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L’autunno caldo dei trasporti
Il sindacato Faisa Cisal minaccia uno sciopero di 30 giorni, a partire dal 15 settembre, per Arfea. Atm fa una pausa sulla cassa integrazione e punta sul servizio a chiamata: l'esperimento ha funzionato, intendiamo allargarlo
Il sindacato Faisa Cisal minaccia uno sciopero di 30 giorni, a partire dal 15 settembre, per Arfea. Atm fa una pausa sulla cassa integrazione e punta sul servizio a chiamata: l'esperimento ha funzionato, intendiamo allargarlo
PROVINCIA – Ripresa in salita per il comparto del trasporto pubblico locale. I problemi lasciati sul tappeto a luglio, dopo l’ultimo incontro di enti, aziende e sindacati, davanti al Prefetto ci sono ancora tutti: dai tagli al comparto (il piano varato dalla giunta Cota in Regione Piemonte non è stato, al momento, revocato e ritoccato dalla nuova giunta Chiamparino) alla necessità di una regia comune tra le aziende del territorio. “La situazione non è cambiata – ribadisce Alessandro Porta, segretario provinciale Uil Trasporti – La carenza di liquidità è un problema che attanaglia ancora le aziende. In questi giorni cercheremo in effetti di capire quale sarà l’orientamento a livello regionale”.
Intanto, in Arfea il sindacato Faisa Cisal minaccia uno sciopero lungo un mese, a partire dal 15 settembre, in concomitanza con l’inizio delle scuole. Due le motivazioni alla base della minacciata protesta: il mancato pagamento della quattordicesima, che avrebbe dovuto avvenire entro il 20 luglio e invece “non è arrivato nulla: siamo stati disposti – dice in segretario Luca Tropiano – ad aspettare ancora tutto agosto, ma il mese è finito e ancora non si vedono i soldi”, se non a “rate”; i turni lavorativi, “di 13 o 14 ore che pare l’azienda voglia portare avanti con decisione unilaterale”.
Si tratterebbe una sorta di sciopero bianco: alla scadenza delle 12 ore il personale che aderirà si fermerà.

In Atm, invece, come avevamo anticipato, il braccio di ferro è sull’applicazione della cassa integrazione in deroga, in scadenza questo mese. E’ intenzione dell’amministratore delegato Mauro Bressan chiedere nuovamente una proroga, mai sindacati nicchiano: “come già abbiamo detto a giugno, in occasione del primo rinnovo,che non abbiamo sottoscritto, se si tratta di applicare un ammortizzatore sociale in presenza di un piano industriale va bene, ma se si tratta solo di prendere tempo, non si possono chiedere ulteriori sacrifici ai lavoratori”, ribadisce Porta.
L’azienda deve essere riorganizzata e i margini, anche secondo i sindacati,ci potrebbero anche essere, “ma certi sacrifici devono essere finalizzati ad un rilancio”. Bressan, tra le altre proposte, pensa ad un’estensione del servizio a chiamata. “La sperimentazione del periodo estivo ha dato buoni risultati. Era inevitabile che il mese di agosto si registrasse una scarsa richiesta, ma siamo soddisfatti. E’ nostra intenzione ripeterla, allargandola anche ad altre tratte, anche se ciò comporta una revisione del piano corse”. Attualmente il servizio a chiamata è stato applicato nelle tratte tra il capoluogo, Alessandria, e alcuni sobborghi. Il servizio a chiamata consentirebbe una ottimizzazione dei costi e delle tratte, ma va ben calibrata in base alla richiesta dell’utenza.