Spinetta: cosa è successo il 10 luglio?
La commissione Ambiente e Territorio si è riunita a Spinetta Marengo per raccontare di quello che è successo nella notte tra il 9 e il 10 luglio, quando una colonna di fumo si è alzata dallo stabilimento Solvay. Lombardi: "La trasparenza è un diritto". Malerba: "Perché l'azienda non investe nella comunicazione al cittadino?"
La commissione Ambiente e Territorio si è riunita a Spinetta Marengo per raccontare di quello che è successo nella notte tra il 9 e il 10 luglio, quando una colonna di fumo si è alzata dallo stabilimento Solvay. Lombardi: "La trasparenza è un diritto". Malerba: "Perché l'azienda non investe nella comunicazione al cittadino?"
ALESSANDRIA – Cosa è successo, nella notte del 10 luglio scorso, nello stabilimento Solvay di Spinetta Marengo? A chiederselo sono i consiglieri comunali della commissione Ambiente e Territorio, che si è riunita ieri mattina, lunedì 15 settembre, proprio per fare chiarezza sugli avvenimenti di quella notte. “Siamo qui oggi – ha esordito il presidente della commissione, Daniele Coloris – per parlare di quello che è successo il 10 luglio scorso, oltre che per sollevare alcune problematiche legate alla Fraschetta in generale, a Spinetta in particolare, con un’attenzione specifica alla necessità di maggiore comunicazione”.
“Che Spinetta sia legata al polo chimico – spiega l’assessore all’ambiente, Claudio Lombardi – è innegabile. E ben venga la connessione, a patto che ci sia anche un diritto alla trasparenza. Rivediamo i fatti accaduti quella notte: sono circa le 2.15 quando un abitante del paese vede una densa nube di fumo ed alcune fiamme sollevarsi dalla fabbrica. Spaventato, allerta chi di competenza. La Solvay avvisa nella tarda mattinata seguente la dottoressa Sinelli, responsabile della protezione Civile per il Comune, e comunica con una nota l’andamento dei fatti nel pomeriggio. Di comune accordo, la dottoressa Sinelli e l’ingegner Neri richiedono alla Solvay una nota con una spiegazione più dettagliata. La risposta arriva il 18 agosto”.
“Mi è stato spiegato – chiarisce Cristina Sinelli – che si era trattato di un’anomalia di processo, risolto senza che fosse necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco. Essendo un incidente avvenuto in fase di attenzione, non era necessaria la comunicazione alle autorità, anche se esiste un accordo tra azienda e Comune per far sì che l’Amministrazione venga aggiornata anche in questi casi. La relazione del 18 agosto, poi – continua – ha spiegato come l’incidente abbia portato ad azioni correttive e ad analisi dei rischi legati alle colonne. Sono previsti 12 punti, provvedimenti che Solvay metterà in atto per evitare simili incidenti”.
“Vorremmo però capire – chiede Franco Armosino, Filctem Cgil – cosa sia successo dalle 21.40, quando qualcosa inizia ad andare storto, alle 2.15, quando effettivamente il problema si verifica. Nessuna relazione, nemmeno quella del 18 agosto, lo spiega e viene spontaneo domandarsi perché questo lasso di tempo non sia servito a far sì che qualcuno notasse che qualcosa non andava. Non sarebbe meglio che il Comune avesse una figura tecnica capace di valutare gli impianti e cosa succede in questi casi?“. 
“Mi sembra – aggiunge il consigliere Domenico Di Filippo, M5S – che si sia troppo sul tecnico e troppo poco sul politico: dopo due mesi ancora non si capisce cosa sia successo e francamente sono spaventato di come ci si possa fidare di un piano che risale al 2003. In questi due anni non potevamo creare un piano di sicurezza più recente?” “E in quanto ai soldi necessari per la comunicazione alla popolazione – prosegue Angelo Malerba, M5S – non sarebbe possibile un accordo con la Solvay, che ha ricadute sul territorio e che potrebbe, così, partecipare alla sua tutela? Spinetta è un paese stressato ed infelice: noi non ce l’abbiamo con la fabbrica, ma è brutto che chi decide sia anche il controllore. Un investimento dell’azienda in questo senso, insomma, sarebbe un bel segnale…”.