Oneto: “A settembre riapre il PuntoD. A ottobre un bando per il Comunale”
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Oneto: “A settembre riapre il PuntoD. A ottobre un bando per il Comunale”

Dal futuro di Aspal e Costruire Insieme a quello del Teatro, dal bilancio sulla prima parte della stagione attuale alle anticipazioni su quella futura, dall'aggiornamento sulla situazione del Punto D e di Cascina Carnavala fino al rilancio della biblioteca e dei musei, abbiamo fatto il punto con l'assessore alla Cultura Vittoria Oneto su quanto già svolto o in procinto di essere realizzato

Dal futuro di Aspal e Costruire Insieme a quello del Teatro, dal bilancio sulla prima parte della stagione attuale alle anticipazioni su quella futura, dall'aggiornamento sulla situazione del Punto D e di Cascina Carnavala fino al rilancio della biblioteca e dei musei, abbiamo fatto il punto con l'assessore alla Cultura Vittoria Oneto su quanto già svolto o in procinto di essere realizzato

ALESSANDRIA – Dopo le interviste sul programma di mandato con gli assessori Barrera, Gotta, Ferralasco e Cattaneo tocca all’assessore alla Cultura Vittoria Oneto rispondere alla nostre domande sullo stato di avanzamento degli impegni presi dalla Giunta. 

Assessore Oneto, partiamo dalla rete di conoscenze che l’amministrazione ha promesso di creare in città e l’attività di coordinamento fra diverse associazioni e realtà volontarie: possiamo fare qualche esempio di collaborazione andata a buon fine?


Il progetto più importante è quello relativo all’anniversario dei 100 anni dalla Grande Guerra: il Comune è capofila di un insieme di 24 associazioni cittadine che a partire da settembre (quando le iniziative saranno presentate ufficialmente) si alterneranno ad organizzare eventi (una quarantina) durante l’intero arco dell’anno. Il coinvolgimento di diverse realtà del territorio è stato importantissimo e non credo che una cosa simile in città sia mai stata fatta prima.

Qual è stata la difficoltà maggiore?
Questo è un percorso particolare, nel quale ogni associazione ha avuto modo di proporre la propria idea e si è partiti da tipologie di realtà anche molto diverse. Io sono una persona concreta e forse quello che più è stato difficile è stato aiutare tutti i soggetti a ragionare di tempi, costi e fattibilità delle proposte, perché venissero tutte davvero realizzate. In questo un grande aiuto mi è stato fornito dal personale dell’Ufficio Cultura e dalla direttrice della biblioteca Patrizia Bigi.

Altre iniziative nelle quali il volontariato sarà coinvolto?
Il prossimo passo sarà organizzare un vero e proprio sistema di volontariato a supporto della rete di musei alessandrina. Ad esclusione del museo della Gambarina gli altri non hanno mai avuto un rapporto sistematico con gruppi di volontari organizzati. L’obiettivo invece è superare ora le collaborazioni spot e integrare i cittadini che hanno voglia di mettersi in gioco con i professionisti del settore. Qualche esperimento di partecipazione è già stato fatto in biblioteca quest’anno con i ragazzi del Liceo Classico e con chi svolge il servizio civile, ma serve un ragionamento su un altro livello. Gli stessi lavoratori di Costruire Insieme potranno dare una mano fondamentale per indirizzare e integrare esperienze di partecipazione.

Quando sarà operativa questa rete di volontariato a supporto della cultura?
Diciamo che per l’inizio del 2015 contiamo di aver già realizzato qualcosa in proposito.

Parliamo della costituzione del polo culturale cittadino. Quale soluzione è stata trovata alla fine fra Aspal e Costruire Insieme? Siamo arrivati a un assetto definitivo?
Diciamo di sì, anche se il consolidamento definitivo arriverà a settembre. Praticamente tutto il personale Aspal passerà per ora a Costruire Insieme e lì resterà almeno per il 2014. Bisognerà nel frattempo capire quante persone rientreranno nei progetti che l’azienda saprà mettere in campo e per quanti invece sarà necessario attivare la Cassa Integrazione, (procedura comunque decisamente più agibile attraverso la nuova realtà aziendale rispetto ad Aspal, dove ormai la disponibilità sarebbe stata al massimo di 2 mesi ancora contro gli 8 o più disponibili passando da Costruire Insieme ndr).

