri Ciro Fiorentino, Federazione della Sinsitra, Andrea Camalleri e Domenico Di Filippo, Cinque Stelle, Piercarlo Fabbio ed Emanuele Locci, chiedono che venga garantito (attraverso una clausola sociale, suggerisce Fiorentino) l’assorbimento dei dipendenti Aspal che già si occupavano del servizio. Quella di esternalizzare “è una scelta fatta da molti altri comuni, non c’è nulla di nuovo”, ricorda Abonante. “Andavano comunque valutati altri percorsi”, ribatte Fabbio.
L’assessore al bilancio riprende la parola per illustrare le linee guida individuate nella stesura del bilancio previsionale 2014: “veniamo fuori da due anni di dissesto, non siamo ancora usciti dall’emergenza”, è la sostanza. Sul nuovo bilancio, oltre al “buco” da oltre 1 milione di euro, pesa la prima rata di restituzione del prestito di 11 milioni di euro con il fondo rotativo arrivato, che inciderà per circa 4 milioni di euro. “Abbiamo ridotto la spesa corrente di 20 milioni di euro. Sarebbe un’enorme difficoltà agire ancora sulla riduzione delle spese. Nessuno di noi è appassionato di austerità”. Si adotteranno quattro indirizzi base, partendo dalla “riorganizzazione dell’ente, sia all’interno, sia verso i soggetti esterni”. Al secondo punto la partecipazione e valorizzazione delle funzioni di rappresentanza oltre che di relazione con i cittadini; terzo la creazione di un polo,o un patto pubblico-privato soprattutto nell’ambito socio-culturale; quarto le politiche infrastrutturali, la politica industriale per l’ambiente e l’impresa. La discussione è rinviata di una settimana, alla prossima commissione.