L’Alessandria che non t’aspetti
Tantissimi di voi hanno raccolto la sfida provando a raccontare cosha di speciale Alessandria, al di là dei suoi problemi, e perché può essere considerata la città ideale nella quale vivere. Ecco cosa ci avete risposto e perché
Tantissimi di voi hanno raccolto la sfida provando a raccontare cos?ha di speciale Alessandria, al di là dei suoi problemi, e perché può essere considerata la città ideale nella quale vivere. Ecco cosa ci avete risposto e perché
ALESSANDRIA – Quando abbiamo pensato all’articolo “Alessandria: la migliore città nella quale vivere” nutrivamo la speranza che la nostra piccola provocazione potesse servire ad aprire un dialogo con i nostri lettori, e soprattutto “fra” i nostri lettori, sulle ragioni che ci possono spingere ad amare o meno la città. Nessuno nega i problemi di Alessandria, e tanti lettori li hanno ricordati con i loro commenti, sia nell’articolo originale che nelle decine di discussioni collegate che si sono sviluppate sui social network. Quello che non ci aspettavamo, e che condividiamo volentieri sperando che aiuti anche altri a riflettere, è l’amore vero che tantissimi di voi hanno espresso per la nostra grigia e bistrattata città. L’idea iniziale era quella di dare spazio a chi avesse voluto presentare il proprio decalogo sulle qualità di Alessandria, ma vista la mole di spunti che ci avete recapitato in redazione l’impresa si è presto presentata di difficile attuazione. Quasi mille di voi hanno deciso di condividere l’articolo sulla propria bacheca di Facebook, generando un torrente infinito di messaggi e discussioni che non ha ancora terminato di alimentarsi.
Vediamo insieme di raccogliere comunque le idee e di raccontarvi, almeno per sommi capi, cosa è emerso della vostre risposte:
1) Chi è nato ad Alessandria la considera in ogni caso la propria città, e sente di solito un legame forte, e spesso indissolubile, con essa. La si critica, è vero, ma perché la si ama e si soffre a vederla molto lontana dagli standard qualitativi che potrebbe raggiungere
2) Non è tanto un problema di amministrazione, quanto di “amministrazioni”. Pare ci sia un certo accordo sul fatto che la città abbia vissuto una remota età dell’oro in cui le cose funzionavamo bene, le persone erano più educate, il traffico non esisteva, la vivibilità generale era superiore. Poi si è assistito a un lento declino, ma sulle cause di questa degenerazione, e su quando e con chi sia iniziata, le idee dei nostri lettori si fanno più variegate
3) Anche chi viene da fuori trova lati piacevoli della città. Alessandria pare essere poco capace di fare una buona impressione iniziale, e tanti di voi, anche provenienti da città straordinarie per storia e tradizioni, sanno apprezzare la tranquillità e le comodità che Lisòndria può offrire, e che si notano meglio giungendo da altri contesti che non vivendo qui da sempre

5) Alcuni problemi della città cambiano a seconda della prospettiva da cui li si guarda: c’è chi trova Alessandria un posto sicuro, accogliente, per nulla “musone”, con tanto verde e tutti i servizi essenziali in ordine e, tutto sommato, a portata di mano
6) Ci si lamenta di Alessandria né più né meno di come sono abituati a fare gli abitanti di qualsiasi città: se è vero che “ogni scarrafone è bello a mamma soja” è anche vero che ogni città, a viverci, dà buone ragioni per parlarne bene o male. Alessandria è meno speciale e unica, da questo punto di vista, di quanto forse tanti alessandrini non credano
7) Se si comincia a fare un elenco delle eccellenze di Alessandria e poi lo si guarda da cima o fondo si potrebbe rimanere davvero stupiti: la Borsalino, la Cittadella, lo splendore del Monferrato a pochi passi da casa sono solo i vostri esempi più frequenti, ma l’elenco è lungo. Il fatto che ci si sorprenda a guardarlo è uno dei problemi della città. Altrove, questo è sicuramente vero, finora hanno saputo valorizzare meglio ciò che hanno, anche quando c’è obiettivamente meno su cui lavorare rispetto ad Alessandria
8) La nebbia, e in generale il clima, non è poi tutto quel gran problema. Anzi, c’è davvero chi la trova affascinante

10) Gli alessandrini sono simpatici: tanti commenti che ci sono giunti sono davvero spassosi, ironici e non possono che strappare un sorriso. Saper scherzare su se stessi e sulla propria città è anche, di solito, sinonimo di intelligenza. E non prendersi sempre troppo sul serio è uno dei segreti, in fondo, per vivere felici.
L’elenco potrebbe proseguire ancora ma la verità è che il dibattito è tutt’altro che chiuso e chiunque può e deve sentirsi libero di contribuire, portando idee, proponendo soluzioni, investendo energie. Tutto si può dire di Alessandria, tranne che abbia cittadini disattenti o indifferenti rispetto a quanto avviene in città. Questo, in ogni caso, è il primo passo e può portare qualche motivo di speranza per il futuro: quando ci si scalda così, quando ci si arrabbia, quando si argomenta, quando si investe tempo per dire la propria e per rispondere ad altri, e lo si fa in migliaia, si sta comunque lanciando un messaggio importante di interesse e sì, forse anche di amore, per Alessandria. Non lasciamo che le difficoltà fiacchino la nostra voglia di impegnarci, collettivamente, perché la nostra città possa essere, un giorno se non proprio oggi, la miglior città nella quale vivere. Su un punto però vi siete dimostrati universalmente d’accordo: non si avrà mai una bella città senza dei cittadini all’altezza.
Coraggio dunque: un nuovo giorno ha inizio ad Alessandria. Sta a noi cominciare a guardarla con occhi diversi e impegnarci perché assomigli un pizzico di più a quella che sogniamo.