Quali saranno i criteri in base ai quali verrà stabilito chi finirà in Cassa e chi invece lavorerà?
L’azienda farà i suoi ragionamenti in base al budget a disposizione e alla figure professionali necessarie ma è ovvio che il Comune ha un importante ruolo di indirizzo. Costruire Insieme, a differenza di Aspal, potrà contare su un insieme di mansioni tutte omogenee e indirizzate alla cultura, siano esse legate alla biblioteca, all’informagiovani, ai musei o ad altri comparti. Non si deve pensare a Costruire Insieme come a una copia che replichi quanto già avvenuto in Aspal: servono ragionamenti nuovi, innovativi, capacità di indicare percorsi e cogliere prospettive di sviluppo, altrimenti si finisce per creare nuovi musei e chiuderli poco dopo. Oggi ci siamo noi ad amministrare con una certa quantità di fondi a disposizione e le nostre idee, domani potrebbe venire qualcun altro e se non si sarà lavorato a un progetto organico e credibile per la cultura in città, capace anche di sostenersi, ci potremmo ritrovare punto e a capo. A settembre verranno fatti i ragionamenti sul personale, ma quel che è certo è che non tutto il budget messo a disposizione deve essere speso sul personale, su questo vorrei essere da subito chiara: è molto meglio pensare a far nascere progetti e start up capaci di collaborare con Costruire Insieme pur essendone esterne nelle quali collocare i lavoratori che si dovessero trovare in cassa integrazione. E’ solo attraverso progetti innovativi che si possono trovare risorse per il personale. Costruire Insieme è appena nata e lavorerà per espandersi e accrescere con il tempo i propri servizi.

Facciamo un esempio di cosa dovrà cambiare da come i servizi venivano gestiti con Aspal a come dovranno essere gestiti da Costruire Insieme?
Penso per esempio al rapporto fra musei e multimedialità: se un domani qualche museo non dovesse riuscire a rimanere aperto, deve comunque essere in grado di offrire servizi sfruttando il web. Le persone che oggi si occupano di tenere aperti i musei un domani potrebbero occuparsi anche della loro messa online, di progetti didattici per le scuole, di altre attività in relazione a tutti gli altri poli culturali di Alessandria, anche grazie al fatto che, come detto, Costruire Insieme sarà un’azienda finalmente con un unico scopo, quello culturale.

Però per fare questo servono periodi di formazione e competenze specifiche. Pensate a consulenze attivate ad hoc per imbastire questi percorsi?
Certamente questo fa parte della sfide legate all’innovazione. Quando parlavo di non riversare tutti i soldi sul personale mi riferivo anche a questa prospettiva. Certamente serviranno percorsi di formazione adeguati a strutturare un’offerta culturale al pari con i tempi.

I sindacati condividono questo impianto?
Non c’è nulla di innovativo in quanto detto finora e non vedo cosa potrebbero non condividere quando si parla di sviluppo e progetti per dare prospettive all’azienda. I percorsi di eventuale esubero dei lavoratori saranno accompagnati e come detto l’obiettivo sarà magari quello di pensare insieme ad altre realtà del territorio a nuove start up collegate a Costruire Insieme e con la quale potrebbero interagire per la gestione di alcuni servizi.

Quando prenderà davvero vita il polo culturale alessandrino così come sta prendendo forma sulla carta?
Nella precedente intervista mi auguravo che a partire da settembre i musei della città sarebbero stati aperti: in realtà già da maggio molto è stato fatto in questa direzione. I musei cittadini resteranno aperti per tutto luglio e anche ad agosto sebbene magari in forma ridotta. In occasione del weekend dei centauri abbiamo aperto il museo Borsalino e per la notte del giuramento degli allievi della scuola di Polizia apriremo palazzo Cuttica e il museo Borsalino. La mostra “108” organizzata recentemente alle Sale D’Arte ha avuto un grande successo ed è un modello che vogliamo seguire ancora: spero ogni 3 mesi di poter organizzare la mostra di un artista locale contemporaneo, creando così occasioni perché le persone vengano a conoscere i nostri musei e scoprano magari ciò che non si aspetterebbero. Finora è stato così e i numeri ci stanno dando ragione. In un mese alle Sale D’Arte sono transitate più di 500 persone, alcune delle quali paganti. E non si tratta sempre e solo di appassionati, ma anche di semplici curiosi.

