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Cassa in deroga, “nessuna certezza”
Il decreto governativo taglia spese della pubblica amministrazione allunga a 11 mesi la possibilità per le Regioni di finanziare la cassa in deroga. Salvi i lavoratori Atm e Aspal? Dipende dalla disponibilità della regione Piemonte. Ma i sindacati non ci mettono la mano sul fuoco
Il decreto governativo ?taglia? spese della pubblica amministrazione allunga a 11 mesi la possibilità per le Regioni di finanziare la cassa in deroga. Salvi i lavoratori Atm e Aspal? ?Dipende dalla disponibilità della regione Piemonte?. Ma i sindacati non ci mettono la mano sul fuoco
LAVORO – La vera doccia fredda arriva a settembre, e non è quella in voga sul web in favore della Sla. Si chiama Cassa integrazione in deroga che, in provincia, riguarda centinaia di lavoratori delle partecipate delle pubbliche amministrazioni, Atm, Fondazione Tra e Aspal in testa.
Sono “salvi” i lavoratori Atm, secondo il presidente Ezio Bressan, ma nutrono forti perplessità i sindacati. A settembre scadono infatti i tre mesi di cassa, siglata senza l’accordo dei confederati Cgil, Cisl e Uil. “La Regione ha concesso la proroga e la cassa sarà finanziata fino a fino anno. E’ possibile – spiega Bressan – che in attesa di incontrare le maestranze per proporre il nuovo accordo, a settembre non ci sarà l’ammortizzatore sociale, ma contiamo di presentare domanda per i mesi di ottobre, novembre e dicembre”. Una pausa che costerebbe ad Atm oltre un centinaio di migliaia di euro, su un bilancio già in crisi.
La richiesta potrebbe non essere, però, appoggiata dai sindacati neppure questa volta.
“Il governo infatti offre la possibilità, in deroga al decreto, di allungare il periodo in cui si può usufruire dell’ammortizzatore sociale dagli attuali 8 mesi ad 11 – spiega Daniele Retini, segretario provinciale Fit Cisl – ma occorre vedere come saranno ripartiti i fondi tra le regioni e se il Piemonte ha la disponibilità di cassa. Date queste premesse – dice – noi non firmeremo l’accordo neppure questa volta”. Sulla stessa posizione è anche Giuseppe Santomauro di Filt Cgil: niente garanzie, niente accordo. Oltre tutto, aggiunge Retini “risulta che Inps sia in ritardo sui pagamenti e che i lavoratori debbano ancora percepire la mensilità di giugno. Se l’azienda si vuole prendere la responsabilità di mettere in cassa i dipendenti senza garanzia di copertura, lo faccia ma noi non possiamo avallare questa scelta”.
Viaggiano nell’incertezza anche i lavoratori Aspal. L’azienda è in liquidazione e quindi è “fuori”dalla deroga sulla cassa. “Ad agosto è stata chiesta la proroga per Costruire Insieme che potrebbero usufruire dell’ammortizzatore fino a fine anno. Essendo un’azienda speciale e non una partecipata, non rientra nella fattispecie delle escluse dalla cassa – spiega Maura Settimo di Uil – il problema si pone, piuttosto per i lavoratori Aspal che ancora non sono passati a Costruire Insieme. Di mezzo c’è il liquidatore che dovrà valutare cosa fare e quali strumenti adottare”. I dipendenti ancora in forza per Aspal sono distaccati al Csi, centro servizi informatici della Regione. Per i dipendenti Tra la situazione è, purtroppo, definita: hanno già ricevuto la lettera di licenziamento a partire da settembre.
“Abbiamo chiesto un incontro all’amministrazione su tutti i fronti. Siamo in attesa di una convocazione a breve”
La richiesta potrebbe non essere, però, appoggiata dai sindacati neppure questa volta.
“Il governo infatti offre la possibilità, in deroga al decreto, di allungare il periodo in cui si può usufruire dell’ammortizzatore sociale dagli attuali 8 mesi ad 11 – spiega Daniele Retini, segretario provinciale Fit Cisl – ma occorre vedere come saranno ripartiti i fondi tra le regioni e se il Piemonte ha la disponibilità di cassa. Date queste premesse – dice – noi non firmeremo l’accordo neppure questa volta”. Sulla stessa posizione è anche Giuseppe Santomauro di Filt Cgil: niente garanzie, niente accordo. Oltre tutto, aggiunge Retini “risulta che Inps sia in ritardo sui pagamenti e che i lavoratori debbano ancora percepire la mensilità di giugno. Se l’azienda si vuole prendere la responsabilità di mettere in cassa i dipendenti senza garanzia di copertura, lo faccia ma noi non possiamo avallare questa scelta”.
Viaggiano nell’incertezza anche i lavoratori Aspal. L’azienda è in liquidazione e quindi è “fuori”dalla deroga sulla cassa. “Ad agosto è stata chiesta la proroga per Costruire Insieme che potrebbero usufruire dell’ammortizzatore fino a fine anno. Essendo un’azienda speciale e non una partecipata, non rientra nella fattispecie delle escluse dalla cassa – spiega Maura Settimo di Uil – il problema si pone, piuttosto per i lavoratori Aspal che ancora non sono passati a Costruire Insieme. Di mezzo c’è il liquidatore che dovrà valutare cosa fare e quali strumenti adottare”. I dipendenti ancora in forza per Aspal sono distaccati al Csi, centro servizi informatici della Regione. Per i dipendenti Tra la situazione è, purtroppo, definita: hanno già ricevuto la lettera di licenziamento a partire da settembre.
“Abbiamo chiesto un incontro all’amministrazione su tutti i fronti. Siamo in attesa di una convocazione a breve”