Salvare il cimitero? Con Facebook è possibile
Dal gruppo Alessandria - Lisòndria del noto social network un appello corredato da foto sullo stato di degrado di diverse aree del camposanto: lapidi "sepolte" dalle erbacce, animali che girano fra i sepolcri, furti di fiori e vasi. Impossibile fare di più?
Dal gruppo Alessandria - Lisòndria del noto social network un appello corredato da foto sullo stato di degrado di diverse aree del camposanto: lapidi "sepolte" dalle erbacce, animali che girano fra i sepolcri, furti di fiori e vasi. Impossibile fare di più?
ALESSANDRIA – Non solo gli abitanti dei nostri giorni devono fare i conti con le conseguenze del dissesto: pare che in città a farne le spese siano purtroppo anche i nostri concittadini che riposano al Camposanto, e che non hanno neppure il beneficio di farlo fra tombe che ne mantengano il decoro. Questo almeno è quanto pensano tanti concittadini che nel giro di poche ore hanno risposto indignati all’appello lanciato dal gruppo Facebook Alessandria – Lisòndria, nel quale alcuni utenti hanno postato le foto dello stato di degrado di diverse aree del cimitero.
“E’ uno schifo” è forse il commento più ricorrente, alternato ai racconti di chi, andando a trovare il caro defunto, si è trovato purtroppo davanti a lapidi collocate in luoghi che sembrano abbandonati all’incuria: erba alta, lepri e altri animali che scavano fra le tombe, mentre quando piove pozze d’acqua e fango abbondano.
La situazione in realtà, come ricordano molti utenti del social network, non è nuova in città e gli appelli alle diverse amministrazioni che si sono succedute a Palazzo Rosso non sono mai mancati. E’ facile immaginare però che le ristrettezze economiche straordinarie in cui versa attualmente il Comune non possano che peggiorare il problema.
A quanto riferiscono gli utenti a inizio settembre dovrebbe avvenire un nuovo taglio dell’erba, il quarto dall’inizio del 2014, che però, a quanto pare, budget alla mano, potrebbe anche essere l’ultimo fino alla fine dell’anno, con buona pace di coloro (tanti) che a novembre si recheranno a rendere omaggio ai propri cari nel “giorno dei morti”. Basteranno l’appello e l’indignazione dei cittadini sul social network per ottenere maggiore dignità e cura per l’area del cimitero?