E se per quel che riguarda il Museo di Marengo sappiamo che la gestione sarà affidata a Costruire Insieme, quali interventi potranno essere messi in campo per la Biblioteca? Non ci sono quasi più abbonamenti per le riviste, i magazzini sono pieni e gli orari continuano a variare e a essere troppo ridotti per una città capoluogo come Alessandria…
Per quel che riguarda le riviste c’è un interessamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria per tornare ad acquistare un po’ di abbonamenti. Io manderò al vicesindaco e all’assessore al bilancio l’elenco degli interventi più urgenti che la biblioteca richiederebbe nel 2015, vedremo cosa potrà essere fatto in concreto e cosa no. Diciamo che servono alcuni interventi di piccola manutenzione, come quelli previsti per il cortile, e verranno realizzati a breve. Sul fronte strutturale invece il problema maggiore è quello dell’archivio e del magazzino dei libri ormai saturo. La soluzione inizialmente pensata di utilizzare una parte dei locali dell’ex Taglieria del pelo è sfumata perché nel frattempo sono cambiati i requisiti di legge che devono avere i locali (molto costosi da sistemare: servono impianti di condizionamento, impianti antincendio a spegnimento immediato, ampi lavori di scaffalatura). Alcune alternative in città sono state individuate ma se i tempi non saranno troppo lunghi la situazione ideale, anche perché potenzialmente definitiva, potrebbe essere quella di utilizzare alcuni dei locali dell’ex Caserma Valfré dopo la ricollocazione del tribunale e di altri servizi per la città. Un’altra soluzione alla quale abbiamo pensato è stata quella di utilizzare alcuni locali degli asili nido ormai chiusi, ma ci piacerebbe poterli dare in autogestione alle famiglie un domani mediante progetti specifici. Non vorrei però spingermi fuori dal mio campo visto che questo riguarda maggiormente il settore di competenza dell’assessore Gotta.

E per quel che riguarda gli orari?
Pensiamo a rivisitarli e soprattutto a renderli stabili e non variabili da un giorno all’altro come capita attualmente. Questo non avverrà già a settembre perché ci saranno già molte riorganizzazioni in corso con Costruire Insieme, ma da gennaio 2015 sicuramente sì. Penso che la biblioteca, come già detto in passato, debba rimanere aperta sicuramente tutto il sabato (giorno in cui per ora è aperta solamente al mattino ndr) magari fino alle 19 e in occasione di eventi particolari anche la domenica.

Veniamo ora al Teatro: a che punto sono i lavori? Quando verrà restituito definitivamente alla città?
Come già verificato durante gli ultimi sopralluoghi alcuni ambienti sono ormai pronti, come il foyer e le sale Ferrero (alla quale mancano ancora alcuni lavori ma terminabili in breve tempo) e Zandrino. L’Asl però giustamente ha stabilito che tutte le aree devono essere perfettamente bonificate prima della riapertura, anche parziale, al pubblico. Diciamo che per l’estate prossima saremo pronti a un primo evento magari da svolgersi nel foyer, mentre da settembre 2015 il programma della nuova stagione teatrale potrà già svolgersi in parte lì.

E per quel che riguarda il rapporto con i privati e la gestione di spazi con finalità commerciali?
A ottobre verrà pubblicato da parte del Comune il bando per il concorso di idee da svolgersi con la cittadinanza, ma per allora saranno anche rese note le linee d’indirizzo sulle proposte che potranno essere recepite perché l’obiettivo è di arrivare a concretizzare davvero le soluzioni migliori che verranno presentate. Serviranno una capacità gestionale innovativa, tante professionalità capaci di collaborare e interazioni fra pubblico e privato a diversi livelli. L’obiettivo è di arrivare a formulare progetti tali da consentire di intercettare anche finanziamenti europei. Comunque confermo quanto già promesso: dal 2015 il teatro sarà riaperto, almeno per gli spazi meno impegnativi rispetto alla sala grande.

