Scandalo case ATC, Ciccaglioni: “facciamo fin troppo”
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Marco Madonia - marco.madonia@alessandrianews.it  
17 Settembre 2014
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Scandalo case ATC, Ciccaglioni: “facciamo fin troppo”

Il presidente dell'Azienda Territoriale per la Casa risponde riguardo alla situazione mostrata in via Gandolfi e allo stato di salute generale del patrimonio immobiliare dell'ente. "Lasciati soli dalle istituzioni a combattere contro le occupazioni abusive, spesso siamo costretti a sostituirci ai servizi sociali, ma non è questo il nostro mestiere"

Il presidente dell'Azienda Territoriale per la Casa risponde riguardo alla situazione mostrata in via Gandolfi e allo stato di salute generale del patrimonio immobiliare dell'ente. "Lasciati soli dalle istituzioni a combattere contro le occupazioni abusive, spesso siamo costretti a sostituirci ai servizi sociali, ma non è questo il nostro mestiere"

ALESSANDRIA – Dopo la nostra denuncia circa la situazione delle case ATC in via Gandolfi, insieme alla presa di posizione del Comune di Alessandria, del tavolo sull’emergenza povertà e del presidente del Cissaca Mauro Buzzi rispetto alle immagini agghiaccinti mostrate, non si è fatta attendere anche la risposta del Presidente ATC Piervittorio Ciccaglioni, che ha colto l’occasione per fare il punto sulla questione delle occupazioni abusive degli stabili e rispondere ai diversi temi affrontati nell’articolo. 

Ecco di seguito la sua considerazioni. 

“L’occupazione abusiva è una scorciatoia non più percorribile, un vicolo cieco nel quale si annidano piazzisti senza alcun rispetto per il diritto, un’intollerabile violazione alle regole costituite, un insulto alle persone e alle famiglie oneste che pazientemente attendono di vedere riconosciuti i loro sacrosanti diritti e che puntualmente vengono discriminati: legalità, diritto e credibilità sono pertanto minati dalle occupazioni del nostro patrimonio. Questi fenomeni sono quadruplicati negli ultimi due anni, conseguenza certo della disperazione sociale di sempre più nuclei familiari, ma anche della totale assenza di mezzi di contrasto da parte delle istituzioni preposte. Il fenomeno che certamente sottintende a quanto avviene in città è sintomo di un’organizzazione delinquenziale, vista anche la puntualità con la quale avvengono le occupazioni. Oltre agli effetti avvilenti nei confronti di quanti rispettano le regole e vengono calpestati, non bisogna dimenticare il danno economico che questi episodi di occupazione abusiva portano al nostro patrimonio immobiliare: circa 300 mila euro all’anno. Quello delle occupazioni abusive è un fenomeno da combattere e scoraggiare con ogni mezzo, ma nel quale siamo stati lasciati soli: se gli operatori sociali facessero il proprio mestiere, per esempio sottraendo i minori alle famiglie che compiono questo reato, sarebbe più facile rientrare in possesso degli stabili. Oggi invece basta avere un minore con sé che diventa quasi impossibile liberare un appartamento occupato abusivamente. Al massimo la magistratura commina una multa, ma senza ripristinare la legalità”

Su quanto nello specifico riportato dall’articolo, ecco le note, punto per punto, del presidente Ciccaglioni: “E’ materialmente impossibile per l’ATC controllare continuamente se nelle proprie abitazioni siano presenti siringhe o meno, quel che è certo è che non è l’ATC a metterle lì. Se tutti facessero il proprio dovere le cose andrebbero diversamente. Noi teniamo un conteggio preciso dei nostri stabili e posso dire che circa il 30% degli inquilini di ATC ad oggi non paga regolarmente l’affitto. Noi di fatto ci siamo sostituiti ad alcuni dei compiti che spetterebbero ai servizi sociali. Molti di questi lo fanno perché morosi incolpevoli, e facciamo il possibile per venire loro incontro. Altri invece sono dei delinquenti che segnaliamo, ma non possiamo ovviamente andare oltre sostituendoci anche alle Forze dell’Ordine. Non è vero che quell’appartamento in via Gandolfi è stato più volte segnalato dagli inquilini, anche perché per entrarci, sebbene la porta sia stata rotta, dovrebbero comunque commettere una violazione di domicilio. Relativamente alle altre storie raccontate nel pezzo, mi sembra giusto sottolineare che la famiglia che ha ricevuto la notifica di sfratto ha sì pagato gli arretrati mediante bollettini (ma non l’intero importo di quanto deve, solamente una parte) ma ha continuato a non pagare regolarmente l’affitto. Siamo a conoscenza delle difficoltà, e sono il primo a essere disponibile a organizzare iniziative di solidarietà e raccolta fondi, come già avvenuto in passato. Ad oggi però è impossibile per noi agire diversamente, altrimenti saremmo passibili di denuncia per omissione di atto d’ufficio. Si è parlato di quel caso specifico, ma situazioni di questo tipo per noi sono purtroppo all’ordine del giorno. Per quel che riguarda poi le richieste di inquilini per sanare le proprie situazioni, o per essere spostati in alloggi più piccoli dove poter pagare meno, questo viene fatto quando è possibile. Per essere spostati di casa occorre aver pagato tutti i debiti relativi alla casa precedente: se così non fosse ci troveremmo ad avere di fatto due case assegnate al medesimo nucleo familiare, e debiti ulteriori che si moltiplicherebbero. In ultimo, già tempo fa abbiamo girato al Cissaca la richiesta di liberare lo stabile che abbiamo dato in concessione ai tempi di Habital. Saremo felici di riprenderlo per metterlo a disposizione di una famiglia quando ci verrà data una risposta. 

La verità è che in ambito nazionale siamo tra i più virtuosi d’Italia, dati alla mano. Si può sempre fare di più ma il nostro è un ente virtuoso, che va avanti a costruire edifici e a migliorare la qualità delle case nonostante i pesanti debiti che le istituzioni hanno nei nostri confronti, prima fra tutte il Comune di Alessandria”.

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