Il Tribunale di Alessandria
Home
Processo Michelin, corsa contro il tempo
Nuovi testimoni della difesa al processo per lesioni e omicidio colposo a carico di ex dirigenti e direttori Michelin per le condizioni di lavoro tra gli anni Ottanta e Novanta. Il problema più grave per la pubblica accusa e le patri civili potrebbe però essere la prescrizione
Nuovi testimoni della difesa al processo per lesioni e omicidio colposo a carico di ex dirigenti e direttori Michelin per le condizioni di lavoro tra gli anni Ottanta e Novanta. Il problema più grave per la pubblica accusa e le patri civili potrebbe però essere la prescrizione
ALESSANDRIA – Gli avvocati di parte civile e la pubblica accusa non ci hanno neppure provato a controinterrogare i testimoni della difesa che ieri mattina hanno parlato davanti al giudice del tribunale di Alessandria, durante l’udienza al processo per lesioni e omicidio colposo contro cinque ex dirigenti e direttori dello stabilimento Michelin. Ognuno ha la sua versione, ognuno resta sulle proprie posizioni. Per i testimoni della difesa, infatti, le condizioni ambientali di lavoro erano buone, se non buonissime. Niente polvere (“se non quella del transito dei carrelli nel magazzino”), tutti hanno seguito un corso di formazione, nessuna sostanza pericolosa è stata usata… Casomai, “c’era il problema della temperatura”. A parlare ieri sono stati impiegati e capireparto nel magazzino, manutenzione alle linee elettriche e alla centrale termica.
“In estate le temperature erano tra i 28 e i 35 gradi. Allora mettevamo le batterie supplementari all’impianto”, racconta uno dei testi. Ma “al reparto Zeta andava solo il riscaldamento in inverno. In estate si andava come Dio comanda.. se faceva caldo fuori, faceva caldo anche in reparto”.
Per la produzione era più temibile il freddo: “faceva scollare le gomme”. Così si potenziava il flusso d’aria, “10.500 metri cubi d’aria all’ora, praticamente un uragano. Quando c’era il rinnovo del contratto i sindacati si lamentavano. Mettevano un pezzo di carta davanti alla bocchetta dell’aria per vedere se si alzava. Intervenivamo per cercare di regolarla”.
La vera preoccupazione degli avvocati di parte civile e dell’accusa (nelle ultime due udienze il titolare dell’inchiesta, il pubblico ministero Bosco è stata sostituita perchè impegnata) è il tempo. Il periodo contestato si riferisce agli anni Ottanta e Novanta e si rischia la prescrizione. “Alcune delle persone offese sono già decedute e fa testo l’anno in cui è insorta la malattia”, fa notare uno degli avvocati di parte civile. La prossima udienza è fissata per ottobre e si prosegue a ritmo di due al mese fino a gennaio.