Chi ha paura dei bambini che giocano?
In città, in ogni città, è in corso una battaglia fra chi può animare spazi pubblici riempendoli di vita e chi non vede l'ora che questi vengano abbandonati per poterli occupare con traffici illeciti. L'amministrazione potrebbe dare una mano alla parte sana della città: quando succederà?
In città, in ogni città, è in corso una battaglia fra chi può animare spazi pubblici riempendoli di vita e chi non vede l'ora che questi vengano abbandonati per poterli occupare con traffici illeciti. L'amministrazione potrebbe dare una mano alla parte sana della città: quando succederà?
ALESSANDRIA – Ricordo i giardini pubblici, quelli di fronte alla stazione, come veri e propri compagni d’infanzia: sono stati fra i luoghi a me più cari, circa 20 anni fa. Hanno assistito a tante sfide a pallone consumate nello spiazzo circondato dagli alberi fra l’area dei giochi per bambini e il “laghetto dei cigni”. Quanti dribbling in quel piccolo spazio, quante sudate, quante emozioni.
Lo stesso “laghetto dei cigni”, l’unico nome con cui l’ho sempre sentito chiamare, è stato per me a lungo “il luogo più romantico di Alessandria”, protagonista dei miei sogni a occhi aperti. Lì avrei voluto confidare il mio amore a una fidanzatina, lì, speravo da piccolo, avrei chiesto la mano alla mia futura moglie.
Al “Piccadilly”, poco distante, ho imparare a giocare a biliardo, ho consumato le postazioni dei videogames, ho trascorso pomeriggi con i miei amici e qualche mattina, lo confesso, invece di essere a scuola.

Perché altrove ci si può stendere sui prati senza che nessuno si sogni di multare le persone che decidono di passare così un pomeriggio, magari con un bel libro in mano? Chi ha paura di bambini che giocano a pallone in un parco? E’ davvero così insopportabilmente pericoloso che ci possano girare le biciclette? Il massimo che mi sia capitato di vedere, da ragazzo, è stato qualche anziano signore che, infastidito da un pallone calciato troppo vicino, si spostava una panchina più in là. Altri tempi… che oggi mancano profondamente a me e forse anche ad Alessandria.