L’eterna lotta tra musica e riposo torna a far parlare
Anche in occasione del Capodanno Alessandrino l'eterna diatriba tra sostenitori della musica nei locali e suoi oppositori torna a far discutere. Zaio: "Dev'essere possibile ogni tanto, non tutti i giorni, rendere un pochino più vivace la città e magari sopportare qualche schiamazzo in più"
Anche in occasione del Capodanno Alessandrino l'eterna diatriba tra sostenitori della musica nei locali e suoi oppositori torna a far discutere. Zaio: "Dev'essere possibile ogni tanto, non tutti i giorni, rendere un pochino più vivace la città e magari sopportare qualche schiamazzo in più"
ALESSANDRIA – Théophile Gautier era uno scrittore e giornalista francese che sosteneva che la musica fosse il più caro e il più sgradevole dei rumori. Non sappiamo se il nostro cugino d’oltralpe avesse origini alessandrine, ma ci sono pochi dubbi sul fatto che tanti nostri concittadini si possano dire d’accordo con lui. La scorsa domenica, 31 agosto, durante il Capodanno Alessandrino, un’ulteriore conferma.
Gli animi, in realtà, erano surriscaldati già alla vigilia dell’evento. Sui social rimbalzavano, accanto agli attestati di entusiasmo per la serata, anche le critiche di chi sosteneva che sì, festeggiare è bello, ma il lunedì mattina, al suono della sveglia, non ci sarebbero state giustificazioni per la notte insonne. Insomma, l’eterno dibattito tra il diritto al divertimento e quello al riposo è tornato, come sempre in queste occasioni, sulla cresta dell’onda.
L’Amministrazione Comunale aveva concesso ai locali la deroga al rumore, permettendo alle band e agli artisti di esibirsi fino alle 2, proprio per festeggiare l’evento. Un’idea apprezzata da alcuni, ma decisamente osteggiata da altri. “I locali avevano la cosidetta deroga al rumore fino alle ore 2 – scrive il consigliere comunale Filippo Zaio in Facebook – Mi risulta da più attività commerciali che dopo la mezzanotte abbiano dovuto far cessare di suonare dj e gruppi muiscali, pagati da loro, causa intolleranza di condomini vicini. In alcuni casi sono stati usati anche modi poco consoni per far smettere di suonare“.
Insomma, deroga o no, la musica è finita prima del tempo stabilito (e pagato) dai gestori dei locali. Nella lotta tra il sonno e la musica, gli alessandrini si dividono: “se non fai nulla la città è morta, fai musica due volte all’anno scatta l’esposto“, dice qualcuno, “bisognerebbe far musica una volta a settimana, così ci si abitua”, aggiunge qualcun altro, “stare in una comunità vuol dire accettare di convivere con gli altri. Con tutto quel che comporta”, commenta l’assessore Mauro Cattaneo. “Dev’essere possibile anche ogni tanto, non tutti i giorni, rendere un pochino più vivace la città e magari sopportare qualche schiamazzo in più”, conclude il consigliere comunale Filippo Zaio.
