Solvay, centoquattordici assunzioni grazie all’apprendistato
"Quella che sembrava una scelta azzardata si è rivelata un'ottima decisione: novantuno dei novantasei lavoratori sono passati a tempo indeterminato e anche l'ultima classe, con ventitré apprendisti, è stata interamente confermata" dichiara Muliere
"Quella che sembrava una scelta azzardata si è rivelata un'ottima decisione: novantuno dei novantasei lavoratori sono passati a tempo indeterminato e anche l'ultima classe, con ventitré apprendisti, è stata interamente confermata" dichiara Muliere
LAVORO – “Vi comunichiamo buone notizie, ottime” esordisce Michele Muliere (Femca Cisl) all’incontro indetto dalle organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil “In uno scenario che propone sempre più spesso notizie negative, finalmente possiamo parlare di qualcosa di interessante, che sia di stimolo ad altre imprese per rischiare ed investire nel lavoro, nei giovani e nel futuro“.
“Con lungimiranza – prosegue Muliere – nel 2007 abbiamo concluso un accordo per l’apprendistato professionalizzato nell’azienda Solvay Specialty Polymers Italy, di Spinetta Marengo. Quella che sembrava una scelta azzardata, in cui pochi hanno creduto, si è rivelata un’ottima decisione: novantuno dei novantasei lavoratori coinvolti sono passati a tempo indeterminato e anche l’ultima classe, con ventitré apprendisti, è stata interamente confermata. Un bel successo, insomma, soprattutto se si tiene conto che si tratta di lavoratori giovani, diplomati, che hanno potuto contare su una formazione e su un incentivo economico – un premio di quasi duemila euro a testa”. Una scelta che conviene, spiegano le organizzazioni sindacali, anche per le aziende: l’apprendistato costa meno per l’azienda e permette di formare direttamente i lavoratori di domani, “spesso con competenze superiori a quelle ‘previste’ per legge. – continua Franco Armosino (Filctem Cgil) – La perplessità iniziale sembrava voler bollare questa idea di ‘certificazione di precarietà’. I tempi sono cambiati e questo accordo, visto alla luce delle 114 assunzioni in un momento di crisi come quello attuale, ha ora un aspetto di lungimiranza. I meriti sono dell’azienda ma anche, soprattutto, di chi all’interno della fabbrica, in un momento complicato come quello attuale, ha lavorato per sostenere questa idea”.
La proposta, spiega, è stata avanzata anche in realtà simili, ma mai presa in considerazione. “L’accordo, ora, è da proporre ed espandere, soprattutto in questi giorni. Un’altra idea importante, proposta nella presentazione della piattaforma di contrattazione di secondo livello, è l’attenzione alla ricollocazione dei lavoratori malati o non idonei. Con l’impossibilità di definire un’età per la pensione, nei prossimi anni nelle aziende manifatturiere ci sarà un numero sempre maggiore di persone impossibilitate a svolgere determinati compiti, a determinati ritmi. E’ importante sviluppare una responsabilità sociale da parte delle aziende, per evitare l’espulsione dal mondo del lavoro. Guardiamo oltre l’oggi, insomma, facciamo ‘il sindacato’. E’ più necessario che mai“.
“Un buon accordo – commenta Elio Bricola (Uiltec Uil) – che ci permette di far partire, dal 14 luglio, un confronto sulla piattaforma di contrattazione di secondo livello con buone prospettive, che permettono di farci credere in tempi ragionevoli e temi importanti. Un grande supporto è stato dato dal Rsu, che ha insegnato ai giovani diritti e doveri”. “Ero uno di quelli contrari all’apprendistato nell’industria – aggiunge Roberto Marenco (Femca Cisl) – oggi mi rendo conto che è uno strumento valido ad arricchire il lavoratore e ha una durata iniziale certa. E’ una scommessa che si può fare con le aziende, anche del territorio: se i rapporti coi sindacati fossero più stretti, meno ‘antagonisti’ e le parti datoriali avessero più innovazione, si potrebbe crescere molto”.
“Ora ci aspettiamo da Confindustria e da altri – conclude Muliere -una sfida sul campo della formazione, del merito formativo. Abbiamo una provincia caratterizzata dall’industria chimica, manifatturiera e plastica, ma le uniche a non essersene rese conto sono le scuole. Vorremmo la nascita di un laboratorio che permetta di creare un serbatoio di apprendisti, per tutti. E’ la sfida del futuro“.