Intanto però come sta andando la stagione teatrale in corso? Un assessore alla Cultura ha il tempo di andare a Teatro?
Certamente che ce l’ha. Io vado assiduamente e conto di portare al prossimo spettacolo anche mia figlia. La risposta di pubblico per le prime date è stata molto incoraggiante: 100-150 spettatori paganti che dimostrano che c’è ancora una domanda da valorizzare fra gli abitanti di Alessandria. E’ stato bellissimo assistere allo spettacolo al villaggio fotovoltaico del quartiere Cristo. E’ una cornice splendida, che riutilizzeremo anche per concerti. E’ stato emozionante vedere semplici abitanti affacciarsi dalle proprie abitazioni e scendere in strada incuriositi da quanto stesse accadendo per poi fermarsi ad assistere allo spettacolo.

E sulla prossima? Ci state già lavorando? Si tornerà a ospitare spettacoli del circuito nazionale?
La stagione invernale sarà organizzata in spazi teatrali diversi e si rivolgerà a un pubblico vario e a target eterogenei. Certamente si utilizzerà l’Alessandrino per ospitare anche spettacoli di caratura nazionale, mentre pensiamo ad altri spazi per accogliere artisti e compagnie di alto livello, anche internazionale, ma più di nicchia e dedicati a un pubblico più specifico.

Più in generale il tema della salvaguardia di spazi pubblici in città è stato più volte rimarcato anche nel programma elettorale da parte del sindaco Rita Rossa. Fra quelli più discussi in questi primi anni ci sono stati il Punto D al Cristo e Cascina Carnavala a Spinetta Marengo: quale sarà il loro destino?
Per quel che riguarda Cascina Carnavala si può finalmente dire che aprirà a settembre. Proprio in questi giorni alcuni lavoratori di Costruire Insieme stanno ultimando di dare il bianco nei locali. Sarà uno spazio prezioso a disposizione di Spinetta e potrà servire un’ampia fascia di pubblico, dai più piccoli, funzionando quasi fosse un asilo nido aggiunto, fino ai più grandi. Diciamo che sarà una specie di ludoteca decentrata (gestita dal personale di Costruire Insieme). Anche il Punto D riaprirà a settembre per offrire non solo corsi di musica e teatro (è stata stipulata anche una convenzione con l’associazione teatrale Max Aub) ma anche nuove opportunità formative e di intrattenimento per i giovani, fra i quali corsi per video maker, tecnico teatrale e altro ancora. Abbiamo ricevuto un finanziamento dalla Provincia e sarà un luogo di ritrovo importante collocato in un quartiere che ne ha un gran bisogno. Sempre al Cristo avrà poi sede il progetto di recupero del materiale di scarto delle aziende e di riutilizzo per scopi didattici denominato ReMida. Il magazzino dei materiali da riutilizzare potrebbe essere ricavato da una scuola ormai inutilizzata nel quartiere.

Chiudiamo sulla Cittadella: ci sono stati incontri con privati potenzialmente interessati al bando? Quali sono le sensazioni che avete? C’è il rischio che il bando vada deserto?
No, non credo andrà deserto, anche se sarà difficile aspettarsi più di due o tre candidature. Oltre alla possibilità di organizzare concerti potrebbe esserci un’altra proposta legata al settore della ricerca universitaria in ambito medico, ma è davvero presto per parlarne. I vincoli posti per l’utilizzo della Cittadella sono piuttosto rigidi e quindi non aspettiamoci attività sconvolgenti. Chi vincerà si porrà sicuramente in maniera dialogica con la città, lavorando per non rompere il legame fra la Cittadella e gli alessandrini: d’altra parte non potrebbe essere altrimenti.
 

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