Aristor, in 11 ancora appesi al filo della speranza
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Aristor, in 11 ancora appesi al filo della speranza

Incontro ieri tra sindacati e direzione Aristor che alla vigilia di Ferragosto ha spedito le lettere di licenziamento per 11 dipendenti. “Abbiamo ribadito la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali”, dicono i sindacati. Lunedì il prossimo incontro decisivo

Incontro ieri tra sindacati e direzione Aristor che alla vigilia di Ferragosto ha spedito le lettere di licenziamento per 11 dipendenti. ?Abbiamo ribadito la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali?, dicono i sindacati. Lunedì il prossimo incontro decisivo

 ALESSANDRIA – Un nulla di fatto che di per sé non si può leggere negativamente, ma neppure accogliere con ottimismo. Ieri i sindacati di categoria hanno incontrato nella sede milanese la dirigenza Aristor che meno di quindici giorni fa aveva inviato la lettera di licenziamento per 11 dipendenti, 6 operatrici, 3 amministrativi e 2 addetti alla cucina. Licenziamento impugnato immediatamente dai sindacati.
Ieri ciascuno è sostanzialmente rimasto sulle proprie posizioni ma si regista comunque un’apertura da parte dell’azienda che gestisce le mense scolastiche.
“Abbiamo ribadito che prima di arrivare al licenziamento era possibile ricorrere agli ammortizzatori sociali, essendo l’azienda non più in liquidazione. Abbiamo proposto i contratti di solidarietà e non accetteremo il licenziamento degli 11”, spiega Mario Galati della Cgil.
L’azienda, dal canto suo, avrebbe spiegato come il licenziamento degli 11 fosse invece necessario, visto il ridotto carico di lavoro, a seguito anche di accorpamenti tra plessi scolastici. La proposta iniziale, meno di un anno fa, era quella di 129 esuberi. La riduzione ad 11, sempre secondo l’azienda, va vista quindi come un risultato positivo. Posizione, però, che i sindacati non accettano.
“Comprendiamo le difficoltà, ma non riteniamo che, in questo momento, sia necessario parlare di licenziamenti ai quali ci opponiamo. L’azienda – prosegue Galati – ha assicurato che verificherà i costi di un ricorso agli ammortizzatori. Non posso dire di essere ottimista ma, almeno, registro un’apertura da parte di Aristor”.
L’azienda di servizio, quindi, farà “due conti” per verificare se, con l’applicazione dei contratti di solidarietà, potrebbe tirare avanti, in attesa, magari, di migliori condizioni. Intanto, il comune ha già ridotto il servizio, tagliando un 5% con la decisione di riaprire la mensa il 20 settembre, invece del 15, e dopo aver razionalizzato i plessi. Lunedì prossimo è atteso un nuovo incontro tra Aristor e sindacati, durante il quale l’azienda comunicherà se intende ricorrere ai contratti di solidarietà o procedere con i licenziamenti.
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