Mauro Buzzi: “l’ATC non ha un vero controllo del proprio patrimonio immobiliare”
Il presidente del Cissaca, Mauro Buzzi, non risparmia stoccate all'ATC dopo il servizio sulle condizioni di alcuni appartamenti in via Gandolfi: "se l'ATC avesse risparmiato qualcosa dalle spese per la propria sede, chissà quanti appartamenti avrebbe potuto sistemare. Servono risposte condivise e che vadano nella stessa direzione"
Il presidente del Cissaca, Mauro Buzzi, non risparmia stoccate all'ATC dopo il servizio sulle condizioni di alcuni appartamenti in via Gandolfi: "se l'ATC avesse risparmiato qualcosa dalle spese per la propria sede, chissà quanti appartamenti avrebbe potuto sistemare. Servono risposte condivise e che vadano nella stessa direzione"
ALESSANDRIA – Mauro Buzzi, presidente del CISSACA, il Consorzio di Servizi Socio – Assistenziali che serve il bacino dell’alessandrino, risponde in merito allo scandalo delle condizioni igienico – sanitarie mostrate in via Gandolfi, in un alloggio dell’ATC, e alle altre storie presentate nel corso di quel servizio: “il compito di tutti i diversi operatori del sociale è quello di dare sostegno alle persone in difficoltà, e da questo punto di vista l’Azienda Territoriale per la Casa non deve fare eccezione. Chi guida l’ATC non deve fare l’amministratore di condomino o il costruttore di palazzi, la sua funzione principale è quella di trovare soluzioni abitative per chi non ha la forza di rivolgersi al libero mercato. L’Azienta territoriale non può pertanto chiamarsi fuori dal compito che va svolto insieme ai servizi sociali e al comune. Forse in passato è stato sottovalutato l’impatto che la crisi in atto avrebbe potuto avere, specie nel bacino piemontese. Non è un caso che ora il Presidente Chiamparino e l’assessore Ferrari lavorino a un’integrazione fra le politiche sociali e quelle della casa”.
“La situazione specifica del Cissaca – ha sottolineato il presidente Buzzi – è quella di sostegno alle persone in difficoltà anche con contributi per pagare le bollette, per non vedersi staccare la luce o il riscaldamento. Ma i tagli sul welfare sono sempre più importanti e non può essere un solo soggetto a farsi carico di certe situazioni. Ascoltare alcune parole da parte del presidente Ciccaglioni dispiace anche alla luce del suo precedente ruolo all’interno del consiglio direttivo del Cissaca. Compito dei servizi non è quello di fare da Carabinieri e denunciare persone (con tutto il rispetto per il ruolo della Benemerita), ma sostenere chi si trova in difficoltà. Al nostro interno ho rilevato le difficoltà che le nostre assistenti sociali hanno a intervenire nelle situazioni di sfratto, ma ci tengo a sottolineare che il loro ruolo non è quello di togliere i bambini alle famiglie, ma di tutelare loro e le famiglie, cercando soluzioni che proteggano il più possibile il nucleo familiare. Le difficoltà esistono e sono molte, anche legate a una burocrazia che spesso vincola e soffoca le possibilità, già complesse, di intervento. Chi però conosce bene questi ambienti sa che non è vero che non esistono appartamenti disponibili, vuoti o che non potrebbero essere meglio utilizzati per aiutare le famiglie. La sensazione è che l’Atc non abbia pieno controllo sulla propria situazione immobiliare ed è bene che questa situazione finisca. All’Osservatorio sulle povertà che è stato costituito l’Atc non partecipa, sebbene sia stata più volte invitata a farlo, e questo è un segnale. Ognuno può dare il suo contributo, ma gli interventi funzionano, specie in una situazione di crisi come quella attuale, solamente se si va tutti nella medesima direzione. D’altronde, basta osservare la ristrutturazione che è stata operata alla sede dell’ATC e le spese per il rinnovo dei locali per capire alcune cose: mi chiedo quanti alloggi si sarebbe potuti sistemare in città risparmio qualcosa da quelle spese”.